30/03/2017
Recensione del libro " Cent'anni di solitudine " di Gabriel Garcia Marquez:
Il libro si configura come un'intricata e intrigante storia umana che analizza l'esistenza dei Buendia, la stirpe familiare protagonista dell'opera, a cui si intrecciano altre vite e numerose esperienze, come l'amore, la guerra e la morte. Le loro vicende si susseguono in 100 anni sullo sfondo del piccolo, isolato e surreale borgo di Macondo. Matrice comune nei personaggi, i cui nomi si alternano ( per quanto riguarda i membri maschili della famiglia) in Aureliano e José Arcadio, è la solitudine. Essa È l'unica compagna che paradossalmente si proietta al fianco dei personaggi, le cui attitudini sono del tutto, o almeno in parte, determinate dalla figura poliedrica ed esotica dello zingaro chiamato Melquiades. Melquiades è la figura in cui forse meglio si esplica l'aspetto magico ed esoterico del romanzo. È a lui, per così dire, che sono affidate le sorti della stirpe, velate da un alone di mistero che viene risolto solo nelle ultime pagine. Il libro si rivela quindi come un affascinante aggrovigliarsi di esperienze esistenziali legate inestricabilmente da un destino comune di infelicità mista a lievi e illusori attimi di spensieratezza. Tutte le vicende presentate nel romanzo sono veritiere, o apparentemente verosimili, ma celano, nella maggior parte dei casi, un risvolto magico o simbolico che si pone nella contrapposizione più assoluta con la realtà razionale conosciuta. È una scrittura leggera, ma non superficiale; l'autore crea un rapporto con il lettore permettendo ad esso una completa osmosi con i personaggi, la loro psicologia e i loro sentimenti. Ci si immerge con facilità nei meccanismi della famiglia e le logiche della quotidianità, sebbene astrusa, dei Buendìa diventa un elemento che facilmente si insinua nella vita del lettore . Per quanto riguarda la mia esperienza di lettura, posso affermare che, pur riconoscendo le immense capacità espressive e la sconfinata fantasia di Marquez, il romanzo non è riuscito a coinvolgermi a tal punto da suscitare una sorta di straniamento dalla realtà, come molto probabilmente si prefiggeva l'autore nel momento della scrittura dell'opera. Anche le vicende, a mio avviso sono esasperate da un senso di mistero e di magico, che viene reso centrale in ogni vicenda a tal punto da renderle, non soltanto poco verosimiglianti alla realtà, ma anche eccessivamente lontane dalla comune e meravigliosa esperienza della vita umana nei suoi splendori e nelle sue caducità.
- Mariasole Pantusa
Il gruppo di lettura " Liber-i " consiglia vivamente la lettura del romanzo. Link della versione e-book del libro nel primo commento.