12/06/2022
Freschezza e leggerezza si respirano dalla finestra del balcone dell’atelier parigino di Gino Severini, innamorato della città capitale della Francia e dell’arte europea del 1900.
“Cortona e Parigi - così scriveva il pittore - sono le città a cui mi sento più legato. Sono nato fisicamente nella prima, intellettualmente e spiritualmente nella seconda”.
In quest’ opera notiamo il “ritorno all’ordine”, lo stile che Severini aveva adottato a partire dal 1920, dopo essere stato un pittore cubo-futurista, molto attento a mantenere i legami tra l’arte francese e quella italiana.
Il dipinto, tuttavia, pur essendo di impostazione realista, ha dei richiami agli stili precedenti, come vediamo dalla natura morta in primo piano: con i colombi, simbolo di buon auspicio, ci sono il libro, la fruttiera e il mandolino che ci ricordano le composizioni del cubismo sintetico.
Gino Severini, "Finestra con colombi", 1931 - Museo Novecento . Firenze