12/08/2026
IL JUDO CORRETTO
Oggi vi voglio parlare di un rapporto di amicizia che dura dal 1973.
In quell'anno la Nazionale Giapponese fece una tournée europea guidata dal mitico Maestro Yasuhichi Matsumoto, creatore della celebre sezione Judo dell'Università di Tenri.
Eravamo tutti molto giovani e pieni di speranze. In quel periodo, insieme ad altri ragazzi che non menziono per non rischiare di escludere nessuno, ci si allenava presso il Centro Sportivo dell'Acqua Acetosa a Roma (vicino ai Parioli), oggi Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti".
Che dire! Eravamo entusiasti di vivere quell'esperienza e di confrontarci con quel gruppo di campioni giapponesi. Tra questi vi erano i più noti: Shozo Fuji, quattro volte consecutive Campione del Mondo (quando i Campionati del Mondo si disputavano ogni due anni), Katsuhiko Kashiwazaki, Vice Campione del Mondo a Vienna nel 1975 e Campione del Mondo a Maastricht nel 1981.
Di quel gruppo molti altri poi si sono affermati ai vertici mondiali, tra cui Kiyoto Katsuki, allora poco più che diciottenne.
Fu proprio con Katsuhiko Kashiwazaki che nacque un rapporto speciale che dura ancora oggi.
In quell'occasione, per la prima volta, vidi una versione diversa del Tomoe nage, che fu poi ribattezzata con il nome di Yoko tomoe nage.
Ma quel Tomoe nage dell'amico Kashiwazaki venne poi chiamato "Furiko tomoe nage".
La parola Furiko sta a significare "Pendolo": in effetti, l'azione del M° Kashiwazaki assomigliava nelle sue movenze proprio al movimento di un pendolo.
Naturalmente mi affascinava quel Judo bello da vedere oltre che efficace.
Personalmente sono sempre stato un sostenitore dell'estetica.
Per la mia formazione ero considerato anche un esperto nel "Ne waza" e questa combinazione fece sì che apprezzassi enormemente il modo di lottare a terra del giovane Kashiwazaki: non si può negare la sua speciale attitudine ed eccezionale abilità nel Ne waza.
Ma non è solo di questo che voglio parlarvi oggi. A parte i miei ricordi personali, vi trascrivo la traduzione di un piccolo brano tratto dal suo ultimo libro, dal titolo: 👉 Muga muchū - Jūdō ni育てられて (Completamente assorto — Cresciuto dal Judo / Nutrito dal Judo).
È un passaggio che ci deve far riflettere.
Qui è il Maestro Kashiwazaki che parla:
"Nel mondo del judo l'espressione “Judo corretto” viene usata frequentemente.
Non riuscendo a comprenderne appieno il significato, fin dai tempi in cui ero studente l'ho domandato a molti maestri.
Una volta chiesi ad Haruo Yokochi, Presidente e fondatore del Kōdōgakusha (la Scuola che ha formato numerosi medagliati olimpici, tra cui Toshihiko Koga).
Il Presidente Yokochi mi rispose immediatamente: “Il Judo corretto è il Judo vincente”.
A quel punto il Dott. Teruo Sakano, Primario di Medicina Interna presso il Centro Nazionale Tumori, che era lì presente, intervenne: “È proprio così, tuttavia, per non generare malintesi, sarebbe bene inserire due concetti tra Judo corretto e Judo vincente: il Judo corretto deve essere un Judo bello. L'espressione più bella dell'essere umano si manifesta quando si impegna con tutte le sue forze, e questo si può definire "Dominio di sé". Colui che riesce a raggiungere questo stato, ottiene la vittoria sugli altri”.
Per illustrarmi il concetto, lo scrisse utilizzando i Kanji in questo modo: 正 → 美 → 克 → 勝 (Corretto → Bello → Dominio di sé → Vittoria).
In quel momento sentii di aver ricevuto, per la prima volta, una risposta finalmente convincente su cosa fosse il Judo corretto."
La progressione filosofica citata nel testo è il cuore del messaggio ed è riassunta in quattro ideogrammi fondamentali:
• 正 (Sei / Tadashii): Corretto, Giusto. La tecnica e la Via eseguite secondo i veri principi.
• 美 (Bi / Utsukushii): Bello, Elegante. La correttezza genera un'estetica pregevole e armoniosa nel movimento.
• 克 (Koku / Katsu): Superamento, Dominio di sé. L'abnegazione e lo sforzo massimo per vincere i propri limiti (parte del concetto di 克己, Kokki, ovvero il "dominio di se stessi").
• 勝 (Shō / Katsu): Vittoria. La conseguenza naturale del percorso: avendo dominato se stessi attraverso un Judo corretto e bello, si ottiene la vittoria sull'avversario.
Cari amici, non aggiungo altro. Queste parole... sono musica per le mie orecchie.
Senza essermi mai confrontato direttamente su questo tema con l'amico e Maestro Katsuhiko Kashiwazaki, ho sempre perseguito questo stesso obiettivo. Secondo me questo è il Judo corretto: quello che tutti dovremmo praticare, comprendere, insegnare e far conoscere.
Corrado Croceri