18/01/2023
Negli anni 80 io e le mie colleghe del tempo sperimentammo qualcosa del genere. Ogni aula era un laboratorio e i bambini ruotavano in essi. Eravamo troppo avanti 🤷🏼♀️
Il modello Dada non è una novità, anzi, se ne sente parlare da tempo. L’acronimo, che sta per Didattiche per Ambienti di Apprendimento, è un modello innovativo di didattica che ha già trovato applicazione, un paio di anni fa, in alcune scuole italiane, come abbiamo riportato.
In cosa consiste il modello Dada?
Il modello viene applicato, dallo scorso settembre, anche alla scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Verona, che afferisce all’istituto comprensivo San Bernardino – Borgo Trento, dove sembra star riscuotendo successo tra studenti e docenti, come racconta L’Arena. Ma di cosa si tratta? Il Dada prevede una trasformazione dal punto di vista didattico e logistico del modo in cui si fa lezione a scuola, ispirandosi al modello statunitense e dei campus anglosassoni.
Ogni disciplina si fa in una classe diversa: non sono più, così, i docenti a dover passare da un’aula all’altra al cambio dell’ora, ma gli studenti, che non sono più costretti a stare seduti nella stessa aula per tutta la durata della giornata scolastica. Le aule possono così essere personalizzate, in quanto assegnate ad una precisa materia. Per raggiungerle nella scuola sono stati costruiti dei percorsi colorati. Alla Alighieri, poi, ad ogni classe è stato assegnato un nome che richiama la materia che lì viene impartita.
Le classi coinvolte nell’esperimento sono sei, tutte di terza media. “Una mattinata è composta da sei ore suddivise in blocchi da due ore ciascuno, per un totale di tre materie al giorno. Ogni due ore, dunque, c’è un intervallo che consente alle classi di raggiungere l’aula successiva”, spiega Giovanna Calvi, insegnante di tecnologia.