04/07/2018
Sono rimasta molto colpita da un video di una psicologa in cui mostrava un post-it con scritte alcune frasi tipo : "Voglio abbracciarti"; "Io rimango qui"; "Non ti lascio solo" ; "Sono qui per ascoltarti" ; " Ti voglio bene".
Parole di conforto, amore e accoglienza, frasi che un paziente della dottoressa è riuscito,con immenso sforzo, a scrivere per il suo bambino interiore. La terapista nel video suggerisce, giustamente, di metterci in contatto con quella parte di noi e nei momenti di sconforto, accoglierla, abbracciarla e, perché no, sussurrarle parole d'affetto.
Questo mi ha fatto immediatamente riflettere: quante volte da bambina, nei momenti più vulnerabili, mi sono sentita davvero ascoltata e accettata?
Quante volte bambini arrabbiati, tristi o "capricciosi" vengono liquidati con poche parole e lasciati a gestire emozioni che da soli non possono comprendere?
E voi quante volte non vi sentite capiti? Anche adesso che avete venti, trenta, quaranta, cinquant'anni probabilmente non vi sentite compresi,accettati, accolti.
Un'ultima domanda: come vi farebbe sentire avere una persona al vostro fianco che vi guarda, vi ascolta, vi abbraccia e vi dice " io sono qui."?
Auguro a tutti i bambini una persona che si metta in ginocchio, li guardi nella profondità nella loro psiche e sussurri " io non me ne vado, sono qui e ti ascolto." Lo auguro a tutti anche ai bambini di cinquant'anni, ma per quelli di due, di tre o di quattro anni dovremmo pensarci noi. Credo sia nostro compito insegnargli quell'empatia che, mantenuta e coltivata nel tempo, gli permetterà di cambiare il mondo.