25/01/2022
I bambini spesso si trovano a dover combattere per difendere la propria identità di fronte a chi li vorrebbe marionette appese ai fili. LEGGETE BENE TUTTO
"Adesso Mattia gli appare spesso come un combattente che non vuole cedere alla violenza stupida degli adulti."
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Ora Paolo si vergogna quando ripensa a come ha trascinato Mattia giù per le scale mentre piangeva e inciampava. Tutto per insegnargli a non far tardi a scuola. E quella volta poi che non ha voluto ascoltare quello che cercava inutilmente di spiegare Mattia e ha usato parole umilianti per un fatto per cui poi, aveva scoperto, non era affatto responsabile.
Da quando collabora con Marta per cercare di comprendere meglio Mattia, la tensione a casa si è allentata, spesso i ragionamenti di Mattia gli sembrano interessanti e divertenti.
Le parole della dottoressa gettano una nuova luce sui comportamenti di Mattia, gli danno un senso nuovo e affascinante.
Adesso Mattia gli appare spesso come un combattente che non vuole cedere alla violenza stupida degli adulti.
Prima le sue impuntature e i suoi capricci scatenavano in lui la rabbia di non riuscire a dominare un bambino che, a solo otto anni, lo faceva sentire, come sempre, un perdente.
Dopo alcuni mesi di incontri settimanali i tic si presentavano solo raramente, ma adesso sono praticamente scomparsi.
Non è stato facile riuscire a proteggere la sua famiglia da critiche e ricatti, ma ci sono riusciti senza rompere del tutto i rapporti con i genitori. Hanno trovato una casa più grande lontano dai genitori e hanno rinunciato volentieri ai piccoli aiuti che davano i nonni vicini.
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