28/05/2026
Non corriamo davvero verso qualcosa.
Corriamo innanzitutto per non essere espulsi dall'attuale sistema. Corriamo per non sembrare lenti e per non essere giudicati inconcludenti. Per non diventare inutili dentro un mondo che tra un po' forse misurerà perfino il nostro respiro per considerarci in "buona prestazione".
Eppure il corpo non mente.
Il corpo è antico.
Ha il ritmo del sonno, della digestione, del silenzio, del pensiero che matura lentamente.
La società invece pretende da noi la velocità degli algoritmi, della reperibilità continua, della risposta immediata.
Ed è lì che nasce una frattura interna a noi stessi.
Siamo creature umane e biologiche dentro un sistema digitale.
Abbiamo un cuore, ma ci viene chiesto di funzionare come dei processori.
Questa è una vera e propria distonia del nostro tempo.
Non la fatica.
La fatica è umana e va bene, così come correre e darsi da fare vanno bene.
Il problema è l’accelerazione senza senso.
L’obbligo di essere sempre performanti, presenti, aggiornati, desiderabili a tutti i costi perché "qualcuno o qualcosa" ci impone di vivere così..
E allora il vero lusso oggi non è possedere.
È sottrarsi a tale sistema che obbliga alla corsa spasmodica e insensata .
Il vero lusso di questi tempi è saper spegnere gli interruttori, i file, i programmi.
Camminare senza contare i passi.
Mangiare senza fotografare.
Dormire senza sentirsi in ritardo.
Amare senza esibirlo.
Ma la domanda vera è: siamo ancora capaci di rallentare?
Perché rallentare significa accettare di non partecipare a tutto.
Di non arrivare sempre primi.
Di non trasformare ogni talento in profitto e ogni minuto in rendimento.
Una società dorata genera spesso figli fragili.
Brillanti, competitivi, iperstimolati.
Costretti a drogarsi di adrenalina, approvazione, farmaci, successo, pur di reggere una gara che nessuno ha scelto davvero.
Forse non siamo nati per correre sempre.
Forse siamo nati per attraversare.
E attraversare richiede tempo.
Fiato.
Attesa.
Paesaggio.
Silenzio.
Perché la lentezza non è nostalgia.
È igiene dell’anima.
È il modo con cui il corpo ricorda alla mente che non tutto ciò che è possibile è anche sopportabile.
Correndo dietro a doveri e impegni non vedi, non cogli, non comprendi... Normalmente corri e basta, spesso raggiungendo qualcosa che non dura e poi ti sfugge e ti obbliga a tornare a correre...
La ricerca della Verità è a passo lento ma continuo, impegnato ma rilassato, scelto e consapevole...
Ed è quello che faremo tra ricercatori della Verità dalla sera del primo luglio fino a mezzogiorno del cinque luglio, semplicemente per tornare a casa insieme e al tempo stesso ognuno da Sé.
W la Verità, in bocca al lupo a tutti e avanti tutta!!!