07/02/2026
…anche nella nostra scuola abbiamo celebrato la Giornata dei Calzini Spaiati. Lo abbiamo fatto con il sorriso, certo, ma anche con una profonda consapevolezza: la celebrazione non deve essere un "appuntamento da calendario”
C’è una verità scomoda dietro i colori di oggi, ed è giusto condividerla.
Troppo spesso, spenti i riflettori su queste ricorrenze, la scuola torna a fare i conti con una realtà fatta di assenze. Celebriamo la bellezza della diversità, ma poi ci scontriamo quotidianamente con:
• la mancanza di insegnanti di sostegno specializzati, che conoscano davvero le esigenze dei nostri piccoli.
• con i tagli per gli educatori , che sono figure fondamentali per tradurre la parola "inclusione" in fatti concreti.
• con un sistema che spesso delega alla buona volontà e alle risorse economiche dei singoli ciò che dovrebbe essere un diritto garantito dallo Stato.
Celebrare è un dovere, sì. Ma è un dovere che ha senso solo se diventa un impegno politico e sociale. Non possiamo limitarci a indossare calzini diversi oggi, per poi tornare domani a una scuola che non ha le risorse per accogliere quelle diversità.
La vera inclusione non si fa (solo) con i calzini colorati una volta l'anno: si fa con la formazione costante, con il numero adeguato di professionisti in aula, con il supporto alle famiglie e con investimenti reali.
Insegniamo ai nostri bambini che essere "spaiati" è un valore, ma come adulti dobbiamo lottare affinché nessuno di loro venga mai lasciato solo perché il sistema non è "attrezzato" a gestire la sua unicità.
Oggi festeggiamo, domani continuiamo a pretendere. Perché ogni bambino merita non solo un calzino colorato, ma una scuola che sappia davvero prenderlo per mano. Tutti i giorni