25/02/2026
Al Liceo Artistico "N. da Guardiagrele", il tempo non scorre: si disegna. Le leggi della geometria euclidea si arrendono davanti alla fantasia. La prospettiva è un’emozione e il caos è un ordine in cerca di colore.
È in questo scenario di ribellione creativa che è nata la storia d'amore più improbabile di sempre: quella tra una lastra di cemento grigio e un piccolo pino temerario.
Un pinolo "poeta", caduto dai giganti secolari che sorvegliano il cortile, decise di non cercare la morbida terra, ma di sfidare l'impossibile. Scelse come casa il tetto della guardiola: un deserto di catrame, polvere e solitudine.
Mentre il mondo passava distratto, lui affondava radici sottili nelle crepe del calcestruzzo. Non cercava solo nutrimento; cercava l'anima del liceo. Quei solchi nel cemento, che i professori di scultura chiamano con riverenza "fratture emozionali", sono diventati i suoi vasi sanguigni, il suo spartito segreto.
Il Custode Silenzioso delle Stagioni, il vero spirito guida dell'istituto, l'unico spettatore che non giudica mai:
a settembre accoglie le matricole col batticuore gettandogli addosso un ciuffetto di aghi verdi, un piccolo vessillo di speranza che sussurra: "Se sono fiorito io qui, immagina cosa farai tu con matite e scalpelli".
A gennaio sotto la neve, sembra un bonsai di cristallo dimenticato sul tetto di un bunker. Resiste al gelo con la dignità di un vecchio saggio, perche la bellezza brilla più forte quando il clima è avverso.
A giugno durante la Maturità, Alberello diventa l'unico confidente paziente: Raccoglie tra i suoi rami le paure e l'ansia frenetica tra un ripasso e l’altro!
Dicono di lui che sia l'inquilino perfetto. Non sciopera, non alza la voce, non chiede mai fotocopie all'ultimo minuto. Vive di pioggia e della polvere fatta di pigmenti e sogni che vola dalle finestre delle aule di pittura.
Alberello è la prova vivente che la vita non legge i manuali di architettura. È il trionfo del battito biologico sulla fredda razionalità.
Se una piccola pigna ha avuto il coraggio di colonizzare un tetto di cemento, allora c’è speranza per ogni studente che non riesce a far stare un cerchio nel quadrato, per ogni artista che si sente fuori schema, per chiunque creda che un limite sia solo il punto di partenza per una nuova rivoluzione.
Oggi Alberello è ancora lì, un po' più alto e molto più fiero. Nei suoi vasi un misto denso di resina e acquerello. Finché lui resterà lassù il "Guardiagrele" non sarà solo una scuola, ma un luogo dove l'impossibile impara a germogliare e a diventare possibile.