Monica Ferri grafologa

Monica Ferri grafologa • Grafologa ai sensi della L. 4/2013
• Grafologa forense - albo CTU Tribunale di Chieti

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29/08/2026
____Quando guardava commosso la nuova scrittura, che infine era riuscito a soggiogare dopo tanti tormenti, dopo tanti cr...
15/08/2026

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Quando guardava commosso la nuova scrittura, che infine era riuscito a soggiogare dopo tanti tormenti, dopo tanti crampi alla mano, che spesso avvolgeva per tutta la notte in un tovaglietto intriso in acetato di piombo, lo affascinavano, è vero, le sue insolite e leggiadre forme, ma insieme, frammezzo alla beatitudine, cominciava ad acquistare terreno l’idea che, dietro a tutto questo, anche in una tal forma irripetibile, perdurasse intatta la sua originale grafia; che essa non era stata sostituita da un’altra scrittura, ma dimorava nella nuova, apparendovi come in maschera, in costume o piuttosto in un travestimento. È la mia e non lo è, sussurrava il copista. Sono io e non lo sono. Aggiungiamo che il regno delle metamorfosi, nel quale aveva gettato un’occhiata, lo attirava nel proprio territorio chimerico con una forza invincibile; resosi conto di quante scritture esistano al mondo, sognava ulteriori travestimenti; come impazzito per una prospettiva così variopinta, digrignava i denti davanti allo specchio, faceva le smorfie, cambiava faccia e allestiva alla sua scrittura infiniti cortei di carnevale. E in questa mascherata si trasferì – e ben presto – per sempre.

[Jiří Fried, Hobby, traduzione di Ela Ripellino Hlochová, Einaudi, pp. 79-80]

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HOBBY. IL DELIRIO DELLA SCRITTURA

Ho scoperto per caso in biblioteca Hobby di Jiří Fried, pubblicato da Einaudi nella traduzione di Ela Ripellino Hlochová. Uno di quei libri pressoché dimenticati che, una volta incontrati, sembrano aspettarci da tempo.

Il protagonista è semplicemente «il copista». Copiare è dapprima un'abitudine, poi un piacere, una passione, una fissazione. Infine diventa una maniera di guardare il mondo.

Pagina per pagina questo piccolo romanzo diventa strepitoso. il gesto dello scrivere subisce una sorta di delirio metamorfico. Carta, pennino, inchiostro, linee, alfabeti e forme acquistano un'esistenza propria; la scrittura si emancipa progressivamente persino da ciò che significa. Non importa più tanto che cosa si scriva, ma importa il gesto, la forma, la possibilità pressoché infinita della mano.

Il copista sperimenta grafie, imita, trasforma, inventa. Fino quasi a perdersi dentro la scrittura stessa.

Uscito a Praga nel 1969 e pubblicato in Italia da Einaudi nel 1975, Hobby è un libro raro, assurdo, perturbante e intelligentissimo. La sua ossessione per la scrittura finisce per diventare una metafora dell'esistenza ed anche un modo di sottrarsi all'insensatezza della storia.

Per me, grafologa, è stato un viaggio f***e dentro l'atto stesso dello scrivere.

Jiří Fried, Hobby, traduzione di Ela Ripellino Hlochová, Einaudi, 1975.

_______✍️ LA MANO CHE PENSAUn laboratorio da vivere, non soltanto da ascoltare.📅 Giovedì 20 agosto 2026🕠 Ore 17.30📍 Lido...
09/08/2026

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✍️ LA MANO CHE PENSA

Un laboratorio da vivere, non soltanto da ascoltare.

📅 Giovedì 20 agosto 2026
🕠 Ore 17.30
📍 Lido del Carabiniere, via Lungomare nord n. 98 - Pescara
🎟️ Partecipazione gratuita

COSA FAREMO?
Scriveremo, disegneremo, scarabocchieremo e osserveremo i nostri segni, entrando nel mondo di Ennio Flaiano e Giosetta Fioroni attraverso parole, immagini e scritture.

PERCHÉ ESSERCI?
Per conoscere due figure straordinarie da un punto di vista insolito e, soprattutto, per sperimentare in prima persona quanto un gesto semplice possa raccontare qualcosa di noi.

📄 Ogni partecipante riceverà materiale preparato per il laboratorio e potrà portare con sé le proprie produzioni e gli spunti dell’incontro.

A cura di Monica Ferri, grafologa e autrice di saggi, con Antonella Caggiano, Grazia DI Roio ed Emanuela Serchia
Edizioni Mondo Nuovo – Comune di Pescara

È gratuito, aperto a tutti e non occorre saper disegnare. Vale davvero la pena esserci.

📌 Prenotazione consigliata

Per organizzare al meglio i materiali del laboratorio, è gradita la prenotazione via WhatsApp: 334 606 4148.

______*Erté e il corpo segreto di lettere e numeri*Erté era già nel nome un’invenzione grafica. Lo pseudonimo deriva inf...
25/07/2026

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*Erté e il corpo segreto di lettere e numeri*

Erté era già nel nome un’invenzione grafica. Lo pseudonimo deriva infatti dalla pronuncia francese delle iniziali R. T., quelle di Romain de Tirtoff.

Nel suo “Alphabet”, elaborato tra il 1927 e il 1967, le ventisei lettere prendono forma attraverso corpi, panneggi, acconciature e pose teatrali. Corpi incurvati e intrecciati generano segni.

Nel 1968 Erté realizzò anche “Numerals”, una serie di litografie dedicata alle cifre dallo zero al nove. Il numero perde la freddezza del calcolo e diventa creatura, allungandosi, danzando, avvolgendosi, assume un volto e una postura.

Le lettere acquistano movimento.

I numeri abbandonano la disciplina.

E persino lo zero, invece di indicare il nulla, entra in scena.

Immagini:

Erté (Romain de Tirtoff), The Alphabet (1927–1967), serie di 26 gouache; Numerals (1968), serie dedicata alle cifre da 0 a 9.

____*La grammatica del vivere – sesta parte*Fin qui, grazie alla vostra curiosità, questa piccola grammatica del vivere ...
22/07/2026

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*La grammatica del vivere – sesta parte*

Fin qui, grazie alla vostra curiosità, questa piccola grammatica del vivere ha messo insieme alcune formule:

𝐒𝐢𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨.

𝐄𝐬𝐜𝐢 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚.

𝐌𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐯𝐢𝐫𝐠𝐨𝐥𝐞.

𝐀𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐜𝐢 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐢.

𝐌𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨.

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞.

𝐀𝐛𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨.

𝐋𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨.

𝐍𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨.

𝐃𝐞𝐜𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.

Oggi si aggiunge un’altra parola, densa anche in senso filosofico ed esistenziale, grazie alla partecipazione di Marina Campo: impermanenza.

𝐓𝐢𝐞𝐧𝐢 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐦𝐚𝐧𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐥 𝐠𝐞𝐫𝐮𝐧𝐝𝐢𝐨.

Nulla resta fermo una volta per tutte, le cose stanno cambiando, le persone stanno diventando, i giorni stanno passando. Forse vivere significa anche attraversare il mutamento senza smarrire il proprio centro.

Quale altra parola affidereste alla grammatica del vivere?

Per l’immagine ho scelto Vincent van Gogh, Ramo di mandorlo in fiore (Almond Blossom, 1890). Un’immagine di fioritura fragile, luminosa, sospesa, molto adatta all’idea di impermanenza.

_____*La grammatica del vivere – quinta parte* La lingua possiede già formule diventate modi di dire come mettere i punt...
20/07/2026

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*La grammatica del vivere – quinta parte*

La lingua possiede già formule diventate modi di dire come mettere i puntini sulle i, aprire una parentesi.

Il nostro gioco prova ad aggiungerne di nuove.

Questa volta mi affido a due commenti lasciati da Laura Tumbarello e Marina Campo.

𝐍𝐨𝐧 𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐢𝐧𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐨.
Conserva aperte le strade possibili e non dichiarare concluso ciò che può ancora prendere forma.

𝐃𝐞𝐜𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐬𝐢𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚.
Cambiare forma senza perdere il proprio nucleo; attraversare gli urti e trovare un nuovo modo di stare in piedi.

Grazie a Laura e a Marina e a chi continua ad alimentare questa piccola grammatica collettiva.

Quale altra parola affidereste alla grammatica del vivere?

Per l’immagine ho scelto "Radici d’albero" (Tree Roots) di Vincent Van Gogh (1890) che ritrae forme spezzate, aggrovigliate, eppure ancora vitali.

____*Scrittura a mano e a macchina*La macchina misura lo spazio. La mano rende visibile il tempo del pensiero.«Nello scr...
19/07/2026

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*Scrittura a mano e a macchina*

La macchina misura lo spazio.
La mano rende visibile il tempo del pensiero.

«Nello scrivere a mano invece che a macchina non potevo, come m’accorsi immediatamente, stabilire spazi perfetti e lunghezze di versi almeno in formula eguali perfettamente, aventi l’idea o parola o nesso ortografico come unità funzionali e grafiche, salvo che volendo scrivere sulla carta a quadretti dei quaderni scolastici.
Scrivendo a mano normalmente, potevo soltanto tentare di carpire istintivamente lo spazio-tempo prestabilito nella formulazione del primo verso, e forse più tardi ed artificiosamente, ridurre il tentativo ad una sua forma approssimata, riportata tramite stampa meccanica. Scrivendo a mano poi, si pensa con più lentezza; il pensiero deve aspettare la mano e viene interrotto, ed ha più senso il verso libero che rispecchia queste interruzioni, e questo isolarsi della parola e della frase. Ma scrivendo a macchina posso per un poco seguire un pensiero forse più veloce della luce. Scrivendo a mano forse dovrei scrivere prosa, per non tornare a forme libere: la prosa è forse infatti la più reale di tutte le forme, e non pretende definire le forme.»

Amelia Rosselli, «Spazi Metrici» (1962), in Antologia poetica, Garzanti, 1987, pp.pp. 80-81.

_____*La grammatica del vivere – quarta parte*Il piccolo gioco continua e questa volta prende spunto dalla parola "parad...
18/07/2026

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*La grammatica del vivere – quarta parte*

Il piccolo gioco continua e questa volta prende spunto dalla parola "paradosso" di Antonia Stef Rocco Zuin.

𝐀𝐛𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨.
La vita tiene insieme spinte contrarie, verità che si sfiorano, fragilità e forza, radici e slanci. Crescere significa anche saper reggere ciò che non si lascia semplificare.

Aggiungo un’altra formula:

𝐋𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐢𝐯𝐨.
Apri finestre dove gli altri vedono muri. Il congiuntivo è il modo delle possibilità: tiene socchiusa la porta a ciò che potrebbe ancora diventare vero.

Grazie a chi continua a lasciare parole, intuizioni e rilanci in questa piccola grammatica collettiva.

Quale altro termine grammaticale o figura del linguaggio trasformereste in una metafora della vita?

Foto: Ödön Vaszkó, Open Window (1931) su Wikimedia Commons.

_____ *La grammatica del vivere – terza parte*Il piccolo gioco continua e questa volta prende spunto da una riflessione ...
16/07/2026

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*La grammatica del vivere – terza parte*

Il piccolo gioco continua e questa volta prende spunto da una riflessione di Antonella Caggiano

𝐀𝐛𝐨𝐥𝐢𝐬𝐜𝐢 𝐢 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢𝐧𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐯𝐢.
Ci sono momenti in cui occorre prendere posizione, esprimere con chiarezza ciò che si pensa e assumersi la responsabilità di ciò che si sente e si è.

Aggiungo altre due formule:

𝐌𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐚 𝐟𝐮𝐨𝐜𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐨𝐠𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨.
Capire chi sei, da dove parli e quale responsabilità ti assumi cambia il senso di tutto.

𝐎𝐠𝐧𝐢 𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐥𝐚 𝐟𝐫𝐚𝐬𝐞 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞.
Meno spiegazioni, meno giri di parole. Una presenza, un gesto, una scelta: a volte bastano i nomi delle cose.

Grazie ad Antonella e a chi sta contribuendo a questa piccola grammatica collettiva.

Quale altro termine grammaticale trasformereste in una metafora della vita?

Fonte immagine: A pile of English grammar books, Wikimedia Commons.

____*La grammatica del vivere continua*Il piccolo esperimento di ieri ha cominciato a produrre nuove parole e nuove conn...
15/07/2026

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*La grammatica del vivere continua*

Il piccolo esperimento di ieri ha cominciato a produrre nuove parole e nuove connessioni, proprio come dovrebbe fare una lingua viva.

Dai commenti di Graziano Stanziani e Maria Luisa Nicodemo propongo altre due formule:

𝐃𝐚𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐚𝐢 𝐭𝐮𝐨𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐢.
Collega, articola, approfondisci. La realtà raramente si lascia comprendere attraverso una sola proposizione principale.

𝐒𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐠𝐢𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢.
Alcune parole dividono, altre tengono insieme. Le congiunzioni giuste uniscono senza confondere.

Aggiungo una nuova proposta:

𝐀𝐜𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚 𝐛𝐞𝐧𝐞 𝐢 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐢
C’è un tempo per agire, uno per attendere, uno per ricordare e uno per immaginare.

La grammatica, in fondo, possiede già molte parole per raccontare il nostro modo di stare al mondo.

Quale termine grammaticale trasformereste oggi in una metafora della vita?

Foto: Alborzagros, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.

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