05/10/2023
🍭 Quando chiediamo ai bambini di fare qualcosa, siamo noi che dobbiamo farla primi, testimoniando che ci mettiamo volontà, cura e impegno.
Invece di usare l’imperativo: “Lavati le mani, mettiti le scarpe, vieni a tavola” è importante usare il plurale, che apre alla condivisione: “Andiamo a lavarci le mani, mettiamoci le scarpe, andiamo a tavola”.
Neanche a un adulto piacerebbe ricevere ordini.
I bambini ci guardano, ci osservano ed è importante coinvolgerli e chiedere: “Mi aiuti? Facciamo questa cosa insieme? Io ho questo compito, tu hai quest’altro compito…”
😒 Spesso utilizziamo formule basate sul ricatto: “Se sparecchi poi potrai guardare la tv”, “se metti in ordine la tua stanza poi compriamo le figurine”, oppure: “se lo fai ancora niente play station per una settimana”, “se non finisci i compiti non vai alla festa di compleanno” e chi più ne ha più ne metta.
Sono tutte frasi basate su un ricatto, sull’utilizzo di un potere che l’adulto detiene e al quale il bambino si sottomette, non perché interiorizza l’importanza e il valore di ciò che gli viene chiesto ma perché si focalizza sull’oggetto del proprio desiderio e sul suo ottenimento.
✨Tradotto è: “ESEGUO PER AVERE E NON REALIZZO PER ESSERE”✨
Apriamo una parentesi.
💓Quanto è bello ricevere un dono inaspettato? Quanto si nutre il sentimento di gratitudine quando qualcuno ci fa trovare qualcosa per noi semplicemente perché ci ha pensato, senza un motivo se non quello dell’affetto che prova? Quanto si spalancano gli occhi di un bambino quando riceve qualcosa GRATUITAMENTE e non secondo i terribili canoni del “questo è perché sei stato bravo”?
🌱Grazie a questa modalità gratuita il bambino connetterà quel dono all’amore genitoriale, al benessere, alla bellezza del fare insieme le cose. Il bambino interiorizzerà che la vita è bellezza, che il dono, il premio, la gioia di ricevere sono associati all’amore e non al ricatto. Vivrà l’esperienza di non aver voglia di fare alcune cose in un determinato momento e comprenderà che ci sono delle conseguenze su cui si può riflettere insieme, ma non una punizione.
😌 In questo modo non solo liberiamo il bambino dalla dinamica premi e punizioni ma anche noi stessi, schiavi inconsapevoli del dover trovare continuamente l’oggetto con cui tenerli in pugno. E soprattutto smettiamo di gestire i bambini e ci apriamo a costruire con loro la relazione, educando alla responsabilità.
🍀Questo approccio non deve essere sperimentato alle 7.30 del mattino quando si sta per uscire di casa!!
È una modalità comunicativa che prevede una riflessione su di sé e sulla relazione.
Laura Mazzarelli
⚜️Per approfondire: “Premi e punizioni: l’adulto ha altri strumenti?” https://www.ilcamminopedagogico.it/webinar/premi-e-punizioni-ladulto-ha-altri-strumenti/
📚Consiglio di lettura ”Invece di dire…prova a dire”, OscarMondadori https://www.ilcamminopedagogico.it/formazione-pedagogica/pedagogista-pubblicazione-libri/