Dott. Claudia Bergamino Educatrice Professionale - Coach Scolastico

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Dott. Claudia Bergamino  Educatrice Professionale - Coach Scolastico Il verbo educare, dal latino educere, significa “tirar fuori, condurre”...
Il mio obiettivo è p

18/07/2026

📚 Compiti estivi: perché è così difficile iniziare?

Ogni estate vedo lo stesso copione: i libri restano chiusi per settimane, poi si ci accorge che è quasi agosto ( o agosto inoltrato 🤪) e l’ansia prende il sopravvento.

La verità è che non è pigrizia.

I compiti estivi richiedono una competenza fondamentale: sapersi organizzare in autonomia. Durante l’anno ci sono orari, insegnanti e verifiche che scandiscono il tempo. In estate, invece, bisogna imparare a gestirsi da soli.

Se tuo figlio continua a rimandare, prova a proporgli queste strategie:

✅ 10 consigli per non procrastinare:

1. 📅 Pianifica i compiti dividendoli in piccole tappe.
2. ⏰ Dedica ogni giorno un orario fisso allo studio.
3. 🎯 Parti dal compito più semplice per entrare nel ritmo.
4. 📝 Fissa un obiettivo preciso per ogni sessione.
5. 📵 Elimina le distrazioni (telefono, TV e notifiche).
6. ⏱️ Studia a intervalli di 25-30 minuti con brevi pause.
7. 📚 Prepara tutto il materiale prima di iniziare.
8. 🎁 Concediti una piccola ricompensa dopo aver raggiunto l’obiettivo.
9. 👨‍👩‍👧 Chiedi supporto quando qualcosa è difficile, senza aspettare l’ultimo momento.
10. 🌟 Ricorda che la costanza vale più delle maratone di studio.

L’obiettivo dei compiti estivi non è riempire le giornate, ma allenare responsabilità, autonomia e metodo di studio.

Sembrano consigli banali ma… è così!

💬 E tu, qual è la scusa che senti più spesso quando si parla di compiti estivi? Scrivila nei commenti!

17/06/2026

LEWIS HAMILTON

Oggi ci sentiamo in obbligo di spendere due parole su Lewis Hamilton, il pilota della Ferrari che ieri ha vinto il Gran Premio di Formula 1 di Barcellona.

Chi ci segue da tempo sa che spesso riceviamo segnalazioni di candidati che fanno concorsi, superano prove ed esami e poi vengono esclusi dalle selezioni quando dichiarano di avere un DSA.

Ad esempio abbiamo tante segnalazioni in ambito ferroviario per figure come capotreno o macchinista, con candidati che dopo aver superato ogni esame vengono esclusi non per la loro performance o per la loro preparazione reale, ma solo perché hanno un DSA.

Per evidenziare quanto questo sia ingiusto, e assurdo, può essere utile pensare alla storia dell'uomo che vedete in foto.

Lewis Hamilton è considerato uno dei migliori piloti di tutti i tempi e insieme a Michael Schumacher è il pilota più vincente nella storia della Formula 1, con 7 titoli mondiali conquistati.

È il protagonista di una delle prove più straordinarie di capacità alla guida, concentrazione e gestione dello stress nella storia dello sport mondiale.

Lewis Hamilton è dislessico. Guida da più di venti anni bolidi che vanno a più di 300km orari con precisione millimetrica e prendendo decisioni in frazioni di secondo. Ma è dislessico, e quindi in Italia può guidare una Ferrari di Formula 1... ma non un treno.

Lewis Hamilton ha parlato spesso di quanto abbia sofferto da bambino a causa della sua dislessia e ha lanciato spesso messaggi con una sensibilità non comune sulla neurodivergenza, sulle incredibili capacità che hanno le persone con un DSA, e per questo lo abbiamo sempre sentito vicino.

Oggi siamo felici per la sua vittoria e speriamo che gli aspetti paradossali che vi abbiamo raccontato possano far riflettere più di una persona in ascolto e chi in ambiti aziendali deve prendere certe decisioni.

Vai Lewis! 🩵🏁

Dare 5 in Arte e Immagine a un bambino? … Ad un bambino con PDP?Non perché gli alunni con PDP debbano essere promossi a ...
16/06/2026

Dare 5 in Arte e Immagine a un bambino? … Ad un bambino con PDP?

Non perché gli alunni con PDP debbano essere promossi a prescindere.
Non perché la valutazione non abbia valore.

Quando un bambino ha un Piano Didattico Personalizzato, la domanda non dovrebbe essere: “Ha raggiunto gli stessi risultati degli altri?”.
La domanda dovrebbe essere: “Ha lavorato secondo gli obiettivi, gli strumenti e le modalità previste per lui?”

In Arte e Immagine, poi, la questione diventa ancora più delicata. Stiamo valutando una prestazione? Un prodotto finale? Una difficoltà esecutiva? Oppure stiamo osservando creatività, impegno, partecipazione, crescita, capacità espressiva?

Un 5 può essere formalmente corretto. Ma è pedagogicamente significativo?

Prima di attribuire un’insufficienza a un alunno con PDP, credo sia necessario fermarsi e interrogarsi:

* Sono state applicate tutte le misure previste?
* Gli obiettivi erano realmente personalizzati?
* La valutazione è stata coerente con il percorso?
* Il voto descrive ciò che il bambino sa fare o ciò che fatica a fare?

La scuola… deve rendere la valutazione più adeguata.

Perché valutare non significa misurare tutti con lo stesso metro, ma riconoscere il punto di partenza, il percorso compiuto e il potenziale di ciascuno.

E allora la domanda resta aperta:

Quando assegniamo un 5 a un bambino stiamo valutando il suo apprendimento o la sua difficoltà?

16/06/2026
“This is it.”Questo è il punto da cui partire, non quello da cui fuggire. Per molte mamme è naturale caricarsi sulle spa...
15/06/2026

“This is it.”

Questo è il punto da cui partire, non quello da cui fuggire. Per molte mamme è naturale caricarsi sulle spalle le difficoltà dei figli, cercando soluzioni, anticipando problemi, proteggendo da ogni errore. Ma la crescita non avviene quando un adulto porta il peso al posto del ragazzo: avviene quando gli resta accanto mentre impara a portarlo da sé.

“This is it” significa accettare il momento presente così com’è: un voto che non soddisfa, una fatica nello studio, una delusione, un’incertezza. Non per rassegnarsi, ma per trasformare la difficoltà in un’occasione di apprendimento.

Il compito del genitore non è risolvere tutto, ma aiutare il figlio a sviluppare fiducia nelle proprie risorse. Perché un ragazzo cresce davvero quando scopre di poter affrontare le sfide, non quando qualcun altro le affronta al suo posto.

Essere presenti senza sostituirsi: questa è una delle forme più potenti di amore educativo.

E ora che l’anno scolastico si è concluso, concedetevi il diritto di lasciare andare per un po’ preoccupazioni, verifiche, voti e interrogativi. Le vacanze sono un tempo prezioso per recuperare energie, ritrovare leggerezza e riscoprire il piacere di stare insieme senza l’urgenza delle scadenze.

Settembre arriverà abbastanza presto e ci sarà tutto il tempo per pensare a ciò che verrà. Oggi, invece, è il momento di respirare, godersi i progressi fatti e avere fiducia nel percorso di crescita dei propri figli.

Buone vacanze a tutte le famiglie: che siano giorni di serenità, riposo e nuove scoperte. 🌻☀️📚✨

Due ragazze, due percorsi diversi, un obiettivo comune…Una sta affrontando l’Esame di Terza Media, l’altra la Maturità.L...
13/06/2026

Due ragazze, due percorsi diversi, un obiettivo comune…
Una sta affrontando l’Esame di Terza Media, l’altra la Maturità.

La più giovane guarda al futuro con curiosità e qualche timore.
La più grande riconosce in lei le stesse emozioni vissute qualche anno fa.

Tra loro non c’è competizione. C’è ascolto. C’è comprensione. C’è sostegno.

💬 “Anche io ero agitata.”
💬 “Vedrai che ce la farai.”

A volte basta sapere che qualcun altro ha attraversato la stessa strada per sentirsi meno soli.

Come Educatrice Professionale e Coach Scolastico credo profondamente nel valore del confronto tra pari: i ragazzi imparano non solo dagli adulti, ma anche dalle esperienze di chi è appena un passo più avanti nel cammino.

Gli esami non misurano il valore di una persona. Sono tappe di crescita, occasioni per scoprire risorse, capacità e fiducia in sé stessi.

A tutte le ragazze e i ragazzi che stanno vivendo questo periodo:
✨ abbiate fiducia nel percorso fatto,
✨ riconoscete il vostro impegno,
✨ ricordate che chiedere supporto è un segno di forza.

Perché crescere è più bello quando lo si fa insieme. ❤️

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