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Con-Tatto Pedagogico Uno spazio dove immaginare possibilità di incontro e relazione, di crescita e di cambiamento.

LA PLASTICITÀ DEL CERVELLO Mi è capitato alcune volte di incontrare e accogliere adulti in consulenza che mostrassero fa...
19/10/2026

LA PLASTICITÀ DEL CERVELLO

Mi è capitato alcune volte di incontrare e accogliere adulti in consulenza che mostrassero fatica a entrare in empatia con i propri figli o figlie, alunni o alunne, rifugiandosi dietro a frasi come "sono fatto/a così" o "abbiamo sempre fatto così", volendo giustificare il tipo di approccio relazionale.

Molte persone, di fronte alla possibilità di cambiare, si rifugiano dietro a queste frasi, come se la personalità fosse una struttura immutabile.
Grazie alle neuroscienze sappiamo che non è così.

Una revisione sistematica ha analizzato decine di studi longitudinali e interventi terapeutici, dimostrando che i tratti della personalità possono cambiare in modo significativo e duraturo. Interventi mirati, come la terapia cognitivo-comportamentale, la mindfulness, l’allenamento alla regolazione e consapevolezza emotiva e percorsi cognitive-motor training, sono in grado di modificare aspetti profondi della personalità, come la coscienziosità o la stabilità emotiva.

🧠Questo cambiamento è reso possibile dalla neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di creare nuove connessioni neuronali in risposta all’esperienza.

❤️Le emozioni vissute durante esperienze significative attivano circuiti dopaminergici che favoriscono l’apprendimento e il cambiamento.

✨️Non siamo dunque condannati a ripetere gli stessi schemi (e per fortuna!): il cervello è programmato per evolversi, e la personalità può riflettere chi scegliamo di essere oggi, non solo ciò che abbiamo vissuto ieri.

🌸Abbandonare il “sono fatto così” significa aprirsi alla possibilità di una vita più consapevole, flessibile e autentica.
Significa il cercare di mettersi in discussione, guardare da diverse angolazioni, cogliere e comprendere ciò che sente e prova l'altro/a, prendere maggiore consapevolezza di sè, dei propri schemi e convinzioni.

Come pedagogista clinica accompagno gli adulti (genitori, familiari, insegnanti, educatori) in percorsi di consapevolezza attraverso il servizio di consulenza pedagogica per migliorare l'ascolto di sè e la relazione.
Inoltre, progetto percorsi di potenziamento e di trattamento, interventi pedagogici su misura per bambini/e e ragazzi/e che mostrano difficoltà o neurodivergenze.

Dott.ssa Chiara Rinaldi
Studio professionale "Con-Tatto Pedagogico"
☎️338-7864082
📧[email protected]

(Fonte: “A systematic review of personality trait change through intervention”, B.W. Roberts et al., Psychological Bulletin, 2017
Credit foto: primozong, vecteezy)

Le violenze vanno condannate tutte, non solo quelle che ci fanno comodo.Va condannato chi devasta una libreria, ma anche...
18/10/2026

Le violenze vanno condannate tutte, non solo quelle che ci fanno comodo.
Va condannato chi devasta una libreria, ma anche chi entra in una scuola e picchia degli studenti.
Va condannato chi non manifesta pacificamente, ma anche chi affama gli agricoltori e gli autotrasportatori, perché anche quella è violenza.

Anche togliere risorse all'istruzione e intanto finanziare guerre è violenza.
Anche dire in diretta tv a un insegnante precario che non arriva a fine mese "Vai a lavorare!" è violenza.
Anche parlare di Garlasco e gossip nei telegiornali mentre al Sud i supermercati sono vuoti e le persone sono in lacrime per strada è violenza.

Ignorare milioni di persone che non ce la fanno più è violenza.

Ma come sempre, anche stavolta, l'unica violenza di cui si parlerà sarà soltanto una.

Lascio a voi intuire quale.

Enrico Galiano

"Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guar...
18/10/2026

"Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guardandole in faccia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano presenti, futuri, eterni.

Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.
È qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenza nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.

Adulto è colui che non crea transfert costanti, vivendo in un perpetuo e doloroso gioco di ruolo in cui cerca di portare dentro gli altri, a volte trascinandoli per i capelli.

Adulto è chi si assume le proprie responsabilità, ma non quelle come timbrare il cartellino, pagare le bollette o rifare i le lavatrici. Ma le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità.

Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe alla crisi, al governo ladro, al sindaco che scalda la poltrona, alla società malata, ai piccioni che portano le malattie e all’insegnante delle elementari che era frustrata.
Sembrano adulti ma non lo sono affatto.

Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non esser stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi ha temuto le mani: per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione.

Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.
Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria.
Ciò che separa il bambino dall’adulto, è la consapevolezza.
Ciò che separa l’illusione dalla consapevolezza è la capacità di sostenere l’onda d’urto della deflagrazione del dolore accumulato.
Ciò che rimane dopo che il dolore è uscito è amore, empatia, accettazione e leggerezza.
Non si giunge alla felicità attraverso la menzogna.
Non si può fingere di non aver vissuto la propria infanzia.
Non si può essere adulti se nessuno ha visto il bambino che siamo stati, noi per primi.

Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato e ne è diventato il padre e la madre."

Piccolo seme di vitaHai trovato spazioNei pensieri dei tuoi genitori e nelle loro promesseSei germogliato nel loro amore...
15/10/2026

Piccolo seme di vita
Hai trovato spazio
Nei pensieri dei tuoi genitori e nelle loro promesse
Sei germogliato nel loro amore
Dando vita a speranze e desideri di sguardi, di contatti, di suoni e di parole, di emozioni e di esperienze.

Anche se non sei potuto nascere o sei nato e vissuto per poco, quel che è certo è che continuerai a vivere nel loro cuore.

A chi ha perso un figlio/una figlia dopo pochi mesi di gravidanza e di vita, a chi non ha potuto mai sorridergli/le, accarezzarl*, prenderl* in braccio e farsi prendere le dita.
E a chi ha desiderato tanto che nascesse in grembo.

❤️

Condivido lo splendido pensiero sulle paure.In studio accolgo tanti bambini/e e ragazzi/e che raccontano paure diverse. ...
14/10/2026

Condivido lo splendido pensiero sulle paure.
In studio accolgo tanti bambini/e e ragazzi/e che raccontano paure diverse.
Paura del buio, dei mostri, di essere abbandonato, di perdersi, di sbagliare, di parlare, di non avere amici, di essere giudicata/o, di non farcela..

Paura della rabbia di papà.

Quante paure ognuno nasconde nel proprio cuore. L'importante è avere qualcuno al fianco che ci doni ascolto, comprensione, che ci aiuti a conoscerle e dargli spazio, a restituirgli senso, ad addomesticarle, a ridimensionarle, a trovare un modo per affrontarle.

Un timore condiviso è meno buio.

🧡

"(..accettare di avere paura, scoprire che le paure sussurrano alle orecchie cose non sempre vere, prendere coraggio per fare un passo oltre la paura e vedere come va.)

Non ti prometto che cancellerò le tue paure con un colpo di spugna.
Che le affronterò per te armata di spada, senza paura e senza macchia.
Non ti prometto che le paure scompariranno come per magia.

PERÒ... TU PRESENTAMELE!

Le inviteremo a fare merenda.
Le conosceremo INSIEME.
Ci parleremo.
Non spariranno ma diventeranno più domestiche.
Forse le ridimensionerai, saprai dare loro il giusto spazio, saprai gestirle.
Forse darai a ogni paura un nome: Gino, Pina, Paolo.

Ci piacerebbe sostituirci ai nostri figli e far scomparire le loro paure o, persino, che non ne avessero.
In passato, spesso, si liquidava la cosa dicendo "è una sciocchezza, non avere paura", oppure si dava una soluzione semplice e del tutto inadeguata per chiudere l'argomento e non parlarne più.

Ci sono paure che non hanno soluzioni semplici o rassicuranti per tutti ma possiamo dire ai nostri figli e figlie che non sono soli, strani o che devono "far finta di..."

E un timore condiviso è meno buio.

Sostenere senza sostituire.
Esserci senza diventare noi i protagonisti, come se quella paura fosse la nostra.
Non è semplice tutto ciò e facilmente sbaglieremo ma, se abbiamo una via di comunicazione aperta, potremo sempre migliorare, insieme."

Burabacio

Tuo figlio o tua figlia fatica a studiare e a essere autonomo/a nei compiti?Tende a procrastinare, a dimenticarsi spesso...
12/10/2026

Tuo figlio o tua figlia fatica a studiare e a essere autonomo/a nei compiti?
Tende a procrastinare, a dimenticarsi spesso il materiale, a distrarsi facilmente?
Appare disorganizzato/a, demotivato/a e i risultati che ottiene non sono soddisfacenti?

👉🏻Spesso dietro a tutto questo vi è un metodo di studio inefficace e funzioni esecutive da allenare, ossia quei processi cognitivi superiori, gestiti dalla corteccia prefrontale del cervello, che permettono di apprendere: organizzazione, pianificazione, memoria di lavoro, attenzione focalizzata e inibizione degli impulsi, autocontrollo e autoregolazione emotiva, flessibilità cognitiva.

Da anni come pedagogista clinica mi occupo di percorsi pedagogici di potenziamento cognitivo con bambini/e e ragazzi/e con difficoltà scolastiche di varia natura.

Sono dunque davvero felice di proporvi questo nuovo mio progetto e di poter essere di aiuto! ❤️

👉🏻️Da venerdì 30 ottobre avvierò un nuovo percorso di potenziamento metodo di studio✨️

Si tratta di un laboratorio pratico rivolto a un gruppo di massimo 8 ragazzi/e di scuola secondaria di I grado (scuola media).

6 incontri a settimana, svolti al venerdì dalle 15:30 alle 17:30 👇

*1^ incontro- 30 ottobre:
Valutazione in gruppo di abilità, motivazione e approccio allo studio- conosceremo i diversi stili cognitivi

*2^ incontro- 6 novembre:
Imparare a organizzarsi e a pianificare in maniera strategica (uso di tecniche e strumenti)

*3^ incontro- 13 novembre:
Strategie di apprendimento-elaborazione visiva
(Schemi, mappe mentali e concettuali, riassunti, app da conoscere e utilizzare..)

*4^ incontro-20 novembre:
Strategie di apprendimento- elaborazione attiva ed esposizione orale

*5 ^ incontro- 27 novembre:
Tecniche di metodo strategico- come rinforzare la memoria

*6^ incontro- 4 dicembre:
Il potere della Metacognizione e la gestione delle emozioni (aumentare consapevolezza e tecniche di Mindfulness)

Il tutto avverrà nel mio Studio Professionale "Con-Tatto Pedagogico", un ambiente accogliente in cui il gruppo sarà libero di confrontarsi ed esercitarsi in uno spazio privo di giudizio.

Per info, costi e prenotazioni
☎️ 338-7864082
📧 [email protected]

Dott.ssa Chiara Rinaldi

Tuo figlio o tua figlia fatica a studiare e a essere autonomo/a nei compiti?Tende a procrastinare, a dimenticarsi spesso...
12/10/2026

Tuo figlio o tua figlia fatica a studiare e a essere autonomo/a nei compiti?
Tende a procrastinare, a dimenticarsi spesso il materiale, a distrarsi facilmente?
Appare disorganizzato/a, demotivato/a e i risultati che ottiene non sono soddisfacenti?

👉🏻Spesso dietro a tutto questo vi è un metodo di studio inefficace e funzioni esecutive da allenare, ossia quei processi cognitivi superiori, gestiti dalla corteccia prefrontale del cervello, che permettono di apprendere: organizzazione, pianificazione, memoria di lavoro, attenzione focalizzata e inibizione degli impulsi, autocontrollo e autoregolazione emotiva, flessibilità cognitiva.

Da anni come pedagogista clinica mi occupo di percorsi pedagogici di potenziamento cognitivo con bambini/e e ragazzi/e con difficoltà scolastiche di varia natura.

Sono dunque davvero felice di proporvi questo nuovo mio progetto e di poter essere di aiuto! ❤️

👉🏻️Da venerdì 30 ottobre avvierò un nuovo percorso di potenziamento metodo di studio✨️

Si tratta di un laboratorio pratico rivolto a un gruppo di massimo 8 ragazzi/e di scuola secondaria di I grado (scuola media).

Saranno 6 incontri a settimana, svolti al venerdì dalle 15:30 alle 17:30 👇

*1^ incontro- 30 ottobre:
Valutazione in gruppo di abilità, motivazione e approccio allo studio- conosceremo i diversi stili cognitivi

*2^ incontro- 6 novembre:
Imparare a organizzarsi e a pianificare in maniera strategica (uso di tecniche e strumenti)

*3^ incontro- 13 novembre:
Strategie di apprendimento-elaborazione visiva
(Schemi, mappe mentali e concettuali, riassunti, app da conoscere e utilizzare..)

*4^ incontro-20 novembre:
Strategie di apprendimento- elaborazione attiva ed esposizione orale

*5 ^ incontro- 27 novembre:
Tecniche di metodo strategico- come rinforzare la memoria

*6^ incontro- 4 dicembre:
Il potere della Metacognizione e la gestione delle emozioni (aumentare consapevolezza e tecniche di Mindfulness)

Il tutto avverrà nel mio Studio Professionale "Con-Tatto Pedagogico", un ambiente accogliente in cui il gruppo sarà libero di confrontarsi ed esercitarsi in uno spazio privo di giudizio.

👉🏻Per info, costi e prenotazioni contattatemi al numero 338-7864082 o all'indirizzo email [email protected]

Dott.ssa Chiara Rinaldi
Pedagogista Clinica
Studio "Con-Tatto Pedagogico", via Michelangelo Buonarroti 13, Cesano Boscone (MI)

Il difficile non è controllare tuo figlio.È controllare il tuo sistema mentre lui perde il controllo.Quando un bambino u...
10/10/2026

Il difficile non è controllare tuo figlio.
È controllare il tuo sistema mentre lui perde il controllo.

Quando un bambino urla, si oppone, piange o sfida il limite, il cervello del genitore può entrare automaticamente in modalità reattiva: alzare la voce, irrigidirsi, minacciare, accelerare.

Non perché non ami suo figlio.
Ma perché anche l’adulto ha un sistema nervoso che interpreta il caos come pressione, minaccia o fallimento.

Qui nasce il punto centrale.
Un bambino non impara l’autoregolazione perché qualcuno gli dice: “Calmati”.
La impara, nel tempo, attraverso un adulto che riesce a offrire una regolazione esterna quando lui non riesce ancora a generarla da solo.
Voce. Sguardo. Postura.
Limite. Presenza.

La ricerca sulla regolazione emotiva mostra che i genitori con migliori capacità di gestire le proprie emozioni tendono a mostrare comportamenti più positivi e meno reattivi.

E questo conta, perché i bambini imparano anche osservando come l’adulto attraversa rabbia, frustrazione e stress.

Attenzione: non significa permettere tutto.
Significa mettere un limite senza diventare tu stesso disregolazione.

Perché se tuo figlio è in tempesta e tu diventi altra tempesta, il sistema non trova appoggio.

Se invece resti guida, anche con fermezza, gli stai insegnando qualcosa di più profondo del “comportati bene”.
Gli stai mostrando come si torna a sé.

La genitorialità non è controllo perfetto del bambino.
È allenamento quotidiano del sistema adulto che il bambino userà, per anni, come modello interno.

Charlie Fantechi

La gestione dei conflitti si impara praticandola, riuscendo a stare nel conflitto e con adulti capaci di presidiare il l...
08/10/2026

La gestione dei conflitti si impara praticandola, riuscendo a stare nel conflitto e con adulti capaci di presidiare il limite senza mortificare.

Dire a un adolescente "comportati bene" serve a poco se nessuno gli ha insegnato come fare quando si sente provocato, escluso, umiliato o sfidato davanti al gruppo.

"La carenza conflittuale è una povertà di esperienze, parole, regole e competenze che permettano di abitare le situazioni di contrasto senza fare male a sé stessi o agli altri.

Non si tratta di una condanna definitiva, ma di un deficit educativo che può essere colmato.

Prima dell’età adulta, ragazze e ragazzi hanno bisogno di esperienze formative adeguate: discussioni guidate, lavori di gruppo, responsabilità condivise, attività sportive, momenti in cui la contrarietà non venga rimossa ma attraversata. La gestione dei conflitti non si impara leggendo un decalogo appeso in corridoio; si impara praticandola, con adulti capaci di presidiare il limite senza mortificare.

L’adolescenza è un’età di passaggio in cui il controllo delle emozioni è ancora instabile. La corteccia prefrontale – organo di regia razionale - aiuta a valutare le conseguenze, frenare gli impulsi e organizzare decisioni razionali, ma matura lentamente a partire dagli undici, dodici anni. Il processo ha bisogno di almeno dieci anni per arrivare alla fine.

In questo tempo, il cervello è sotto pressione, continua a sussultare come se fosse sulle montagne russe. In attesa che la corteccia prefrontale «assuma il controllo», le aree emotive sono molto attive. Questo non significa che l’adolescente non sia responsabile, ma che ha bisogno di contesti educativi solidi, non di abbandono.

Dirgli «comportati bene» serve a poco se nessuno gli ha insegnato come fare quando si sente provocato, escluso, umiliato o sfidato davanti al gruppo."

Daniele Novara

E noi adulti quanto sappiamo stare nei conflitti? Che modello offriamo ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze?

Da anni come specialista mi occupo di percorsi legati alla gestione dei conflitti, alla capacità di comunicare in modo efficace e con assertività.

Se hai bisogno di una consulenza su come aiutare i tuoi figli e aumentare la tua e la loro capacità assertiva contattami al numero 338-7864082 o all'indirizzo email [email protected]

Dott.ssa Chiara Rinaldi
Pedagogista clinica
Con-Tatto Pedagogico

Osservare per capire quel che si manifesta a livello corporeo.Domandare e porsi in ascolto per comprendere il vissuto em...
07/10/2026

Osservare per capire quel che si manifesta a livello corporeo.
Domandare e porsi in ascolto per comprendere il vissuto emotivo.

Vi racconto un'esperienza di scuola..

Lui, 6 anni. Appare sempre vivace, agitato. Fatica a stare fermo, ad ascoltare. Spesso fa i dispetti e alza le mani. Così il suo nome risuona più volte alle orecchie altrui. Lui, un bambino con una vivace intelligenza e un grande desiderio di essere visto.
Mi siedo accanto e già inizia a calmarsi. Gli chiedo "come stai?"
Mi racconta di un fratellino piccolo. "Che bello, di quanti anni?". Lui "zero anni, è piccolo ..come si dice quando sono piccoli di 7 mesi?" "Neonati intendi?!" "Sì."

(Ora tutto mi è chiaro!)

"E sei contento di averlo come fratellino?"
Lui "Sì" guardando per terra.
Io "A volte ti capita di essere geloso?"
E lui "sì." guardando sempre per terra. Io gli dico che sicuramente i suoi genitori vogliono bene a entrambi in modo uguale e che lui può insegnare tante cose al suo fratellino.
Così, guardandomi con occhi e bocca sorridenti mi dice "sì è vero! Gli sto insegnando a gattonare!"

Questa esperienza ci insegna che dietro a ogni comportamento c'è un mondo da esplorare.
Che basta poco per accogliere le loro emozioni, per entrare nel loro mondo e comprendere i loro vissuti interni e preoccupazioni.
Che il sistema nervoso ritrova il suo equilibrio quando qualcuno lo accoglie, si sintonizza e lo co-regola con comprensione empatica, calma e senza giudizio.

Da qui partono importanti riflessioni da portare in classe.
Quanto spazio diamo alle emozioni, al sentire, ai pensieri e ai silenzi dei nostri studenti e studentesse?
Quanto sappiamo ascoltare davvero e osservare come si sentono? Quanto beneficio potrebbero ricavarne, nel loro apprendimento e nel loro stare bene a scuola?

Dott.ssa Chiara Rinaldi

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