26/03/2026
CARLO SAPORETTI
E’ in programma lunedì 30 marzo alle 16, alla Libera Università per adulti Cervia, la lezione su “Carlo Saporetti, un tipografo antifascista”. A raccontare la vita del nonno sarà Massimo Previato, giornalista e scrittore. Saporetti nacque nel 1896 a Cervia e fu il fondatore del partito socialista sezione giovanile nel 1912. Dopo la Settimana rossa combatté nella Prima guerra mondiale nel reparto dei cavalleggeri. Medaglia d’argento al valore militare si distinse per il coraggio dimostrato sul campo di battaglia, dove vide morire tanti amici. Tornato a casa venne perseguitato dai fascisti, che assediarono la sua tipografia, nata nel 1881 ed ereditata dal padre. Nonostante le percosse, le vessazioni e una condanna a morte, Carlo riuscì a costituire il Comitato di salute pubblica, poi di Liberazione, cui aderirono alcuni antifascisti di provata fama come Fusconi, Guidazzi e Zattoni, oltre alla vedova Picelli. Riuscì a sfuggire alla retata che precedette la strage del caffè Roma (20 marzo 1944), nascosto nella villa De Maria insieme a Mario Spallicci, fratello di Aldo Spallicci. Con il primo aveva salvato qualche mese prima i generali inglesi Neame, Boyd e O’ Connor, fuggiti dal castello di Vincigliata dopo l’8 settembre, riparati all’Eremo di Camaldoli e poi alla Seghettina di Santa Sofia, e sbarcati a Savio dove li avrebbe dovuti attendere un cacciatorpediniere. Si rifugiarono invece in alcune ville di Milano Marittima, oltre che nel forese e infine all’hotel Mare e Pineta di Ettore Sovera (Boyd) e nella villa di Ida Paganelli (Neame e O’ Connor). Finita la guerra Saporetti si dedicò agli scavi archeologici (sue le scoperte della nave romana e del passo di Cesare), e indagò sulla ubicazione di Ficocle. Nel 1955 fondò insieme ad alcuni amici l’associazione Amici dell’arte, che si occupò di restaurare l’antica fabbrica delle pigne, diventata poi Casa delle aie. Inoltre fu tra i promotori dei Trebbi poetici con Walter Della Monica e Tony Comello, iniziativa nata in un’aula della scuola elementare “Pascoli”. Intensa anche la sua attività politica, quale esponente del Psdi, di cui aveva seguito le orme dell’amico Giuseppe Saragat dopo la scissione di palazzo Barberini. Nel corso dell’incontro il nipote leggerà alcuni documenti inediti, che fanno parte del periodo della Resistenza. Saporetti morì nel novembre del 1982, nella sua casa di Milano Marittima, circondato dai pini e dall’aura che aveva avvolto quel luogo nel corso degli anni.