02/09/2026
Cari studenti, carissime famiglie, gentili docenti e personale tutto dell'Istituto
Comprensivo “A. Mazzarella”,
Essere qui, come nuova guida dell'Istituto Comprensivo “A. Mazzarella”, è per me un motivo di
grande emozione, ma soprattutto di profonda responsabilità etica, professionale ed esistenziale.
Non giungo con ricette preconfezionate né con l'ambizione di stravolgere ciò che c'è.
So bene che ogni scuola ha un'anima, una memoria, una sua storia fatta di buone pratiche, di sacrifici
e di eccellenze. Ed il mio primo compito sarà quello di pormi in ascolto di questa comunità — fatta di
chi ci lavora, di chi vi si affida e di chi la vive ogni giorno sui banchi — per conoscerla, custodirla e
valorizzarla.
In questi giorni di vigilia mi sono chiesta a lungo quale debba essere il cuore del nostro lavoro. La
risposta l'ho trovata in una riflessione a me molto cara: la scuola è, prima di tutto, un presidio di
umanità, è il luogo del senso.
Come magistralmente ci ricorda Antoine de Saint-Exupéry in un passaggio de Il piccolo principe
“È il tempo che hai perduto per la tua rosa, che ha fatto la tua rosa così importante”. Ed è proprio la
cura, l'attenzione e il tempo che dedichiamo ogni giorno ai nostri ragazzi a rendere inestimabile il
nostro cammino insieme.
Educare non è un mero trasferimento di saperi o un adempimento procedurale e burocratico. Educare
è un atto d'alleanza con il futuro. Significa creare le condizioni affinché ogni bambina, ogni bambino,
ogni ragazzo trovi il proprio spazio nel mondo. Significa praticare un'inclusione reale, scorgendo la
scintilla di potenziale in ciascuno e guardando alle fragilità non come a un limite, ma come a una
soglia da attraversare insieme.
La nostra sfida oggi è ancora più affascinante per la conformazione stessa del nostro Istituto, che
affonda le sue radici in quattro Comuni distinti. Quattro contesti, quattro comunità, quattro storie
che portano in dote identità e memorie specifiche. Abitare un istituto così composito non significa
omologare le differenze, ma farne un polittico culturale: dobbiamo prenderci cura delle radici di
ciascun territorio, affinché la pluralità dei luoghi non si traduca in distanza, ma diventi un cantiere
permanente di ricchezza e confronto. La nostra scuola deve saper essere presidio locale e, al contempo,
orizzonte aperto.
Per fare questo, però, c'è una condizione fondamentale: dobbiamo ritrovarci come una vera comunità
educante.
Un dirigente scolastico non fa la scuola da solo. Il mio ruolo non è quello di un solista, ma quello di
chi ha il compito di dirigere un'orchestra in cui ogni singolo strumento è fondamentale: dagli
insegnanti alle famiglie, dal personale ATA a voi, cari alunni, che siete i veri protagonisti di questo
percorso. Considero la mia funzione un servizio al bene comune: la mia porta sarà sempre aperta al
dialogo, all'ascolto e al confronto leale. Troverete in me una persona pronta a sostenere l'innovazione
didattica, l'alleanza educativa con i genitori e il benessere di tutti coloro che vivono la scuola
quotidianamente.
A voi, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, auguro di vivere questa scuola con curiosità, senza paura
di sbagliare, coltivando i vostri sogni e il rispetto reciproco. Alle famiglie assicuro una collaborazione
aperta e costante, perché solo camminando insieme potremo offrire ai vostri figli il miglior percorso
di crescita possibile.
Ci attende un anno impegnativo, ricco di sfide pedagogiche, organizzative e umane. Un viaggio
complesso ma straordinario. Se lavoreremo come una squadra, guidati dalla passione per il nostro
ruolo, dalla fiducia reciproca e dall'amore per i ragazzi che ci sono affidati, sapremo trasformare le
aule del nostro Istituto in veri laboratori di umanità, di bellezza e di cittadinanza consapevole.
Buon anno scolastico a tutti noi!
Cerreto Sannita, 2 Settembre 2026
Il Dirigente Scolastico
Prof.ssa Rosaria lanna