13/02/2026
Le notizie di stampa di questi giorni, sulle indagini in corso a Cecina, ci lasciano attoniti, ma non dobbiamo essere ingenui.
La nostra piccola e ridente cittadina, bella e vivibile per tanti motivi, è anche altro: c’è un sommerso di disagio e di sofferenza che va dall’isolamento in cui vivono tante persone e famiglie, alla situazione di abbandono educativo dei nostri adolescenti e giovani; dal diffuso uso di droghe in ampie fasce della popolazione di ogni età, alla piaga del gioco d’azzardo.
Accanto a questo sembra ora aggiungersi anche la piaga dell’estorsione con “metodo mafioso”.
Da subito c’è da dire un plauso alle Forze dell’Ordine impegnate in prima linea nell’individuare e contrastare la criminalità. Meno male che queste situazioni vengono denunciate e si manifestano, segno ancora di “sanità” del tessuto sociale.
Per il resto un richiamo a tutte le istituzioni a “fare rete” nel reciproco apprezzamento di chiunque, nei molti modi in cui questo è possibile, svolge un ruolo educativo e quindi preventivo nei confronti del disagio.
L’attenzione alla legalità, ed ai valori in cui essa si radica, non consente pigrizie o rilassamenti. Come diceva già molti anni fa San Giovanni Paolo II, “non v'è chi non veda l'urgenza di un grande ricupero di moralità personale e sociale, di legalità. Sì, urge un ricupero di legalità! ... Da una restaurata moralità sociale a tutti i livelli deriverà un nuovo senso di responsabilità nell'agire pubblico, come pure un ampliamento dei luoghi di formazione sociale e un più motivato impulso alle diverse forme di partecipazione e di volontariato”.