17/08/2026
L'Isiss Marco Polo esprime profonda tristezza e amarezza per quanto accaduto e tutta la sua vicinanza alla Pubblica Assistenza e all’intera comunità cecinese.
La spiaggia, la pineta e la nostra città appartengono a tutti noi e vederle ridotte in questo stato ferisce profondamente.
Sì, oltre alla rabbia e alla delusione, ciò che proviamo è soprattutto una grande amarezza. Perché episodi come questo ci fanno interrogare e chiamano in causa, prima di tutto, la famiglia e la scuola, che ogni giorno hanno il compito di educare i nostri ragazzi al rispetto di sé, degli altri e degli spazi che condividiamo.
A scuola lavoriamo quotidianamente per far capire che esistono regole che devono essere rispettate e che ci si può e ci si deve divertire in tanti modi: ballando, cantando, giocando, viaggiando, stando insieme, ammirando e rispettando la bellezza della natura.
Se per divertirsi c’è bisogno di bere fino a perdere il controllo, di ricorrere a sostanze o di lasciare dietro di sé distruzione e rifiuti, allora dobbiamo avere il coraggio di riconoscere che, come adulti e come comunità educante, qualcosa non ha funzionato.
Ma non può essere soltanto la scuola a interrogarsi. Tutti hanno le proprie responsabilità. I genitori, molti dei quali, spesso, hanno atteggiamenti e comportamenti molto simili a quelli dei propri figli o comunque non sanno dove questi siano e cosa facciano.
Una responsabilità ce l'hanno anche coloro che vendono o somministrano alcol ai minorenni. E ancora tutti coloro che hanno il compito di prevenire situazioni di questo tipo e vigilare.
Educare significa esserci tutti: famiglia, scuola, istituzioni, attività commerciali e comunità. Solo insieme possiamo restituire ai nostri ragazzi il senso della responsabilità, del rispetto e della libertà, che non può mai significare mancanza di rispetto verso gli altri e verso il bene comune.