03/02/2026
Si ricomincia!!!
🧶L'ANGOLO DEI GENITORI SEPARATI
🟡SECONDA PARTE: introduzione di un
nuovo compagno o compagna nella vita dei figli.
Nell'articolo precedente ho dato alcuni suggerimenti sul come presentare ai figli il proprio partner e permettere loro di abituarsi alla novità in modo graduale e sereno.
La fine di un amore può essere paragonata ad un lutto, che necessita di tempo per essere elaborato e superato.
Tutto diventa più complicato se l'ex, per primo, inizia a riaccompagnarsi con una persona. Mettere da parte l'amor proprio ferito per il bene dei figli è difficile. E lo diventa ancora di più se si viene a conoscenza della presenza di un nuovo compagno o compagna tramite terze persone o gli stessi figli. Come ripeto spesso ai miei utenti, non possiamo cambiare gli altri, ma soltanto il nostro comportamento, migliorando la comunicazione ed abbassando di conseguenza la conflittualità.
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Come comportarsi quindi se si viene a sapere che i figli non frequenteranno soltanto l'altro genitore, ma anche il nuovo partner?
✅Non si può impedire la frequentazione. È importante che questo sia molto chiaro. Impedire i rapporti è possibile soltanto se si riesce a dimostrare che la condotta del compagno (o della compagna) è pregiudizievole nei confronti dei figli. Non basta il "sentito dire": servono prove, a supporto di una denuncia che porterebbe il caso dinnanzi ad un giudice. Se non ci sono prove di un eventuale abuso di alcool o sostanze stupefacenti, violenza nei confronti dei minori ed altre condotte pregiudizievoli, si rischierà una bella denuncia per calunnia e diffamazione.
✅Una volta assodato che il nuovo partner abbia l'unica colpa di aver scelto come compagno il padre o la madre dei vostri figli, è opportuno concentrarsi proprio su di loro. Non riempiteli di domande: no al terzo grado. Frenate il desiderio di raccogliere informazioni su quella persona. Infatti il rischio è di metterli in difficoltà.
✅Per i figli è normale fare dei confronti. Se percepiscono che vi sentite minacciati dal nuovo partner, prenderanno più o meno consciamente le vostre difese. Potrebbero sentirsi in colpa nell'instaurare un rapporto positivo con quella persona. Ricordo una mamma che si confidò con me, raccontandomi che la figlia 17 enne si era allontanata sempre di più dal padre. (Dai 14 anni per legge i figli possono scegliere di non frequentare più un genitore, dichiarandolo di fronte a un giudice). Lei non aveva fatto nulla, a suo dire, per impedire i rapporti, ma la ragazza non aveva mai perdonato il padre di aver lasciato la famiglia. Si cerca sempre di fare entrare i genitori nella prospettiva che la separazione avvenga soltanto tra loro e che non debba coinvolgere i figli. Ma come sempre la teoria è molto diversa dalla pratica. Molto spesso il nostro linguaggio non verbale esprime molto di più di qualsiasi parola. I figli percepiscono se il padre o la madre provano emozioni negative.
✅Prima avviene la separazione nella vita dei figli, più è facile che si adattino al nuovo assetto familiare, senza difficoltà. Un bambino i cui genitori si separano nei primi anni di vita, non ha ancora interiorizzato un ideale di famiglia unita. A 7-8 anni invece, può percepire la propria famiglia sgretolarsi e incolpare il genitore che si allontana, ma anche il nuovo partner. Può succedere che i genitori decidano di separarsi a seguito di un tradimento. In questo caso è evidente che il nuovo compagno o compagno possa essere caricato di tutto il risentimento per la distruzione del nucleo familiare. Molto spesso però la separazione è preceduta da incomprensioni, litigi. Anche se uno dei consigli maggiormente diffusi consiste nel non litigare di fronte ai figli, non è facile mantenere un clima familiare sereno. Sarebbe molto più costruttivo, al momento della separazione, essere chiari con loro: spiegare che mamma e papà non andavano più d'accordo, che saranno sempre uniti dall'amore verso di loro, ma che staranno tutti molto meglio se non vivranno più sotto lo stesso tetto. ❗Non abbiate paura di parlare con i vostri figli❗
👉Esistono le parole adatte ad ogni età. Un linguaggio semplice, per i più piccoli e parole chiare, per i più grandi. Come già spiegato nella prima parte di questo articolo, evitare l'argomento servirà soltanto nell'instillare, nella mente dei vostri figli, motivazioni alla separazione spesso molto diverse dalla realtà. Il bambino riempirà quel vuoto comunicativo con la propria immaginazione e false credenze: "papà è andato via perché non ci vuole bene...gli interessa solo la nuova famiglia...mamma ha tradito papà e l'ha cacciato di casa e adesso è solo...la fidanzata di papà se l'è portato via...il compagno di mamma è il mio nuovo papà?.. Papà se ne frega di me o sarebbe ancora qui con noi... " Questi sono soltanto alcuni dei pensieri che possono accompagnare la crescita dei vostri figli. Pensieri che influenzeranno non soltanto lo sviluppo della loro autostima ma che potranno influire sulle loro future relazioni.
✅ Cercate di stabilire un rapporto civile con il nuovo compagno o compagna. Questo non significa pretendere che debbano condividere la propria vita con voi o farvi sapere tutto ciò che fanno quando sono con i vostri figli: violerebbe la loro privacy. Inoltre non vi permetterebbe il giusto distacco dalla vita del vostro o della vostra ex.
❗Molti genitori, pur separati, non si lasciano mai davvero. Continuano a litigare per anni. Strumentalizzano i figli e spesso neppure se ne rendono conto. I vostri figli non devono diventare degli intermediari. Approfondirò l'argomento in un prossimo articolo. Al momento mi limito a fare presente che bambini e ragazzi non devono assolutamente essere caricati della responsabilità di fare da mediatori. Molti genitori si lamentano dei figli che raccontano ciò che accade nella propria casa per poi essere i primi ad averli abituati a riferire tutto ciò che succede a casa dell'altro genitore. I bambini vengono messi al centro dell'attenzione nel momento in cui raccontano ciò che accade dall'altro genitore. Questo può anche spingerli a raccontare episodi non veri o di chiudersi al contrario in sé stessi se si rendono conto che ciò che viene detto diventa poi argomento di discussione tra i genitori. Per questo consiglio sempre: "separatevi davvero e invece di preoccuparvi di ciò che può essere detto o fatto dall'altra parte, insegnate ai vostri figli ad essere autonomi, sicuri di sé stessi e consapevoli di essere amati da entrambi, anche se non vivete più insieme.
✅ La compagna o il compagno si comporta male nei confronti di vostro figlio: innanzitutto accertatevi che sia vero. Come appena detto il bambino, ma anche il ragazzo, potrebbe o fraintendere alcune parole, oppure essere per primo indisponente nei confronti di quella persona mettendola in difficoltà e ricevendo, quindi, risposte particolari, che vanno contestualizzate. Non partiamo subito in quarta. La cosa migliore è rispondere al figlio: "adesso ne parlerò con tua madre (o tuo padre)". Quando la conflittualità è bassa viene spontaneo confrontarsi con l'ex sull'argomento figli. Quando invece la conflittualità è alta parlare con l'ex diventa difficile, se non impossibile. Per il bene dei figli è sempre opportuno mantenere rapporti civili. Bisognerebbe sempre confrontarsi, riferire ciò che ha raccontato il figlio, senza dare subito per scontato sia vero. Anche se il genitore difendesse il partner, è chiaro che ne discuterebbe successivamente privatamente. Se anche non fosse accaduto o, a maggior ragione, fosse stato un fraintendimento, il bambino ha bisogno di essere ascoltato e compreso. È sempre possibile chiedere un supporto di un professionista. Un mediatore familiare può aiutare i genitori a mantenere i rapporti civili per il bene dei figli. A volte la scelta migliore può essere mantenere le comunicazioni unicamente scritte, anche via mail. In altre è possibile trovare delle modalità di comunicazione meno drastiche. Ciò che conta è che siano i figli ad essere messi al primo posto. Per ulteriori informazioni o dubbi potete contattarmi. Può anche essere aperta una discussione scrivendo ciò che pensate nei commenti.