22/08/2026
S𝐚𝐧𝐭’𝐀𝐠𝐚𝐭𝐚 𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐁𝐚𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐟𝐚 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞.
Anche se sono trascorsi alcuni giorni, quell’accaduto continua a risuonare e a propagarsi nella coscienza collettiva catanese, generando echi e riverberi che vanno ben oltre il gesto in sé.
Il 17 agosto, a Catania, durante le celebrazioni per i 900 anni dal ritorno delle reliquie di Sant’Agata, il sindaco Enrico Trantino ha baciato la reliquia della Santa proprio all’altezza della bocca.
Non voglio giudicare il gesto, né attribuire intenzioni che non conosco. Il bacio delle reliquie appartiene alla tradizione della venerazione cristiana.
Eppure, quella scena mi ha lasciata profondamente perplessa.
Perché Sant’Agata, nella tradizione del suo martirio, è anche il simbolo di una giovane donna che 𝐬𝐢 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐬𝐞 𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢𝐥𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨, fino alle estreme conseguenze.
Una donna che non si lasciò possedere, né piegare.
Ed è proprio per questo che, guardando quell’immagine, mi sono posta una domanda:
𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝘂𝗻 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘁𝗶𝗽𝗼, 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝘂𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝘂𝗼𝗺𝗼 𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗿𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗾𝘂𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗰𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘃𝗮 𝗲𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗶?
Forse il gesto nasce semplicemente dalla devozione e dalla tradizione.
Forse, però, i simboli possono assumere significati diversi da quelli che intendiamo attribuire loro.
E allora la domanda maieutica non è tanto “è giusto o sbagliato?”, quanto:
era davvero il gesto più rispettoso, più opportuno e più coerente con ciò che Sant’Agata rappresenta?
Non ho una risposta definitiva, anche se il mio sentire interiore, su questo, è forte e univoco.
Ma credo che, davanti a simboli così potenti, anche interrogarsi sia una forma di rispetto.
dI seguito, un dono per chi volesse approfondire la Storia di Sant'Agata: https://lnkd.in/eNnz-5uZ