27/06/2026
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𝗟’𝗼𝗻𝗱𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲 𝗴𝗿𝗮𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗼𝗰𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝘂𝗻 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗼𝗿𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗼: 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗮𝗺𝗽𝗹𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝘁𝗮̀.
Secondo le analisi di ClimaMeter, queste ondate di calore oggi producono temperature fino a 2-4°C più elevate rispetto a eventi simili osservati nella seconda metà del XX secolo. In molte città italiane come Roma, Torino e Milano, il segnale attribuibile al riscaldamento globale raggiunge valori compresi tra +2,2°C e +3,8°C.
Lo studio evidenzia che la configurazione meteorologica, il famoso anticiclone africano, responsabile dell’evento non è eccezionale: situazioni analoghe si sono già verificate in passato. Ciò che è cambiato è il contesto climatico in cui questi fenomeni si sviluppano, oggi molto più caldo a causa delle emissioni di gas serra.
Come sottolinea Tommaso Alberti (INGV):
“Il caldo è uno dei pericoli meteorologici più letali e ogni ulteriore grado di riscaldamento si traduce in rischi maggiori per persone e infrastrutture. Eventi come questo aumentano la probabilità di accessi in ospedale e purtroppo anche mortalità legate al caldo, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione, e determinano forti incrementi della domanda di energia per il raffrescamento. La combinazione tra impatti sanitari e pressione sui sistemi energetici mostra come il caldo estremo stia diventando una delle manifestazioni più rilevanti del cambiamento climatico in Europa.”
E c’è anche un rovescio della medaglia:
“Le ondate di calore intense non comportano solo temperature elevate. L'accumulo di energia e umidità nell'atmosfera può favorire la formazione di temporali molto intensi e localizzati, accompagnati da fenomeni come i downburst, forti raffiche di vento discendenti che, una volta raggiunto il suolo, si propagano rapidamente in tutte le direzioni. Questi eventi possono provocare la caduta di alberi, danni alle infrastrutture critiche, ai trasporti, e alle colture agricole, aumentando ulteriormente i costi sociali ed economici associati agli estremi climatici."
I risultati confermano quanto indicato dall’IPCC: le ondate di calore in Europa stanno diventando più frequenti, più intense e con impatti sempre maggiori su società, ecosistemi e infrastrutture. Ridurre le emissioni di gas serra significa non solo limitare il riscaldamento globale, ma anche contenere l'aumento dei rischi che già oggi stanno influenzando la nostra salute, l'ambiente e l'economia.
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