19/09/2025
Dal 25 settembre al 24 ottobre 2025, presso la Galleria delle Biblioteche di Ateneo dell’Università della Calabria, prende vita la mostra “Raccontare. Tracciare. Rimediare. Le immagini della catastrofe in Calabria”, nell’ambito del progetto PRIN PNRR 2022 “CAOS – Catastrophes of Southern Italy. Photogénie and remediation of natural disasters”.
Sotto la direzione scientifica di Angela Maiello (PI), l’esposizione è curata da Chiara Falcone e prodotta da Alessandro Calefati (assegnisti di ricerca), e si propone come un percorso interdisciplinare che esplora le forme visive e mediali attraverso cui i disastri naturali sono stati rappresentati in Calabria in tre sezioni dedicate al “Raccontare”, “Tracciare” e “Rimediare”. In mostra fotografie storiche e contemporanee, mappe, rilievi, dispositivi di osservazione e misurazione, documenti d’archivio, cartoline, incisioni, giornali e pannelli interattivi, tra cui una lavagna digitale con l’archivio INGV, la mappa partecipata “Ripopola” aperta al contributo dei visitatori e il “Patogramma”.
Accanto ai materiali del fondo Zinzi, nucleo fondamentale per comprendere la rappresentazione storica dei terremoti calabresi, saranno esposte le fotografie di Francesco Arena, che dagli anni Ottanta a oggi documentano disastri naturali e trasformazioni del territorio, gli scatti di Vito Teti tratti da Terra inquieta (Rubbettino 2015), che riflettono sul rapporto tra paesaggio, memoria e ritualità, e il progetto 7sciumare di Giovanna Catalano, dedicato ai margini fluviali di Reggio Calabria.
📆 L’inaugurazione si terrà giovedì 25 settembre alle ore 11:00 presso la Biblioteca Area Umanistica – Sala Seminari, con visite guidate gratuite insieme al team curatoriale. La mostra parteciperà inoltre alla Sharper - Notte Europea dei Ricercatori (26 settembre), con visite dedicate a studenti delle secondarie e attività creative. La mostra si rivolge a un pubblico ampio, ed è pensata come un invito a riflettere, attraverso le immagini, sul nostro rapporto con la fragilità del territorio e così risignificare la memoria dei disastri.