Certificazioni Linguistiche Inglese Spagnolo Francese B2 C1 C2 MIUR

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Elenco enti accreditati dal MIUR
16/02/2023

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⚡Confermata la   ⚡📍Resta confermata la carta docente  nella Legge di bilancio 2022. Nella prima bozza del testo, la card...
11/11/2021

⚡Confermata la ⚡

📍Resta confermata la carta docente nella Legge di bilancio 2022. Nella prima bozza del testo, la card elettronica introdotta nel 2016 con la riforma della buona scuola sembrava dovesse essere abolita, ma il governo ha stralciato il riferimento, confermando la carta del valore di 500 euro per i docenti di ruolo delle scuole pubbliche.

Sembrava rischiare e invece la carta del docente è stata confermata nella Legge di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri.

La prima manovra del governo Draghi, infatti, ha confermato la misura introdotta nell'era Renzi con la Riforma della buona scuola che riserva ai docenti una carta elettronica del valore di 500 euro al fine di "sostenere la formazione continua dei docenti e di valorizzarne le competenze professionali". Dalla bozza della legge di bilancio inizialmente circolata, invece, emergeva che la card sarebbe scomparsa a partire dal 1° settembre 2022. Il riferimento normativo però sarebbe stato stralciato prima del via libera del Cdm, mettendo ulteriori fondi a disposizione del bonus riservato ai docenti delle scuole pubbliche. Sono 30 i miliardi di euro che finanzieranno le varie misure inserite nel provvedimento e che serviranno, quindi, anche a rifinanziare il fondo istituito per la carta del docente. Ma vediamo a chi spetta e per cosa può essere utilizzata la carta.

Con la legge 107 del 2015, ribattezzata Riforma della Buona Scuola, il governo aveva istituito una carta destinata a docenti di ruolo (sia a tempo pieno che a tempo parziale) delle scuole di ogni ordine e grado.

Una card del valore di 500 euro per ogni anno scolastico che "non costituisce retribuzione accessoria né reddito imponibile" e può essere utilizzata per diverse attività relative alla formazione degli insegnanti e al potenziamento delle loro competenze professionali. Secondo l'art. 1, comma 121, infatti, della legge della Buona scuola, il valore della card può essere speso per "l‘acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste comunque utili all'aggiornamento professionale".
La card può anche essere utilizzata per “l'acquisto di hardware e software, per l'iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali", purché si tratti di corsi erogati da enti riconosciuti dal MIUR. Restano compresi tra questi anche corsi di laurea, post lauream e master universitari.
È inoltre possibile per i docenti di ruolo utilizzare la card per teatro, cinema, musei, mostre e/o eventi culturali dal vivo "nonché per iniziative coerenti con le attività individuate nell'ambito del piano triennale dell'offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124", il quale prevede che "la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale".

📍Fino a 9 punti in graduatoria 📍      Il termine Clil, letteralmente  Content and Language Integrated Learning, indica u...
10/11/2021

📍Fino a 9 punti in graduatoria 📍



Il termine Clil, letteralmente Content and Language Integrated Learning, indica una metodologia didattica atta all'apprendimento di contenuti in lingua straniera.
La metodologia didattica Clil fa riferimento quindi all'insegnamento una determinata materia esclusivamente in lingua straniera. L'uso a scuola della metodologia Clil mira ad innovare il sistema d'istruzione scolastica tramite il potenziamento delle competenze linguistiche di alunni e insegnanti.
In Italia tale metodologia è stata ufficialmente introdotta dalla Legge 53 del 2003 e dai successivi Regolamenti attuativi del 2010: quest'ultimi hanno introdotto l'insegnamento di discipline in una lingua straniera:
1) nei Licei e Istituti Tecnici a partire dall'ultimo anno;
2) nei Licei Linguistici a partire dal terzo e quarto anno (previste 2 discipline non linguistiche in lingua straniera).
Per poter insegnare a scuola tramite la metodologia Clil, il docente deve essere in possesso di competenze linguistico-comunicative nella lingua straniera veicolare di livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER) e competenze metodologico-didattiche acquisite al termine di un corso di perfezionamento universitario del valore di 60 CFU per i docenti in formazione iniziale e di 20 CFU per i docenti in servizio.
Stando a quanto previsto dalla normativa (DM 249/2010) per accedere ai corsi di perfezionamento i docenti devono essere abilitati e in possesso di una certificazione in lingua straniera di livello C1 rilasciata da enti certificatori riconosciuti dal MIUR.

Info e costi 3891656130

19/09/2021



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Il termine Clil, letteralmente Content and Language Integrated Learning, indica una metodologia didattica atta all'apprendimento di contenuti in lingua straniera.
La metodologia didattica Clil fa riferimento quindi all'insegnamento una determinata materia esclusivamente in lingua straniera. L'uso a scuola della metodologia Clil mira ad innovare il sistema d'istruzione scolastica tramite il potenziamento delle competenze linguistiche di alunni e insegnanti.
In Italia tale metodologia è stata ufficialmente introdotta dalla Legge 53 del 2003 e dai successivi Regolamenti attuativi del 2010: quest'ultimi hanno introdotto l'insegnamento di discipline in una lingua straniera:
1) nei Licei e Istituti Tecnici a partire dall'ultimo anno;
2) nei Licei Linguistici a partire dal terzo e quarto anno (previste 2 discipline non linguistiche in lingua straniera).
Per poter insegnare a scuola tramite la metodologia Clil, il docente deve essere in possesso di competenze linguistico-comunicative nella lingua straniera veicolare di livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER) e competenze metodologico-didattiche acquisite al termine di un corso di perfezionamento universitario del valore di 60 CFU per i docenti in formazione iniziale e di 20 CFU per i docenti in servizio.
Stando a quanto previsto dalla normativa (DM 249/2010) per accedere ai corsi di perfezionamento i docenti devono essere abilitati e in possesso di una certificazione in lingua straniera di livello C1 rilasciata da enti certificatori riconosciuti dal MIUR.

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08/09/2021

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19/08/2021



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19/08/2021



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10/07/2021




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Proviamo a fare chiarezza su cosa significa e cosa comporta il conseguimento dei 24 cfu, cosa sono letteralmente i 24 CFU, qual è la funzione di questi crediti formativi, chi li deve conseguire e chi invece è esonerato.

📌Cosa sono i 24 CFU?📌

Nel 2017, il MIUR ha emanato un decreto di Legge, denominato “Decreto 24 CFU” che regola l’acquisizione dei requisiti necessari per diventare insegnante.

I 24 CFU sono dei crediti formativi obbligatori per chiunque voglia intraprendere la carriera di insegnante partecipando ai concorsi docenti. Solo i concorsi scuola, infatti, permettono di entrare nelle graduatorie e, per partecipare, i 24 crediti formativi diventano indispensabili, sia come requisito sia in fase di preparazione dei concorsi.

📌Quali sono i 24 crediti per insegnare?📌

Questi 24 crediti formativi, che possono essere stati conseguiti all’interno del proprio percorso di studi o possono essere integrati successivamente, appartengono a specifici settori disciplinari (antropo-psico-pedagogici):



pedagogia, pedagogia speciale e didattica dell’inclusione | Settore disciplinare: M-PED/01

Pedagogia generale e sociale
psicologia | Settore disciplinare: M-PSI/04

Psicologia dell’educazione
antropologia | Settore disciplinare: M-DEA/01

Antropologia culturale
metodologie e tecnologie didattiche generali | Settore disciplinare: M-PED/03 Metodologie e tecnologie didattiche

📌Chi deve procedere al conseguimento 24 CFU?📌

Tutti coloro che sono in possesso di una Laurea Magistrale (o Laurea Specialistica o Vecchio Ordinamento) con un piano studi valido per una delle classi di concorso, devono conseguire i 24 crediti formativi in ambito antropo-psico-pedagogico per partecipare ai concorsi scuola ordinari. In sostanza, tutti coloro che non sono ancora abilitati all’insegnamento e che intendono partecipare al Concorso Scuola devono conseguirli.

📌Gli aspiranti ITP (Insegnante Tecnico Pratico) possono iscriversi ai concorsi scuola anche senza averli conseguiti ma, considerato che alcune delle domande dei concorsi riguardano proprio le materie dei 24 CFU è sempre meglio prepararsi al meglio ed ottenerli prima di partecipare all’esame.📌

È utile sapere, però, che esistono lauree, master, dottorati e scuole di specializzazione che già includono il conseguimento dei crediti richiesti all’interno del loro piano formativo. In questo caso, i 24 CFU dovranno solo essere certificati da un’istituzione universitaria o AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) con una “Certificazione di conformità degli obiettivi formativi e contenuti didattici“. Tutti coloro che vogliono certificare i crediti formativi in possesso devono sapere che, nonostante ci sia corrispondenza dei settori disciplinari necessari con il piano di studio conseguito, i crediti possono non essere riconosciuti automaticamente a causa delle differenze nelle materie e negli esami sostenuti.

Per ulteriori informazioni consultare il sito

https://www.lavoroscuola.it/

Indirizzo

Catania
95123

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