COBAS-AsacomScuola

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OGGI 8 marzo! Sciopero nazionale!
Indizione sciopero 8 marzo - Comparto scuola
COBAS
Conferenza stampa al porto di Catania del 27 febbraio, promossa dal Comitato No Muos/No Sigonella, con l’adesione di forze speciali e politiche catanesi, per “fermare bombe, cannoni e carri armati e protestare contro la militarizzazione della Sicilia e del Mediterraneo”; perché i nostri porti siano chiusi alla guerra e aperti all’accoglienza dei migranti.
BASTA MORTI DA STAGE
Studente 16enne in stage muore in orario di lavoro in un incidente stradale
L'ascolto della nostra Unicità è un atto Rivoluzionario 😌
Andiamo a studiare? 📖
Volere è Potere 💪🏻
BASTA MORTI SUL LAVORO-SCUOLA

Il dolore dei Cobas per Lorenzo, studente morto nella scuola-lavoro!

Il 28 gennaio sciopero delle scuole superiori insieme agli studenti contro la scuola-azienda e la scuola-lavoro

La morte nella scuola-lavoro di Lorenzo Parelli, studente di Udine, ci ha lasciato sbigottiti, addolorati, spezzati dal dolore. Il nostro primo pensiero va alla famiglia e agli amici, ma interroga anche pesantemente tutto quel mondo della formazione professionale e della scuola che ha accolto acriticamente la pratica di allontanamento di giovani studenti e studentesse dalle aule scolastiche per metterli a disposizione come manovalanza di aziende private. L'incidente si è verificato in un centro di formazione professionale, ma avrebbe potuto capitare in qualsiasi scuola secondaria, da quando la controriforma renziana ha imposto l’obbligatorietà dei percorsi scuola-lavoro. D'altronde, il ministro dell'Istruzione è l'entusiasta Bianchi, che ha addirittura pensato di estendere questa attività nelle scuole primarie, introducendovi un tutor che avvii bambini e bambine "al mondo del lavoro", con un'operazione perversa di descolarizzazione di massa. La malascuola di Renzi ha introdotto l'attività lavorativa obbligatoria nel percorso di istruzione scolastica con il fine malcelato di insegnare alle giovani generazioni le basi fondamentali (ideologiche e pratiche) del mondo del lavoro nell’epoca del neoliberismo trionfante: precarietà, dequalificazione, sfruttamento e, compreso nel pacchetto, la mancanza di sicurezza. È questa una delle piaghe che colpisce da anni lavoratrici e lavoratori a ritmi assurdi, con più di tre incidenti mortali al giorno, tanto da farci dire che non si tratta di “incidenti”, ma di un vero e proprio rischio calcolato dalle aziende per imporre ritmi e organizzazione della produzione insopportabili.

Nella scuola, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, questa pratica ha messo a disposizione delle aziende sui territori centinaia di migliaia di giovanissimi/e che, con la giustificazione di imparare il mestiere, introiettano la concezione dominante per cui è una fortuna trovare un impiego anche se i diritti (salariali, contrattuali, di orario e organizzazione) devono essere sacrificati in nome di una produzione finalizzata ai profitti privati piuttosto che a soddisfare i bisogni sociali di tutta la cittadinanza. Ricordiamo tutti gli esempi di sfruttamento intensivo assurti a “eroi” nella comunicazione pubblicitaria: Renatino che lavora H24 e non ha mai fatto un giorno di ferie, Mohamed felice di lavorare in Amazon. Sono esempi di propaganda che mostrano la bellezza dello sfruttamento, ma non la perdita dei diritti conquistati nella seconda metà del secolo scorso a suon di lotte. L'ASL (Alternanza scuola lavoro), ora pudicamente ridenominata PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), insieme agli stages gratuiti e al sotto inquadramento degli apprendisti, costituisce la nuova frontiera del mercato del lavoro, in cui lo scambio non è più tra forza lavoro e salario, ma tra lavoro e formazione, reale o presunta che sia. Spesso si tratta di lavoro gratuito tour court, un ossimoro anche da un punto di vista costituzionale. L'art. 36 prevede che il lavoratore/trice ha diritto ad una retribuzione, che " ...in ogni caso garantisca a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa". La funzione valoriale dell’ASL e degli stages è qui evidente: formare i giovani all'idea di un lavoro senza diritti. E che la scuola pubblica, ma anche la formazione professionale regionale, svolgano una funzione del genere è scandaloso. Esattamente come noi, il movimento studentesco, che sta rialzando la testa dopo due anni di reclusione psicologica, denuncia l’ASL/PCTO come una malapratica da abolire, per riportare nelle aule (da ampliare, ristrutturare e rendere accoglienti) studenti e studentesse: non si migliora la scuola allontanando dall’istruzione, ma rendendo migliore la scuola eliminando le classi-pollaio, aumentando gli organici e attrezzando laboratori e aule di strumenti adeguati e ammodernati.

Come COBAS chiediamo: 1) la sospensione immediata di tutti i percorsi di scuola lavoro nell'anno in corso; 2) l'abolizione del PCTO/ASL nelle scuole e la revisione dei percorsi formativi nei centri di formazione professionale; 3) basta con lo sfruttamento di lavoro non retribuito sotto forma di stage gratuito; 4) sostituzione dell'addestramento al lavoro con la riflessione critica e la formazione approfondita sui diritti e sulla sicurezza sul lavoro; 5) formazione specifica al lavoro a carico delle aziende dopo la fine dei percorsi di studio; 6) ammodernamento dei laboratori nelle scuole con la strumentazione necessaria; 7) eliminazione classi-pollaio, aumento degli organici (docenti e ATA).

Su questi temi e con questi obiettivi i Cobas Scuola convocano per il 28 gennaio lo sciopero dell'intera giornata nelle scuole superiori (medie di secondo grado) insieme agli studenti in lotta, con manifestazioni locali unitarie.

Esecutivo Nazionale Cobas Scuola

A Catania faremo un corteo con gli studenti,partenza ore 9,00 da Piazza Roma e conclusione sotto la sede della Confindustria

Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di COBAS-AsacomScuola, Scuola, Via Vecchia Ognina 56, Catania.

Normali funzionamento

08/03/2022

OGGI 8 marzo! Sciopero nazionale!

Photos from COBAS-AsacomScuola's post 06/03/2022

Indizione sciopero 8 marzo - Comparto scuola
COBAS

Photos from COBAS-AsacomScuola's post 02/03/2022

Conferenza stampa al porto di Catania del 27 febbraio, promossa dal Comitato No Muos/No Sigonella, con l’adesione di forze speciali e politiche catanesi, per “fermare bombe, cannoni e carri armati e protestare contro la militarizzazione della Sicilia e del Mediterraneo”; perché i nostri porti siano chiusi alla guerra e aperti all’accoglienza dei migranti.

22/02/2022

La Scala di Milano rinuncia alla tournée in Egitto per il caso .
Dopo la rivolta dell'orchestra e dei lavoratori del teatro è stata annullata la trasferta in Medio Oriente a settembre.
La famiglia di Giulio ha ringraziato "ogni singolo lavoratore della Scala per questa scelta di responsabilità culturale, morale e politica. Vorremmo che tutti i rappresentanti politici italiani ed europei, gli artisti, gli imprenditori e i turisti seguissero il loro esempio lodevole".
Grazie, anche a nome nostro.

BASTA MORTI DA STAGE 17/02/2022

BASTA MORTI DA STAGE

BASTA MORTI DA STAGE

BASTA MORTI DA STAGE I COBAS E LE MOBILITAZIONI STUDENTESCHE: FERMIAMO LE MORTI DA STAGE! Non è passato un mese dalla morte di Lorenzo Parelli, lo studente friulano scomparso a gennaio per un incidente occorsogli mentr…

Studente 16enne in stage muore in orario di lavoro in un incidente stradale 16/02/2022

Studente 16enne in stage muore in orario di lavoro in un incidente stradale

Studente 16enne in stage muore in orario di lavoro in un incidente stradale

Studente 16enne in stage muore in orario di lavoro in un incidente stradale - È successo vicino a Serra de' Conti, in provincia di Ancona. Il ragazzino si trovava sul sedile passeggero di un autocarro che si è schiantato contro un albero. Il conducente del mezzo è rimasto gravemente ferito. -

07/02/2022

A 40 anni Franz Kafka (1883-1924) che non si è mai sposato e non aveva figli, passeggiava per il parco di Berlino quando incontrò una bambina che piangeva perché aveva perso la sua bambola preferita. Lei e Kafka cercarono la bambola senza successo.
Kafka le disse di incontrarlo lì il giorno dopo e loro sarebbero tornati a cercarla.

Il giorno dopo, quando non avevano ancora trovato la bambola, Kafka diede alla bambina una lettera " scritta " dalla bambola che diceva: " per favore non piangere. Ho fatto un viaggio per vedere il mondo. Ti scriverò delle mie avventure."

Così iniziò una storia che proseguì fino alla fine della vita di Kafka.

Durante i loro incontri Kafka leggeva le lettere della bambola accuratamente scritte con avventure e conversazioni che la bambina trovava adorabili.
Infine, Kafka le riportò la bambola (ne comprò una) che era tornata a Berlino.

"Non assomiglia affatto alla mia bambola", disse la bambina.
Kafka le consegnò un'altra lettera in cui la bambola scriveva: " i miei viaggi, mi hanno cambiato." la bambina abbracciò la nuova bambola e la portò tutta felice a casa.
Un anno dopo Kafka morì.

Molti anni dopo, la bambina oramai adulta trovò una letterina dentro la bambola. Nella minuscola lettera firmata da Kafka c‘era scritto:

" tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo." 💖

Tratto da - Kafka e la bambola viaggiatrice - di Jordi Sierra

07/02/2022

"In un liceo i ragazzi studiavano i processi alle streghe di Salem e l’insegnante disse loro che avrebbero fatto un gioco.
"Girerò tra i banchi e sussurrerò a ciascuno di voi se siete una strega o una persona normale.
Il vostro obiettivo è creare il gruppo più numeroso possibile che non contenga una strega.
Alla fine, qualsiasi gruppo trovato che includa una strega otterrà un voto negativo."
I ragazzi si buttarono subito nel gioco.
Si formò un gruppo abbastanza grande, ma la maggior parte degli studenti si divise in piccoli gruppi esclusivi, allontanando chiunque desse loro il minimo sospetto.
"Va bene", disse l'insegnante.
"Avete i vostri gruppi. È ora di scoprire quali hanno sbagliato. Tutte le streghe, per favore, alzino le mani."
Nessuno alzò una mano.
I ragazzi erano confusi e dissero all'insegnante che aveva truccato il gioco.
"Davvero? Qualcuno a Salem era una vera strega? O tutti credevano semplicemente a quello che gli era stato detto?”
Ed è così che si insegna quanto sia facile dividere una comunità."
- Flora Azevedo
da Prendersi Cura

06/02/2022

L'ascolto della nostra Unicità è un atto Rivoluzionario 😌

01/02/2022

Andiamo a studiare? 📖

"Il quoziente d'intelligenza medio della popolazione mondiale, che dal dopoguerra agli anni '90 era aumentato, nell'ultimo ventennio è invece in diminuzione...
È l’inversione dell’effetto Flynn.
Una delle cause potrebbe essere l'impoverimento del linguaggio.
Diversi studi dimostrano infatti la diminuzione della conoscenza lessicale e l'impoverimento della lingua.
La graduale scomparsa dei tempi verbali dà luogo a un pensiero quasi sempre al presente: incapace di proiezioni nel tempo.
La semplificazione dei tutorial, la scomparsa delle maiuscole e della punteggiatura sono esempi di “colpi mortali” alla precisione e alla varietà dell'espressione.
Meno parole e meno verbi coniugati implicano meno capacità di esprimere le emozioni/elaborare un pensiero.
Gli studi hanno dimostrato come parte della violenza derivi direttamente dall'incapacità di descrivere le proprie emozioni attraverso le parole.
Senza parole, non c’è ragionamento.
Si sa che i regimi totalitari hanno sempre ostacolato il pensiero, attraverso una riduzione del numero e del senso delle parole.
Se non esistono pensieri, non esistono pensieri critici.
Facciamo parlare, leggere e scrivere i nostri figli, i nostri studenti. Anche se sembra complicato. Soprattutto se è complicato.
Perché in questo sforzo c'è la libertà.”

-Christophe Clavé

Sarah Biffen: la miniaturista Vittoriana senza Braccia 28/01/2022

Sarah Biffen: la miniaturista Vittoriana senza Braccia

Volere è Potere 💪🏻

Sarah Biffen: la miniaturista Vittoriana senza Braccia Sarah Biffen fu una donna che nacque alla fine dell''800 e visse l'alba della lunghissima epoca vittoriana. Sarah era nata “senza braccia e con un abbozzo di gambe”, come fu scritto all'epoca, eppure divenne una famosa miniaturista grazie alla sua volontà di ferro. Prima di parlare di Sarah, pe...

COBAS: 28 GENNAIO SCIOPERO BASTA MORTI SUL LAVORO-SCUOLA - CorriereQuotidiano.it - Il giornale delle Buone Notizie 26/01/2022

COBAS: 28 GENNAIO SCIOPERO BASTA MORTI SUL LAVORO-SCUOLA - CorriereQuotidiano.it - Il giornale delle Buone Notizie

BASTA MORTI SUL LAVORO-SCUOLA

Il dolore dei Cobas per Lorenzo, studente morto nella scuola-lavoro!

Il 28 gennaio sciopero delle scuole superiori insieme agli studenti contro la scuola-azienda e la scuola-lavoro

La morte nella scuola-lavoro di Lorenzo Parelli, studente di Udine, ci ha lasciato sbigottiti, addolorati, spezzati dal dolore. Il nostro primo pensiero va alla famiglia e agli amici, ma interroga anche pesantemente tutto quel mondo della formazione professionale e della scuola che ha accolto acriticamente la pratica di allontanamento di giovani studenti e studentesse dalle aule scolastiche per metterli a disposizione come manovalanza di aziende private. L'incidente si è verificato in un centro di formazione professionale, ma avrebbe potuto capitare in qualsiasi scuola secondaria, da quando la controriforma renziana ha imposto l’obbligatorietà dei percorsi scuola-lavoro. D'altronde, il ministro dell'Istruzione è l'entusiasta Bianchi, che ha addirittura pensato di estendere questa attività nelle scuole primarie, introducendovi un tutor che avvii bambini e bambine "al mondo del lavoro", con un'operazione perversa di descolarizzazione di massa. La malascuola di Renzi ha introdotto l'attività lavorativa obbligatoria nel percorso di istruzione scolastica con il fine malcelato di insegnare alle giovani generazioni le basi fondamentali (ideologiche e pratiche) del mondo del lavoro nell’epoca del neoliberismo trionfante: precarietà, dequalificazione, sfruttamento e, compreso nel pacchetto, la mancanza di sicurezza. È questa una delle piaghe che colpisce da anni lavoratrici e lavoratori a ritmi assurdi, con più di tre incidenti mortali al giorno, tanto da farci dire che non si tratta di “incidenti”, ma di un vero e proprio rischio calcolato dalle aziende per imporre ritmi e organizzazione della produzione insopportabili.

Nella scuola, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, questa pratica ha messo a disposizione delle aziende sui territori centinaia di migliaia di giovanissimi/e che, con la giustificazione di imparare il mestiere, introiettano la concezione dominante per cui è una fortuna trovare un impiego anche se i diritti (salariali, contrattuali, di orario e organizzazione) devono essere sacrificati in nome di una produzione finalizzata ai profitti privati piuttosto che a soddisfare i bisogni sociali di tutta la cittadinanza. Ricordiamo tutti gli esempi di sfruttamento intensivo assurti a “eroi” nella comunicazione pubblicitaria: Renatino che lavora H24 e non ha mai fatto un giorno di ferie, Mohamed felice di lavorare in Amazon. Sono esempi di propaganda che mostrano la bellezza dello sfruttamento, ma non la perdita dei diritti conquistati nella seconda metà del secolo scorso a suon di lotte. L'ASL (Alternanza scuola lavoro), ora pudicamente ridenominata PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), insieme agli stages gratuiti e al sotto inquadramento degli apprendisti, costituisce la nuova frontiera del mercato del lavoro, in cui lo scambio non è più tra forza lavoro e salario, ma tra lavoro e formazione, reale o presunta che sia. Spesso si tratta di lavoro gratuito tour court, un ossimoro anche da un punto di vista costituzionale. L'art. 36 prevede che il lavoratore/trice ha diritto ad una retribuzione, che " ...in ogni caso garantisca a sé e alla sua famiglia un'esistenza libera e dignitosa". La funzione valoriale dell’ASL e degli stages è qui evidente: formare i giovani all'idea di un lavoro senza diritti. E che la scuola pubblica, ma anche la formazione professionale regionale, svolgano una funzione del genere è scandaloso. Esattamente come noi, il movimento studentesco, che sta rialzando la testa dopo due anni di reclusione psicologica, denuncia l’ASL/PCTO come una malapratica da abolire, per riportare nelle aule (da ampliare, ristrutturare e rendere accoglienti) studenti e studentesse: non si migliora la scuola allontanando dall’istruzione, ma rendendo migliore la scuola eliminando le classi-pollaio, aumentando gli organici e attrezzando laboratori e aule di strumenti adeguati e ammodernati.

Come COBAS chiediamo: 1) la sospensione immediata di tutti i percorsi di scuola lavoro nell'anno in corso; 2) l'abolizione del PCTO/ASL nelle scuole e la revisione dei percorsi formativi nei centri di formazione professionale; 3) basta con lo sfruttamento di lavoro non retribuito sotto forma di stage gratuito; 4) sostituzione dell'addestramento al lavoro con la riflessione critica e la formazione approfondita sui diritti e sulla sicurezza sul lavoro; 5) formazione specifica al lavoro a carico delle aziende dopo la fine dei percorsi di studio; 6) ammodernamento dei laboratori nelle scuole con la strumentazione necessaria; 7) eliminazione classi-pollaio, aumento degli organici (docenti e ATA).

Su questi temi e con questi obiettivi i Cobas Scuola convocano per il 28 gennaio lo sciopero dell'intera giornata nelle scuole superiori (medie di secondo grado) insieme agli studenti in lotta, con manifestazioni locali unitarie.

Esecutivo Nazionale Cobas Scuola

A Catania faremo un corteo con gli studenti,partenza ore 9,00 da Piazza Roma e conclusione sotto la sede della Confindustria

COBAS: 28 GENNAIO SCIOPERO BASTA MORTI SUL LAVORO-SCUOLA - CorriereQuotidiano.it - Il giornale delle Buone Notizie Scrivono i docenti Cobas,Il nostro primo pensiero va alla famiglia e agli amici, ma interroga anche pesantemente

18/01/2022

Pierpaolo Pannisco ha 21 anni ed è originario di Calitri, piccolo centro in provincia di Avellino. Quando si è presentato a scuola, a Reggio Emilia, qualche mese fa, l'addetta all'amministrazione lo apostrofa: «Guardi le iscrizioni sono chiuse». Ma Pierpaolo era lì per la cosiddetta "presa di servizio": era il nuovo docente di Meccanica. Così inizia la storia di uno degli insegnanti di scuola superiore più giovani d'Italia…

Nel 2019 il ragazzo si è diplomato e ha dato 6 esami per poter avere l'abilitazione all'insegnamento. Ha immediatamente fatto domanda per poter insegnare ma nel frattempo non è stato con le mani in mano.
Dopo 8 mesi di lavoro in fabbrica non immaginava che un venerdì di settembre la sua vita sarebbe cambiata così radicalmente e velocemente: una scuola di Reggio Emilia aveva bisogno di un insegnante di Meccanica.

“Chiamo il datore di lavoro e senza pensarci due volte mi licenzio. Prendo, arrivo a casa… lo comunico ai miei genitori e alla mia ragazza faccio i bagagli mi metto in macchina e parto.
Nel tragitto mille domande e pianti. Sarò all’altezza? E se va male? Cavolo la lontananza!

Non nego che i primi giorni è stata “dura”, ma non a livello mentale, ma per il semplice motivo della poca differenza di età tra me “docente” e gli alunni però poi pian piano tutto è andato verso il verso giusto.
E per questa cosa vorrei ringraziare i miei genitori in primis e la mia ragazza che mi hanno sostenuto mentre le altre persone mi giudicavano per la mia passione”.��Uma storia che ha anche il sapore della rivincita: «Io primo superiore sono stato bocciato. Ricordo che un docente mi disse: "Tu potrai chiedere al massimo solo l'elemosina"». Una frase forte, forse troppo, da dire a un giovane di 15 anni. Ogni giorno nelle sue lezioni l'ultimo quarto d'ora Pierpaolo lo passa ad ascoltare i suoi alunni, a capire i loro problemi e a dargli forza per andare avanti perché: «Devono credere in loro stessi perché altrimenti non lo farà nessuno».

14/01/2022

Caro professore,
sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere:
camere a gas costruite da ingegneri istruiti,
bambini uccisi con veleno da medici ben formati,
lattanti uccisi da infermiere provette,
donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiori e università.
Diffido - quindi – dell’educazione.
La mia richiesta è la seguente: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani.
I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti.
La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani.
Tratto da “Les mémoires de la Shoah” di Anniek Cojean (“Le Monde”, 29 aprile 1995).

12/01/2022

Nel terzo anno di pandemia la scuola continua a pagare.
Quello che il Governo non ha fatto e le richieste dei Cobas

Il “governo dei migliori”, di fronte all’esponenziale aumento dei contagi delle ultime settimane, alla crescente e insostenibile pressione sul sistema sanitario, all’allarme sul peggioramento della situazione che – assicurano gli esperti – ci attende nei prossimi giorni, alza le spalle e tira dritto: la scuola può ripartire “in presenza e in sicurezza”, secondo la formula, propagandistica e beffarda, con cui ha accompagnato il suo “non fare” per la sicurezza della scuola nel primo anno di vita.

Mai come oggi appare nella sua evidenza il paradosso di un governo che rivendica ossessivamente un risultato (scuole in presenza e in sicurezza) che nella realtà ha fatto di tutto per scongiurare. Niente di ciò che andava fatto per rendere le scuole più sicure è stato realizzato e tutto è rimasto nella situazione, già disastrosa, precedente alla pandemia: lasciate le classi pollaio, nessuno spazio aggiuntivo, trasporti insufficienti e sovraffollati, aule senza sistemi di areazione. Nessuna delle proposte presentate in questi due anni di pandemia sono state recepite, persino l’obbligo di distanziamento di un metro è stato di fatto abolito, preso atto che in gran parte delle scuole non è praticabile. Non è stata minimamente presa in considerazione l’opportunità di invertire la rotta della politica pluridecennale di tagli forsennati che ci ha consegnato il disastro che oggi è sotto gli occhi di tutti, tanto nella scuola quanto nella sanità. Così, mentre si è continuato a ripetere “mai più DAD”, le comunità scolastiche sono state lasciate da sole a fronteggiare l’emergenza, tra le mille difficoltà di sempre, a cui si sono aggiunte quelle scaturite dall’emergenza sanitaria e quelle determinate dalle incaute uscite dei “migliori”, che hanno aumentato la confusione e moltiplicato i problemi.

Nonostante ciò, le scuole si sono arrangiate e hanno garantito la didattica in presenza anche nelle crescenti difficoltà applicando le regole, poco chiare, dettate dai vari decreti-legge.

Abbiamo denunciato in estate la grande manovra diversiva del green pass che è poi continuata con l’introduzione dell’obbligo vaccinale nella scuola, perché rispondeva a finalità diverse dalla gestione sanitaria della pandemia, in un contesto, quello della scuola, in cui avevamo già aderito in massa alla campagna di vaccinazione. Perfino la necessaria campagna di vaccinazione è stata infatti gestita con l’intento politico di assolvere il governo da ogni responsabilità e dopo due anni, con i vaccini disponibili, la scuola si trova ancora una volta in ginocchio. I presidenti delle regioni dal canto loro ovviamente ne approfittano e decidono, come negli ultimi due anni, di chiudere le scuole invocando ipocritamente il diritto alla salute solo per coprire le loro responsabilità in merito al disastro sanitario e di tutti i servizi pubblici essenziali della regione, mentre fanno carte false per rimanere in zona bianca per far “girare l’economia”.

La posizione dei Cobas è stata e rimane quella di mantenere le scuole aperte a meno che le condizioni di diffusione del contagio – e non sta certo a noi stabilirlo – determinino la necessità di chiudere tutto, a partire dai servizi non essenziali. Per questo, pur consapevoli dell’attuale diffusione del contagio e della rabbia diffusa nel mondo della scuola, riteniamo inaccettabili le richieste di chiudere le scuole, e solo le scuole, avanzate da numerosi dirigenti: una coazione a ripetere che rivela lo svilimento dell’importanza del benessere e della salute psicofisica dei giovani, del diritto allo studio, che parte proprio da chi dovrebbe sostenere che la scuola non può essere considerata un servizio superfluo, che la DAD non è scuola e che ha già prodotto abbastanza danni, che la scuola insomma deve essere l’ultima a chiudere.

Draghi ha rivendicato in conferenza stampa un cambio di passo rispetto al governo Conte 2: la scuola non è la prima a chiudere, ma l’ultima. L’accoglimento del ricorso da parte del Tar Campania contro l’ordinanza di chiusura di De Luca è sicuramente una notizia positiva, anche se dovrebbe far riflettere sugli effetti devastanti di un ulteriore autonomia regionale differenziata. Ma il governo Draghi ha la responsabilità politica di non aver fatto quello che era necessario per rendere effettivo lo slogan della scuola aperta e in sicurezza, con l’aggravante che aveva i fondi del PNRR per farlo! Per cui, il rischio è che un numero crescente di classi sia ancora una volta in larga misura consegnato alla Dad per decisione dei dirigenti, di fronte all’impossibilità di avere un tracciamento tempestivo dei contagi in classe alla notizia del primo (o secondo o terzo) alunno positivo, come ha annunciato lo stesso Giannelli.

Certo il virus esiste e picchia duro, potrebbe anche essere utile e necessario fermarsi tutti/e, ma ancora una volta lo faranno solo le scuole: bambini/e e ragazzi/e pagheranno il conto. Per il resto tutto aperto, tutti a lavorare in auto sorveglianza, anche se siamo contatti stretti, il sistema economico non deve fermarsi! Chiediamo il conto a tutti, Governo, Regioni, Province e Comuni, di quanto, in questi due anni, non è stato fatto e non si intende fare. Entrati nel terzo anno chiediamo e rivendichiamo ancora provvedimenti immediati e programmi seri per il futuro.

Dai Dirigenti Vogliamo
l’utilizzo immediato delle risorse assegnate per l’emergenza e degli avanzi di bilancio per acquistare i dispositivi ffp2 e gli areatori.

Dalle Regioni e dagli Enti Locali Vogliamo
una medicina territoriale di prossimità che garantisca le tre T (testare, tracciare, trattare), e in particolare il pieno funzionamento e potenziamento delle USCA; screening periodici di protezione adeguati e gratuiti per garantire il rientro a scuola in presenza, continuità, serenità e sicurezza; Tamponi gratuiti per tutti: alunni, docenti, ATA, famiglie; riorganizzazione del TRASPORTO PUBBLICO, con maggiori risorse; reperimento di spazi ulteriori per le scuole e adeguamento immediato di tutte le strutture esistenti.

Dal governo Centrale e dal Ministero Istruzione vogliamo
indicazioni chiare a salvaguardia del diritto all’istruzione che non aggravino le differenze tra Nord e Sud, centro e periferie e tra scuole; assunzione massiva di personale e risorse necessarie per ridurre il rapporto alunni-classe; presìdi sanitari e abolizione dell’ obbligo vaccinale nelle scuole, riammissione del personale docente e ATA sospeso con tamponi periodici e riconoscimento del diritto al lavoro e alla retribuzione; indicazioni chiare e tempestive in merito alla valutazione e alle modalità di svolgimento degli esami di stato.

Esecutivo Nazionale Cobas Scuola

Video (vedi tutte)

Cobas Asacom Scuola a Rai 3 14.10.2020
Intervista Rai 3 14.10.2020
Affrontare il nuovo anno scolastico in DAD? No, grazie!
Intervento Nino De Cristofaro esecutivo nazionale Cobas Scuola Catania
Restate a casa! L’unione fa la forza!

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