03/09/2026
⭐️ SENSUALITÀ, PERFORMANCE E PAURA.
Per chi studia danza del ventre (orientale, egiziana ecc) questo tema è piuttosto sentito ma molto spesso (e oggi sempre di più) i ballerini lo traducono con pose e mimiche forzate che portano molta confusione.
La sensualità NON è sessualità.
La sensualità NON è performance.
LA SENSUALITÀ È ESSERE PRESENTE NEL TUO CORPO ATTRAVERSO I TUOI SENSI e sperimentare il mondo e il piacere dell'essere PRESENTE. La sensualità è quindi un'esperienza, non un atteggiamento. È l'esperienza umana di essere presenti nel corpo, dunque vivi. Ed essere presenti è un atto estremo di vita, di piacere, si potrebbe dire in modo assurdo che è solo in quel momento che "esistiamo".
Oggi c'è sempre di più il bisogno di trasmettere a chi studia danza e al pubblico che esibire una connessione non è essere connessi. La danza, e intendo tutta la danza, è un'atto estremamente rivoluzionario perchè insegna ad essere presenti e nel corpo mentre il mondo va esattamente da un'altra parte. La sensualità nella danza non è un'opzione, ma vediamo costantemente la messa in scena di qualcosa di completamente diverso: le pose giuste, la mimica giusta... questo non è sentire, non è ascoltare. È piuttosto mettere in scena il sentire. È come fingere il piacere: "it doesn't work!" direbbe Alonzo King! E Spesso i Maestri egiziani ripetono a gran voce a lezione: "FEELING!" oppure "RELAX!" quante volte l'abbiamo sentito dire? E cosa ci stanno dicendo? Ci stanno dicendo di smettere di fingere. Di smettere di mettere in scena la danza e ballare veramente. E io vedo un sacco di gente continuare a correre dietro una miriade di mode, copiando l'incopiabile perchè magari se faccio una cosa cool posso essere cool pure io. E allora ha ragione ancora una volta Alonzo King quando dice: " why are you posing? Why are you doing pictures? Cause you're afraid."
(nella foto: fallāḥa)