Disturbi Specifici dell'Apprendimento

Disturbi Specifici dell'Apprendimento Tutor dell'apprendimento per soggetti con disturbi specifici dell'apprendimento in ambiente domestico

servizi di Homework Tutor® professionale
Consulenza e formazione docenti scuola infanzia, primaria e secondaria.

08/09/2026

dal diario dell'attività...

buongiorno signora,
penso a ###, a come ricomincerà il suo anno scolastico e sullo sfondo, al suo cammino verso la licenza media e la scelta del nuovo percorso alla ricerca della "vocazione", di quello che lo attira e lo interesserà per i successivi 5 anni. E questo in ambienti non sempre pronti a dargli sicurezza e competenza.
Quella competenza che serve a dare risposte didattiche , cognitive e metacognitive che hanno l'obiettivo di favorire lo sviluppo di un preadolescente con un bisogno educativo speciale. Sì, lo chiamano così: speciale.
In cosa è speciale? Quel disturbo specifico è responsabile di una difficoltà destinata a ripercuotersi emotivamente e formativamente ritardando le competenze e il raggiungimento dei livelli attesi di preparazione curriculare oltre al fatto di far sentire il ragazzo da meno rispetto agli altri. Tutto questo va a minare la serenità del ragazzo, il tono dell'umore si abbassa, perde interesse e, con l'arrivo dell'adolescenza le cose naturalmente peggiorano data l'instabilità che la maturazione sessuale comporta.
Capisco che all'interno della vostra coppia ci sia attrito per scelte errate del passato ma, il sottovalutare la situazione attuale saltando di palo in frasca, è un grave errore. Mi sento in obbligo (e non per interesse personale, credimi) di avvertirvi dell'errore che state commettendo.
I DSA sono insidiosi quando non gestiti correttamente innanzitutto dalla famiglia che dovrebbe tutelare la condizione del figlio e non fare errori di sottovalutazione della situazione. Passerà il tempo e ###resterà indietro perché ci vogliono attenzioni particolari.
La diagnosi è il primo passo per attivare i percorsi che la stessa legge prevede come primo rimedio dallo Stato che ha statuito gli aiuti giusti per questi ragazzi ma che, se la famiglia non si determina a chiedere e ad ottenere e anche vigilando successivamente per la loro applicazione concreta a scuola dato che spesso restano sulla carta quegli strumenti compensativi e misure dispensative; dicevo che se la famiglia non è determinata e correttamente informata, il tutto resta vanificato nel progetto legislativo di "non lasciare indietro nessuno".
Il ragazzino sviluppa una cattiva concezione di sé che lede la sua autostima di cui già vi ho messo in guardia su come si presenta il vostro ragazzo, che in alcuni casi, questo atteggiamento può portare all'impotenza appresa.
L'impotenza appresa (learned helplessness) è una condizione psicologica in cui una persona smette di reagire o di cercare di cambiare una situazione negativa, perché ha imparato dalle esperienze passate che le sue azioni sono del tutto inutili. Lo psicologo Seligman studiò questo fenomeno e tralascio i dettagli sulle conseguenza sugli esseri umani di queste tendenze, ma che puoi facilmente immaginare.
Non fate errori che peseranno sul ragazzo per gli errori che sono stati commessi nel passato. Insieme all'acqua sporca non gettate anche il bambino!
Cordialmente
G. D'Orsi
Tutor per BES

Questo è il monito per tutti i genitori che non sono consapevoli dei danni che arrecano ai propri figli.

Buona giornata a tutti.

Con Associazione Italiana Dislessia – Ho ottenuto un posto nella sua lista delle interazioni settimanali perché sono tra...
03/09/2026

Con Associazione Italiana Dislessia – Ho ottenuto un posto nella sua lista delle interazioni settimanali perché sono tra le persone con più interazioni 🎉

29/08/2026
26/08/2026
https://www.facebook.com/100044387737686/posts/1633963538093222/
26/08/2026

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IL PDP DEVE ESSERE VISIONATO A CASA PRIMA DELLE FIRMA.

"Eh..MA C’È LA PRIVACY! " (si... ma del Minore) -> Il Decreto legislativo 33/2013, come modificato dal D.Lgs. 97/2016, riguarda la trasparenza dell’attività amministrativa. Nelle scuole si applica ogni volta che un atto amministrativo (come il PDP) riguarda dati personali di un minore e diritti della famiglia.

Ora, veniamo al punto.

Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un atto amministrativo a tutti gli effetti, elaborato dal Consiglio di Classe e da firmare anche dai genitori (art. 5 del DM 5669/2011, Linee guida della Legge 170/2010).

Il documento DEVE:

essere redatto con la partecipazione della famiglia;
non può essere imposto come un modulo già chiuso;
e deve poter essere visionato prima della firma, per assicurare il consenso informato.

Reg. (UE) 2016/679
GDPR D.Lgs. 101/2018

Questo significa che il genitore ha tutto il diritto di vedere il PDP con calma (sì, anche 2–3 giorni o più, se serve); di chiedere chiarimenti o modifiche; e di riceverne una copia, anche in formato digitale, prima della firma.

Quanto all’uscita del documento dalla scuola:

Sì, può uscire.

Il genitore, in quanto titolare della responsabilità genitoriale e della privacy del minore, può richiederne copia.

La scuola può oscurare nomi dei docenti, ma non può negare la consegna del documento, perché il contenuto riguarda direttamente il minore e rientra nei diritti di accesso ai dati personali (artt. 15–22 del GDPR e art. 7 del D.Lgs. 196/2003)

Privacy PDP

La privacy del PDP appartiene al tutore legale del minore e a nessun altro.
“Il PDP non può uscire da” … La famiglia/tutore resta il soggetto legittimato a richiederne copia.
𝐈𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐝𝐢𝐧𝐢𝐞𝐠𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥 PDP 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐋. 𝟐𝟒𝟏/𝟏𝟗𝟗𝟎 𝐞 𝐬𝐢 𝐨𝐭𝐭𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐩𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐃𝐏

D’altronde, questo già avviene correttamente in molte scuole: quindi è possibile ovunque.

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Alla prossima Guida DSA ❤️

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24/08/2026

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23/08/2026

https://www.facebook.com/587494774/posts/10163846917569775/?app=fbl
metodo, strategie cognitive, trovare un alleato, iniezioni di autostima, motivazione, gestione dell'ansia, curiosità...
tutto questo serve ad invertire una rotta che spesso porta ad una collisione con anni di sofferenze e rischi di precoce abbandono scolastico.Il lavoro del Tutor fa la differenza: uscire dal pantano preservando la voglia di imparare!

La storia di Alice, ragazza dislessica: «Alle medie nessuno la voleva, ora si è laureata con la lode».
La madre di Alice: «Che incubo ha vissuto con il prof di matematica. All’istituto Selmi la svolta».
Alle medie era spesso richiamata dai prof, specie da quello di matematica, per i brutti voti, dicendole che non si impegnava abbastanza. Ma in realtà aveva solo un disturbo specifico dell’apprendimento che non era stato diagnosticato. Quando è stato fatto, ha trovato il suo metodo di studio e adesso ha due lauree in Storia. L’ultima conseguita il 30 giugno con lode all’Università di Bologna. Lei è Alice Casolari, ha 25 anni, e vive a Modena. Sua mamma Silvia Bellucci ci tiene a far conoscere la sua storia «perché – dice – altri genitori che si trovano ad affrontare situazioni simili non si scoraggino: continuate a credere nei vostri figli».
Silvia, qual è stato il momento più difficile nel percorso con sua figlia?
«Quando era in terza media. Continuava a prendere dei brutti voti in matematica e l’insegnante la rimproverava sempre davanti a tutta la classe. Lei piangeva per la vergogna. Il prof mi chiamava praticamente tutte le settimane per dirmi che mia figlia non andava bene, che era un disastro, che sarebbe stata bocciata... A un certo punto gli ho detto: “Guardi, mia figlia fa tutto quello che può, non mi chiami più. Cosa vuole che le dica? Non farà la cassiera... Troverà un’altra strada nella vita”. A quel punto ho deciso di muovermi autonomamente per capire se mia figlia aveva un problema specifico, visto che la scuola in tre anni non l’aveva fatto».

E lei cos’ha fatto?
«Era marzo, ho chiesto che fosse visitata da uno psicologo ma col pubblico mi davano un appuntamento sei mesi dopo, quando la scuola era già finita. Sono andata da un privato a pagamento e ha fatto subito la diagnosi: mia figlia era dislessica e discalculica, cioè invertiva i numeri. Aveva difficoltà sia nella lettura che nel calcolare. Sono andata con quel certificato in presidenza e ho detto: “Mia figlia soffre di un disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) e voi come scuola non l’avete capito in tre anni, anzi la fate soffrire. Voi avete sbagliato non seguendola in maniera specifica e voi adesso la dovete promuovere. Per il futuro, vedremo noi cosa fare».
È cos’è successo?
«Alice è stata promossa, con il consiglio però di non proseguire gli studi, perché non ce l’avrebbe fatta. Ho poi saputo che quel prof di matematica dopo fu trasferito, ma non ha importanza. Con Alice invece abbiamo cercato la scuola che le piaceva di più e l’abbiamo iscritta al Selmi linguistico di Modena».

E com’è andata?
«In maniera splendida: in quella scuola ha avuto l’esperienza più bella della sua vita. Io sono andata subito a parlare con la referente per la dislessia, che mi ha detto: “Non si preoccupi, queste persone possono fare tutto, si tratta solo di aiutarle a trovare il loro metodo di studio”. Ed è quello che come scuola hanno fatto: i prof le hanno dato strumenti nuovi per lo studio, tra uso dei colori e di un registratore per riascoltare le lezioni. Ma anche le compagne e i compagni di classe sono stati meravigliosi: le sono sempre stati vicino, incoraggiandola e aiutandola con i riassunti e in molti altri modi».

E lei?
«A poco a poco ha trovato il suo metodo di studio, ha trovato fiducia in sé riuscendo brillantemente a completare il percorso. Non è stata mai rimandata. Si sentiva circondata da persone che credevano in lei: i professori, ma anche la classe, dove ha trovato le amicizie vere che durano una vita. Si vede tuttora, dopo sette anni, con le amiche, che continuano a incoraggiarla nel suo percorso».
Dopo la maturità, cos’ha fatto?
«Ha preso un ottimo voto, un 92, e l’hanno tutti incoraggiata a fare l’università. Lei si è iscritta alla triennale in Storia a Modena, si è laureata tranquillamente e ha deciso di fare anche la magistrale a Bologna. Ha conseguito la seconda laurea il 30 giugno scorso, con una tesi impegnativa sulla condizione della donna in Irlanda nel ’900. È stata tre mesi all’estero per fare le ricerche, è venuto fuori un lavoro molto bello che è stato premiato con un 110 e lode con menzione, il massimo risultato possibile. È stata una soddisfazione enorme per noi in famiglia, non pensavamo che sarebbe arrivata a un tale livello. Adesso pensa al servizio civile, poi vedremo... Delle volte mi dice ancora: “Guarda mamma, le medie sono state il periodo peggiore della mia vita, quando penso a come mi trattavano in classe, sto ancora male”. Se la vedessero adesso...».

Perché ha voluto raccontare la sua storia?
«Perché so che ci sono molte famiglie che hanno figli o figlie con Dsa che non riescono a trovare la loro strada a scuola e soffrono tanto... Voglio dire loro che i loro figli e le loro figlie non sono stupidi, magari hanno bisogno solo di una calcolatrice e di un registratorino per trovare il loro metodo di studio. Possono avere qualità eccezionali che la scuola non è stata capace di riconoscere fino a quel momento, ma che possono essere sviluppate se si sta loro vicino, se si mostra di credere in loro. È impegnativo anche come famiglia, lo so bene perché ho studiato tante volte con mia figlia... Ma poi i risultati ripagano di tutto».

https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2026/08/19/news/la-storia-di-alice-ragazza-dislessica-alle-medie-nessuno-la-voleva-ora-si-e-laureata-con-la-lode-1.100908142

Indirizzo

Via G. Cosenza 133
Castellammare Di Stabia
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Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 20:00
Martedì 15:00 - 20:00
Mercoledì 15:00 - 20:00
Giovedì 15:00 - 20:00
Venerdì 15:00 - 20:00

Telefono

+393332692873

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