Marisa Perizzolo - Mental Coach

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Accompagno professionisti, imprenditori e manager a guidarsi con maggiore efficacia nelle situazioni reali

💥 TRIA: Comunicazione • Organizzazione • Negoziazione
💥 Atelier •TRIA: Percorsi individuali su misura

25/08/2026

Non tutti hanno bisogno di fare di più.

A volte abbiamo bisogno di fermarci abbastanza da capire che cosa stiamo davvero cercando di cambiare.

È da qui che nasce Atelier • TRIA.

Un percorso individuale in cui non partiamo da una soluzione già pronta, ma dalla persona, dalla sua storia, dai suoi valori, dalle esperienze che l’hanno formata e da ciò che oggi desidera costruire.

Perché non esiste una direzione valida per tutti.

Esiste quella che diventa coerente con chi sei, con ciò che hai imparato e con ciò che vuoi diventare.

Da lunedì prossimo, ogni settimana, aprirò una tappa del percorso per raccontarti cosa accade realmente durante questo lavoro individuale.

Non una teoria da applicare.

Non un percorso uguale per tutti.

Un percorso costruito su misura.

Se senti che è arrivato il momento di guardare alla tua situazione con occhi nuovi, puoi scrivermi in privato.

Atelier • TRIA
Percorsi individuali su misura.








A volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che anche la nostra ombra può raccontare qualcosa di bello.Ci segue me...
20/08/2026

A volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che anche la nostra ombra può raccontare qualcosa di bello.

Ci segue mentre camminiamo.

Si allunga quando la luce è bassa.
Si accorcia quando la luce cambia.
E ci ricorda che siamo in movimento.

Non dobbiamo scegliere tra luce e ombra.

Possiamo camminare con entrambe.

Perché ogni passo che facciamo lascia una traccia, racconta chi siamo stati e, allo stesso tempo, ci porta verso chi stiamo diventando.

Forse è proprio questo il bello del percorso:
non avere tutto chiaro, ma continuare a camminare con la consapevolezza di poter scegliere la direzione.

E oggi, guardando la tua ombra, verso quale direzione senti di stare andando?








05/08/2026

Ci abituiamo a riconoscere le emozioni solo quando diventano intense.

Quando la pazienza finisce.
Quando la rabbia esplode.
Quando la tristezza prende il sopravvento.

Eppure le emozioni raramente arrivano all’improvviso.

Prima si manifestano in modo discreto.

In un disagio che minimizziamo.
In una tensione che ignoriamo.
In una sensazione che continuiamo a rimandare.

Nel mio lavoro osservo spesso questo passaggio.

Non è l’emozione a creare le difficoltà.

È il tempo che passa senza averle dato ascolto.

La gestione emotiva non consiste nel controllare ciò che proviamo.

Consiste nel riconoscere i segnali quando sono ancora piccoli, perché è proprio lì che abbiamo il maggior margine di scelta.

Le emozioni non sono un ostacolo.

Sono informazioni.

Sta a noi decidere se ascoltarle quando sussurrano… o aspettare che siano costrette ad alzare la voce.

E tu?

Ti è mai capitato di capire solo dopo che un’emozione stava cercando di dirti qualcosa da tempo?





29/07/2026
29/07/2026

Ci sono persone che mi dicono:

“Non riesco a smettere di pensarci.”

La prima reazione è credere che il problema sia quella conversazione, quella scelta o quel momento.

Ma, nella maggior parte dei casi, non è così.

Ciò che continua a riportare la mente lì non è l’evento.

È l’emozione che quell’evento ha lasciato aperta.

Quando un’emozione non viene riconosciuta, la mente prova a fare ciò che sa fare meglio: analizzare, cercare spiegazioni, immaginare scenari diversi.

Ma ci sono situazioni che non si risolvono con un pensiero in più.

Si trasformano quando iniziamo ad ascoltare ciò che stiamo provando, senza giudicarlo.

Per questo la gestione emotiva non significa controllare le emozioni o farle sparire.

Significa imparare a riconoscerle, comprenderle e dare loro il giusto spazio.

Solo allora la mente può smettere di cercare una risposta che, da sola, non riuscirà mai a trovare.

È questo il lavoro che accompagno ogni giorno in Atelier • TRIA: aiutare le persone a trasformare ciò che continua a pesare dentro, in una maggiore chiarezza, serenità e libertà di scelta.

E tu?

Ti è mai capitato di accorgerti che non era la situazione a trattenerti…
ma l’emozione che aveva lasciato dentro di te?





21/07/2026

Una delle cose che mi colpisce di più nel mio lavoro è questa.

Molte persone credono di essere bloccate dal presente.

In realtà, molto spesso, stanno ancora rispondendo a regole costruite nel passato.

Regole che avevano un senso.

Sono nate quando c’erano esperienze diverse, risorse diverse e una consapevolezza diversa.

Quelle convinzioni, in quel momento, sono state utili. Hanno protetto, dato sicurezza, aiutato a superare situazioni difficili.

Il problema nasce quando continuiamo a usarle anche se la nostra vita è cambiata.

È come pretendere che una mappa disegnata anni fa ci guidi in una città completamente trasformata.

La crescita personale, per me, non significa diventare qualcun altro.

Significa aggiornare il modo in cui leggiamo noi stessi e il mondo.

Lasciare andare ciò che non ci rappresenta più per fare spazio a scelte più coerenti con la persona che siamo diventati.

Questo è uno dei passaggi più profondi che accompagno in Atelier • TRIA: aiutare le persone a riconoscere quali convinzioni appartengono ancora al presente… e quali, invece, stanno semplicemente continuando a raccontare una storia che è già finita.

E tu?

C’è una convinzione che oggi stai seguendo solo perché è sempre stata lì, senza esserti mai chiesto se ti rappresenta ancora?





17/07/2026

Ci sono conversazioni che iniziano con il desiderio di comprendersi.

Poi, quasi senza accorgercene, qualcosa cambia.

Cerchiamo la frase giusta.
Il momento giusto.
L’argomento più convincente.

E, passo dopo passo, l’obiettivo si sposta.

Non è più comprendere.

Diventa avere ragione.

È una dinamica che osservo spesso.

Quando il bisogno di avere ragione prende il sopravvento, la comunicazione smette di costruire e inizia a difendere.

Difendiamo le nostre idee.
Le nostre convinzioni.
Le nostre emozioni.

Ma, nel frattempo, perdiamo di vista la domanda più importante.

Che cosa desidero ottenere da questa conversazione?

Perché se il mio obiettivo è avere ragione, probabilmente qualcuno perderà.

Se il mio obiettivo è costruire una relazione, allora cambiano anche le parole, il tono e il modo di ascoltare.

Nel mio lavoro non cerchiamo la risposta perfetta.

Cerchiamo la domanda che permette di vedere la situazione con occhi diversi.

E spesso è proprio lì che inizia il cambiamento.

E tu?

Ti è mai capitato di uscire da una conversazione con la sensazione di aver difeso la tua posizione… ma di esserti allontanato dalla persona?





Indirizzo

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Telefono

+393494331642

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