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LA VERA RICCHEZZA È AVERE SEMPRE QUALCOSA DA IMPARARE.Ogni persona che incontriamo può regalarci una prospettiva nuova.C...
16/10/2026

LA VERA RICCHEZZA È AVERE SEMPRE QUALCOSA DA IMPARARE.

Ogni persona che incontriamo può regalarci una prospettiva nuova.

C’è chi ci insegna attraverso l’esperienza,
chi con una domanda inaspettata,
chi con un gesto e
chi, semplicemente, guardando la vita da un’angolazione diversa dalla nostra.

A volte basta una conversazione per aprire una porta che non avevamo mai pensato di attraversare.

La crescita comincia proprio lì:
nella curiosità di ascoltare,
nel piacere di scoprire,
nella libertà di lasciarsi sorprendere.

Più impariamo,
più il nostro mondo si allarga.

E mi piace ricordarlo con queste parole:

Da ogni incontro qualcosa puoi imparare,
una nuova prospettiva da esplorare.
Chi ascolta con curiosità e cuore,
trasforma ogni incontro in un nuovo valore.

Perché ogni persona porta con sé una storia,
un’esperienza,
un sapere che merita di essere scoperto.

La bellezza della conoscenza è proprio questa:
più la condividiamo,
più abbiamo la possibilità di crescere.

Qual è una persona che,
con il suo modo di essere o di vedere la vita,
ti ha insegnato qualcosa di prezioso?





08/10/2026

#6 - DOVE STAI ANDANDO?

A volte abbiamo voglia di fare.
Abbiamo capacità.
Abbiamo energia, esperienza, idee, obiettivi.

Eppure può succedere di sentirci stranamente lontani da qualcosa.

Forse perché stiamo andando senza aver scelto davvero la direzione.

Mission e Vision partono proprio da qui.

Dal fermarsi abbastanza da chiedersi:

- Che cosa voglio esprimere attraverso ciò che faccio?
- E quale futuro voglio contribuire a costruire?

Le risposte a queste domande diventano riferimenti concreti per le scelte che farai lungo il percorso.

Ti aiutano a riconoscere quali opportunità seguire,
quali scelte fare e anche a cosa dire di no.

Perché quando sai dove vuoi andare, il percorso può continuare ad avere ostacoli.

Ma anche gli ostacoli acquistano un significato diverso.

E forse la parte più bella è questa:

non devi avere già tutta la strada davanti a te.
Devi sapere abbastanza bene perché vuoi percorrerla.

Se senti che è arrivato il momento di fermarti e guardare con più chiarezza verso il tuo futuro, scrivimi.

A volte, una buona direzione comincia proprio da una domanda.


&Vision




DIR DI SÉ MEN DI QUEL CHE SI È, NON È MODESTIA: È SCHIOCCHEZZA! Mi piace questa frase perché mette in discussione una co...
03/10/2026

DIR DI SÉ MEN DI QUEL CHE SI È, NON È MODESTIA: È SCHIOCCHEZZA!

Mi piace questa frase perché mette in discussione una convinzione che abbiamo imparato presto:
parlare del proprio valore significa essere arroganti.

E allora minimizziamo.

«Non è poi così importante.»
«Non sono così brava.»
«Ho solo fatto il mio dovere.»
«Chiunque avrebbe potuto farlo.»

Lo facciamo per non sembrare presuntuosi.
Per non dare l’impressione di sentirci migliori degli altri.

Ma c’è una differenza enorme tra sentirsi superiori e riconoscere il proprio valore.

La modestia non chiede di diventare più piccoli.
Chiede semplicemente di non avere bisogno di essere più grandi degli altri.

Puoi riconoscere ciò che sai fare.
Puoi essere orgogliosa di ciò che hai costruito.
Puoi dare valore alla tua esperienza, alle tue capacità, alla strada che hai percorso.

Senza togliere nulla a nessuno.

Perché se sei tu il primo a sminuire ciò che sei, come puoi chiedere agli altri di riconoscerlo?

Il valore che gli altri vedono in te non può sostituire quello che tu per primo non ti concedi di vedere.

Forse non abbiamo bisogno di imparare a sentirci importanti.

Abbiamo bisogno di smettere di sentirci meno.

E forse la domanda da portarsi dietro oggi è questa:

Quanto valore ti riconosci, prima ancora di aspettare che siano gli altri a riconoscerlo?

È anche da qui che può iniziare un percorso in
Atelier • TRIA:
imparare a guardarsi con maggiore onestà, riconoscere ciò che si è
e smettere di ridursi per sentirsi accettati.

Non per diventare più degli altri.
Ma per smettere di sentirsi meno.









01/10/2026

#5 Chi troppo si adatta, prima o poi si perde.

Ci adattiamo alle esigenze degli altri.
Alle aspettative.
Alle responsabilità.
A ciò che “si deve fare”.

E, senza accorgercene, possiamo arrivare a vivere una vita in cui tutto sembra al posto giusto…
tranne noi.

Perché non basta sapere che cosa conta.
Bisogna anche guardare se le nostre scelte gli stanno dando spazio.

Se dici che la famiglia è importante, ma non trovi mai tempo per chi ami.

Se dici che la libertà conta, ma la tua vita è piena di “devo”.

Se dici che il benessere è una priorità, ma continui a metterti per ultima.

Non è questione di fare tutto diversamente.

È accorgersi della distanza.

Tra ciò che dici di essere importante per te e il modo in cui stai vivendo.

Perché a volte non abbiamo bisogno di volere di più.

Abbiamo bisogno di vivere più vicino a ciò che per noi conta davvero.

Ed è anche da qui che può iniziare un percorso in Atelier • TRIA.









UN PASSO DAL FERMARMI, HO SCELTO DI CONTINUARE.25 settembre 2022.Berlino.La mia prima maratona.42,195 chilometri.E il gi...
25/09/2026

UN PASSO DAL FERMARMI, HO SCELTO DI CONTINUARE.

25 settembre 2022.
Berlino.
La mia prima maratona.
42,195 chilometri.
E il giorno dopo avrei compiuto 57 anni.

Ricordo la fatica, ma soprattutto ricordo i momenti in cui la mente iniziava a suggerirmi che forse potevo fermarmi.

Le gambe erano pesanti.
La strada sembrava ancora lunghissima.

E per un attimo ho pensato che avrei potuto sedermi sul ciglio della strada e aspettare che qualcuno mi raccogliesse.

Poi ho fatto una cosa molto semplice:
ho continuato.

Un passo.
Poi un altro.
E poi un altro ancora.

Quella maratona mi ha insegnato qualcosa che nel tempo ho ritrovato molte volte anche nel mio lavoro.

La determinazione non significa non sentire la fatica.
La resilienza non significa essere sempre forti.
E la forza di volontà non significa non avere momenti di dubbio.

Significa riuscire a rimanere in contatto con ciò che per noi conta, anche quando il percorso diventa difficile.

Quel giorno ho tagliato il traguardo in 5:05:15.

Ma oggi, guardando quella medaglia, penso che il risultato più importante non sia scritto sul cronometro.

È nella persona che ho scoperto di essere durante quei 42,195 chilometri.

Perché spesso immaginiamo che per raggiungere un obiettivo servano grandi gesti.

In realtà, molte volte, servono piccole scelte ripetute nel tempo.

Soprattutto nei momenti in cui vorremmo fermarci.

È anche questo che cerco di trasmettere attraverso il mio lavoro:

non possiamo sempre scegliere la difficoltà del percorso, ma possiamo imparare a scegliere come attraversarlo.

E quando non riesci ancora a vedere il traguardo?

Forse non devi vedere tutti i chilometri che mancano.

Forse devi soltanto chiederti:

“Qual è il prossimo passo che posso fare?”

Io, quel 25 settembre, ho scelto di farne ancora uno.

E poi un altro.

Fino al traguardo.

E tu, quale passo continui a rimandare perché stai guardando quanto è lunga la strada invece di guardare il prossimo passo?

Scrivimelo nei commenti.










22/09/2026

#4 Avere una linea guida non significa avere una regola per ogni situazione.

Significa sapere quali sono i principi, i valori e i criteri che vuoi utilizzare quando devi scegliere, decidere o prendere posizione.

Nella quotidianità ci troviamo continuamente davanti a situazioni in cui non esiste una risposta perfetta.

Una richiesta che ci mette in difficoltà.
Una decisione che coinvolge altre persone.
Un’opportunità che sembra interessante, ma non è completamente in linea con noi.
Un limite che dobbiamo imparare a mettere.

Ed è proprio lì che una linea guida diventa importante.

Perché quando non abbiamo un riferimento chiaro, rischiamo di decidere sulla base dell’urgenza, delle aspettative degli altri, della paura di deludere o semplicemente di ciò che in quel momento sembra più facile.

Una linea guida, invece, ci riporta a una domanda essenziale:

“Questa scelta è coerente con ciò che per me conta davvero?”

Non serve a rendere ogni decisione semplice.

Serve a renderla più consapevole e più nostra.

E quando impariamo a scegliere partendo da ciò che per noi è importante, anche la sicurezza nelle nostre decisioni può cambiare.

Tu hai già individuato le tue linee guida?
Oppure ti capita ancora di scoprirle soltanto dopo aver preso una decisione?

Se questo tema ti riguarda, scrivimi “LINEE GUIDA” nei commenti: mi piacerebbe sapere quale principio cerchi di non tradire mai nelle tue scelte.





16/09/2026

#3 Il successo ti premia. L’insuccesso ti rivela.

Nella vita professionale siamo spesso portati a misurare il nostro valore attraverso ciò che funziona: un obiettivo raggiunto, un risultato ottenuto, un progetto che prende forma.

Poi arriva qualcosa che non va come avevamo previsto.

E proprio lì possiamo scoprire aspetti di noi che il successo, forse, non ci avrebbe mai mostrato.

Come reagiamo davanti a un errore?
Cosa facciamo quando un piano salta?
Quanto riusciamo a metterci in discussione senza mettere in discussione il nostro valore?

Successi e insuccessi fanno entrambi parte del percorso.

La differenza non sta nel vivere solo ciò che funziona, ma nella capacità di trasformare ciò che accade in consapevolezza, esperienza e nuove possibilità.

Perché anche ciò che non è andato come volevamo può diventare parte di ciò che siamo capaci di costruire oggi.

Non è il risultato a definirci. È ciò che scegliamo di imparare da ciò che viviamo.





Essere bravi in qualcosa non significa necessariamente volerlo fare ancora.A volte continuiamo su una strada perché quel...
10/09/2026

Essere bravi in qualcosa non significa necessariamente volerlo fare ancora.

A volte continuiamo su una strada perché quella strada la conosciamo bene.

Abbiamo esperienza, competenze, risultati. Gli altri ci riconoscono per quello che sappiamo fare e, proprio per questo, cambiare può sembrare quasi una contraddizione.

Ma c’è una domanda che prima o poi merita di essere ascoltata:

Quello che so fare bene corrisponde ancora a ciò che voglio fare?

Non significa rinnegare ciò che abbiamo costruito.

Significa riconoscere il valore dell’esperienza acquisita e, allo stesso tempo, concedersi la possibilità di scegliere se quella competenza appartiene ancora alla persona che siamo oggi.

Perché possiamo essere diventati molto bravi a vivere una certa realtà…
e scoprire che non è più la realtà che desideriamo.

A volte il cambiamento non nasce dall’incapacità.
Nasce dalla consapevolezza.

E tu, oggi, stai continuando qualcosa perché lo scegli ancora o perché sei diventata molto brava a farlo?





08/09/2026

#2 · LA FOTOGRAFIA DELLA TUA VITA

“Va tutto bene.”
Ma se guardassi davvero la tua vita nel suo insieme, cosa vedresti?

Possiamo essere soddisfatti del lavoro e, allo stesso tempo, sentire di non avere più spazio per noi.

Possiamo avere una famiglia presente e sentirci comunque appesantiti.

Possiamo stare bene economicamente e non sentirci pienamente soddisfatti.

Perché la nostra vita non è una sola dimensione.
È un insieme di aree che si influenzano continuamente.

Nel secondo appuntamento di Atelier • TRIA ci fermiamo proprio qui: osservare la situazione attuale nel suo insieme, senza giudicarla e senza pretendere di cambiare tutto.

Perché prima di decidere cosa fare, è importante capire cosa sta realmente chiedendo la nostra attenzione.

La Ruota della Vita diventa così uno strumento per fare una fotografia del presente e iniziare a leggere ciò che, nella quotidianità, può essere rimasto sullo sfondo.

Non tutto deve essere risolto.
Ma qualcosa, forse, merita di essere visto.

Quale area della tua vita oggi ti chiede più attenzione?





31/08/2026

#1 · DA DOVE SI PARTE

Ogni percorso individuale serio comincia prima degli obiettivi.

Comincia dalla conoscenza.

Nel primo appuntamento di Atelier • TRIA utilizzo un questionario conoscitivo per aprire una prima fotografia della persona: ciò che sta vivendo, ciò che desidera, ciò che la sta mettendo alla prova e gli aspetti della propria vita che meritano di essere osservati con maggiore attenzione.

Non serve a dare risposte.

Serve a far emergere domande.

Perché quando abbiamo davanti una situazione che ci coinvolge profondamente, spesso vediamo soltanto ciò che in quel momento riusciamo a vedere.

Fermarsi, raccontarsi e osservare da una prospettiva più ampia può già modificare il modo in cui leggiamo ciò che stiamo vivendo.

È da qui che inizia il viaggio.

Ogni lunedì, una tappa del percorso Atelier • TRIA.





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Castelfranco

Telefono

+393494331642

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