26/07/2026
Rileggendo e riscoprendo due romanzi di David Almond ( " la storia di Mina " e " Skellig") e leggendo " Capriole sotto il temporale" di Katherine Rundell, una bella scoperta estiva.
Esiste uno spazio prezioso tra le pagine dei romanzi per ragazze e ragazzi, capaci di parlare con voce autentica scorrendo le pagine.
La letteratura per l'infanzia accoglie da sempre figure erranti e orfane, costrette a misurarsi con la morte, la solitudine, la perdita e la malattia. Tra queste pagine incontriamo chi non riceve ascolto, chi subisce ingiustizie, chi cerca rifugio in una casa sull'albero, chi fugge, chi si chiude in se stesso e chi viene allontanato in scuole 'speciali' o istituti in paesi remoti.
La malattia, la morte, la perdita, il dolore ci passano accanto, ci attraversano , il sapore è amaro, il cuore viene strappato via e davanti all' inspiegabile non si trovano parole, si è inermi, forse non escono nemmeno lacrime. Perché l' " altrove " è davvero altrove, è un luogo lontano che non esiste sulle carte geografiche, a volte si ritorna " qui" ,altre volte si resta nel vento e nella pioggia, qualsiasi sia la strada percorsa ci si ritrova cambiati comunque.
Saper raccontare questo senza nascondersi, con trasparenza e delicatezza espone alla vita l' infanzia e l' adolescenza e ci fa sentire tutti meno soli. Un ragazzo e una ragazza che scorrono pagini " tristi" provano empatia, sgomento, solitudine, ingiustizia, divino, attraversano l' altrove e crescono.
Siamo tutte creature vulnerabili, la speranza è che quando questi dolori attraversano l' infanzia, questa trovi qualcosa o qualcuno che la tenga esposta alla vita nonostante tutto, per trovare delle guarigioni e " Skellig" che ci accolga sempre.