22/07/2026
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La diagnosi inaspettata che palesa una forma aggressiva di leucemia e gela la quotidianità di un ragazzo di appena 18 anni, ma non ferma la sua voglia di guardare al futuro, di imparare e di continuare a inseguire i sogni e gli obiettivi. Quella di Lorenzo Pelle (il secondo da destra nella foto), della sua famiglia di Pontecorvo e della scuola, l'IIS San Benedetto di Cassino, è una storia di esempio di condivisione, solidarietà e coraggio.
I primi malesseri
Il coraggio di un ragazzo che, nonostante il lungo periodo di ricovero in ospedale, al "Bambino Gesù" di Roma, ha continuato nella frequenza scolastica a distanza, ha seguito le lezioni supportato dai docenti interni al nosocomio e si è diplomato con il massimo dei voti. Ed ha realizzato così il sogno di diventare tecnico agrario.
La storia di Lorenzo Pelle inizia sul finire del quarto anno, i primi malesseri, gli accertamenti e poi la scoperta della malattia: una forma severa di leucemia. Una batosta per chiunque, ma sin da subito Lorenzo mostra la forza necessaria per affrontare la sua battaglia e con lui la sua famiglia.
In questa determinazione collettiva per far prevalere la vita e la speranza, la scuola gioca un ruolo fondamentale. La dirigente scolastica, Maria Venuti, con i docenti di Lorenzo, insieme ai compagni di classe, lo affiancano. Lo sostengono ogni giorno per fargli realizzare l'obiettivo e diventare tecnico agrario.
Termina il quarto anno, viene ammesso all'ultimo anno di studi e a settembre scorso, con la collaborazione del liceo «Virgilio» di Roma, del reparto di Oncologia pediatrica del Bambino Gesù di Roma e in prima linea la dirigente dell'IIS San Benedetto, Venuti, viene attivato il team per la didattica personalizzata e parte il Progetto di istruzione in ospedale. Ruolo fondamentale è stato della prof Emanuela Pelagalli (referente per l'inclusione dell'Istituto) e dei professori D'Alessandro, Pacitto, Iacovella e di tutti i docenti della classe 5H.
Nonostante le terapie importanti e spesso debilitanti, Lorenzo non demorde: la stanza dell'ospedale diventa la sua classe, segue le lezioni anche con le flebo al braccio e nei giorni più difficili. È resiliente. Termina il quinto anno e affronta gli esami di maturità che lo portano al diploma con il massimo dei voti.
Qualche giorno fa il 19enne è stato ricevuto dalla dirigente Venuti che, alla presenza della madre Antonietta Oconi, gli ha consegnato un salvadanaio che la scuola, gli amici, ma anche persone esterne gli hanno voluto donare come regalo per la maturità. Un gesto che ha riempito il cuore di tutti.
«La scuola è stata per me sempre più importante di tutto, anche della malattia» ha affermato Lorenzo durante il toccante incontro. «Lorenzo non ha mai smesso di frequentare la scuola, Lorenzo non è mai stato lasciato da solo. Il suo percorso di socializzazione, il suo essere parte integrante di quella classe» ha spiegato la dirigente Venuti «è sempre continuato e tutto questo ci ha dato tanta gioia e tanta forza e a darci tutta questa energia è stata proprio la forza e la determinazione di Lorenzo».
Nel frattempo la malattia è in remissione completa. È tornato a casa e presto si iscriverà a un corso universitario. Lorenzo guarda al futuro e con lui la sua famiglia.
«Devo ringraziare tutti, la scuola, la preside Venuti, i docenti di Cassino e dell'ospedale. La loro vicinanza ci ha commosso, grazie, non siamo stati lasciati soli e questo è un valore che porteremo sempre con noi», ha spiegato la madre.
Vincenzo Caramadre