12/03/2018
24 ANNI IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA!
"L'uds nasce nel '94 dall'unione di tante esperienze studentesche già esistenti nel Paese. Da organizzazioni studentesche siciliane nate in seguito alla strage di Capaci, ai sindacati studenteschi dell'Emilia-Romagna, agli 'Studenti napoletani contro la Camorra', fino all'esperienza di 'A sinistra'.
La vocazione indipendente e apartitica ha da sempre caratterizzato la storia del sindacato studentesco, insieme ad un impegno costante nella lotta alle mafie sui territori.
La nostra prima mobilitazione fu il 22 ottobre 1994, manifestammo a Napoli contro il governo Berlusconi e la riforma del ministro della Pubblica Istruzione Francesco D'Onofrio.."
24 ANNI IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA!
Il 12 marzo 1994, nasceva l'Unione degli studenti.
Spesso per capire dove stiamo andando ci piace ricordare da dove veniamo. Oggi, a 24 anni dalla nostra nascita, vi raccontiamo la nostra storia, fatta di lotte, conquiste e tantissime voci.
L'uds nasce nel '94 dall'unione di tante esperienze studentesche già esistenti nel Paese. Da organizzazioni studentesche siciliane nate in seguito alla strage di Capaci, ai sindacati studenteschi dell'Emilia-Romagna, agli 'Studenti napoletani contro la Camorra', fino all'esperienza di 'A sinistra'.
La vocazione indipendente e apartitica ha da sempre caratterizzato la storia del sindacato studentesco, insieme ad un impegno costante nella lotta alle mafie sui territori.
La nostra prima mobilitazione fu il 22 ottobre 1994, manifestammo a Napoli contro il governo Berlusconi e la riforma del ministro della Pubblica Istruzione Francesco D'Onofrio, chiedendo «a tutte le associazioni, gruppi, forze sociali e sindacati di aderire e sostenere questa iniziativa per un patto di solidarietà tra generazioni contro la politica sociale del governo»: uno dei principali temi di protesta fu il caro tasse universitario e il caro scuola.
La necessaria difesa della scuola pubblica statale accessibile a tutti, laica e libera dalle logiche aziendali è ancora oggi uno dei nostri capisaldi, in un Paese che cambia ma in cui le politiche sociali sono sempre le stesse: tagli alla spesa pubblica, privatizzazioni e logiche manageriali!
Gli anni 2000 iniziavano con una conquista (precisamente del 1998): lo statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti, uno strumento di difesa e tutela fondamentale! Subito peró ci trovammo a criticare duramente l'introduzione dei «buoni scuola» per le famiglie degli studenti di scuole private e la proposta dell'onorevole Francesco Storace di istituire una commissione che scrutinasse il contenuto politico dei libri di testo: una proposta di matrice fascista che ci spinse a interrogarci sempre più sulla didattica e sul suo potenziale rivoluzionario e di trasformazione dell'esistente.
In seguito al G8 di Genova e poi dagli attacchi dell'11 settembre, rispetto ai quali adottammo una posizione nettamente pacifista, condannammo la risposta bellica occidentale.
Nel 2005, bollammo come «violazione della privacy degli alunni» la proposta d'introduzione del registro di classe elettronico e scendendo in strada in più di 70 città italiane per la giornata internazionale degli studenti il 17 novembre. A questo periodo risale, inoltre, la prima proposta pubblicizzata del comodato d'uso dei libri di testo, che consiste in una sorta di «contratto» fra la scuola (che compra i libri di testo) e gli studenti, che si impegnano ad utilizzarli propriamente e a restituirli a fine anno. Oggi con centinaia di mercatini del libro usato in tutta Italia e le proposte di comodato d'uso, contribuiamo a migliorare le condizioni materiali degli studenti e a portare un avanzamento concreto contro le speculazioni delle lobby editoriali.
Nel 2008, con il grande movimento dell'Onda e le successive battaglie contro l'ingresso dei privati nella scuola (ddl Aprea 2012, legge 107 2015), abbiamo costruito mobilitazioni partecipate e in grado di far tremare i governi, abbiamo messo alla prova il neoliberismo e minacciato gli interessi di privati, grandi aziende, multinazionali, presidi manager e professori sceriffo.
Oggi come ieri siamo ribelli indomabili!