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08/06/2026

8 domande che i commissari esterni fanno quasi sempre all'orale di maturità.

Quando pensi all’orale di maturità, probabilmente l’ansia più grande è: “cosa mi chiederanno?”. La verità è che, secondo l’esperienza di molti docenti e studenti, i commissari esterni tendono a muoversi su alcune domande ricorrenti, più per capire come ragioni che per farti cadere in trappola.

In questo articolo trovi otto tipi di domande che compaiono molto spesso, soprattutto da parte di chi non ti ha mai visto in classe. Non sono un elenco “ufficiale”, ma una sintesi di ciò che molti maturandi raccontano ogni anno e di come funziona in generale un esame orale.

Ti sarà utile per:

- capire che tipo di logica c’è dietro le domande;
- preparare in anticipo risposte chiare e ordinate;
- evitare il panico da “vuoto totale”.
Ricorda: i commissari esterni di solito vogliono verificare le basi, la tua capacità di collegare gli argomenti e il modo in cui ti esprimi. Prepararti su queste 8 domande-tipo ti aiuta a sentirti più sicuro e a dare un’impressione molto più solida fin dai primi minuti.

Le 8 domande “classiche” che un esterno può farti

La prima categoria di domande riguarda quasi sempre il tuo percorso di studi e il modo in cui presenti l’elaborato o il materiale di avvio. Molti commissari iniziano con qualcosa tipo: “Perché hai scelto questo argomento?”. Qui vogliono capire se hai fatto una scelta consapevole, se sai collegare l’argomento alla tua esperienza o ad altre materie, non solo se “ti piace”.

Un’altra domanda molto frequente è: “Mi riassumi brevemente questo autore/questo periodo?”. Non cercano una lezione infinita, ma un quadro sintetico: chi è, cosa ha fatto, perché è importante. È una domanda che può arrivare in italiano, storia, filosofia, ma anche in materie scientifiche con “Mi spieghi in due parole questo fenomeno?”.

Poi ci sono le domande sul metodo: “Come hai studiato questo argomento?” oppure “Come ti sei preparato per l’orale?”. Qui il commissario esterno prova a capire se hai un metodo di studio minimamente strutturato e se sai riflettere su come impari.

Spesso arriva anche qualcosa come: “Che collegamenti faresti con un’altra materia?”. Non esiste una risposta unica giusta: quello che conta è mostrare che sai spostarti tra discipline diverse senza andare nel caos totale.

Domande “a trabocchetto buono”: cosa vogliono davvero capire

Alcune domande sembrano fatte per metterti in difficoltà, ma in realtà servono a capire come reagisci sotto pressione. Un classico è: “C’è un argomento che ti è piaciuto meno o che hai trovato più difficile?”. Non è un invito a dire “non so niente”, ma un modo per vedere se sai riconoscere i tuoi limiti e spiegare come li hai affrontati.

Un’altra domanda che spaventa molti è: “Se dovessi spiegare questo concetto a un tuo amico che non ne sa nulla, cosa diresti?”.

Qui il punto non è la definizione da libro, ma la tua capacità di semplificare senza stravolgere. Diversi studi sulla didattica suggeriscono che saper spiegare in modo semplice è un buon indicatore di comprensione reale, più della ripetizione a memoria.
Capita spesso anche qualcosa del tipo: “Perché secondo te questo argomento è ancora attuale oggi?”. Può essere riferito a un autore, a un evento storico, a una teoria scientifica. Il commissario vuole vedere se sai collegare scuola e realtà, non se conosci tutte le date o le formule a memoria.

Infine, una domanda che molti esterni usano per chiudere è: “Cosa pensi di fare dopo il diploma?”. Non è un test di orientamento, ma un modo per capire se hai fatto almeno una riflessione minima sul tuo futuro. Non devi avere un piano perfetto, basta una risposta sincera e ragionata.

L’errore che fanno in molti: preparare risposte, non ragionamenti

Un errore molto diffuso tra i maturandi è preparare frasi imparate a memoria per ogni possibile domanda. Il problema è che i commissari esterni, che vedono decine di studenti, riconoscono abbastanza facilmente un discorso “recitato”. E se ti interrompono o ti spostano leggermente la domanda, rischi di andare in tilt.

Quello che ti serve davvero è preparare strutture di risposta, non testi fissi. Per esempio, per la domanda “Perché hai scelto questo argomento?”, puoi costruire una mini-struttura in tre passi:

1. motivo personale (perché ti interessa);
2. collegamento con una materia o un tema più ampio;
3. cosa hai scoperto in più studiandolo.

Lo stesso vale per “Riassumi questo autore/periodo”: puoi pensare a uno schema tipo:

- contesto storico o culturale;
- idea centrale o contributo principale;
- un esempio concreto che lo rappresenta.

Questo approccio ti permette di adattarti alla domanda precisa senza bloccarti. Inoltre, diversi insegnanti sottolineano che all'orale viene valutata molto la capacità di organizzare il discorso, non solo il numero di informazioni che butti dentro. Se ti alleni a parlare seguendo schemi chiari, anche l’ansia tende a ridursi, perché sai da dove partire e dove andare a parare.

Come allenarti adesso sulle 8 domande più probabili

Per trasformare queste otto domande “quasi sicure” in un vantaggio, ti conviene allenarti in modo mirato, non solo ripetere il programma dall'inizio alla fine. Puoi usare queste domande come base per simulare l’orale da solo o con un compagno.

Ecco cosa puoi fare concretamente:

- scrivi le 8 domande su un foglio (o note del telefono) e tienile sottocchio quando ripassi;
- per ognuna, prepara uno schema di risposta in 3-4 punti, non un discorso intero;
- cronometra 2-3 minuti e prova a rispondere ad alta voce, come se fossi davanti alla commissione;
- registrati con il telefono: riascoltandoti puoi capire se parli troppo veloce, se ti perdi o se usi troppi “ehm”.
- Chiedi a un amico o a un familiare di farti domande a sorpresa partendo da queste 7, aggiungendo piccole variazioni.

Può aiutarti anche preparare in anticipo:

- una risposta breve a “Perché hai scelto questo argomento?”;
- un mini-riassunto di 2-3 autori o concetti chiave per ogni materia;
- una risposta sincera ma ragionata a “Cosa farai dopo il diploma?”.
Se inizi a fare questo lavoro anche solo 10-15 minuti al giorno, arrivi all'orale con la sensazione di aver già “visto il film” almeno una volta.

Non elimini l’ansia, ma la trasformi in energia gestibile, e quando il commissario esterno ti farà una delle sue domande classiche, avrai già una strada mentale pronta da seguire.

14/05/2026

Calendario scuola 2026-2027 ufficiale, chi tornerà per primo in aula e tutti i ponti previsti per le feste.
Le Regioni hanno fissato le date di inizio e fine del calendario scolastico 2026-2027, definendo anche il piano di festività e ponti. La prima campanella suonerà il 7 settembre a Bolzano, per poi coinvolgere il resto d’Italia entro il 17 settembre, mentre la chiusura è prevista tra l’8 e il 10 giugno 2027. Nonostante il ritorno del 4 ottobre come festa nazionale, il calendario delle sospensioni sarà influenzato da diverse ricorrenze domenicali.
Quando inizia e finisce la scuola nel 2026-2027?
Il prossimo anno scolastico vedrà una ripartenza scaglionata lungo la pen*sola. I primi a tornare in aula saranno gli studenti della provincia di Bolzano il 7 settembre, seguiti il 10 settembre da Valle d’Aosta, Veneto e provincia di Trento.

Il 14 settembre toccherà a Lombardia, Umbria, Molise e Friuli Venezia Giulia, mentre il 15 sarà la volta di Lazio, Toscana, Sicilia e Calabria. Chiudono la Sardegna il 16 e la Puglia il 17 settembre.
Il calendario delle festività
Le vacanze di Natale inizieranno il 23 dicembre per concludersi il 6 gennaio, entrambi mercoledì, offrendo possibili flessibilità ai singoli istituti. La Pasqua cadrà il 23 marzo, con rientro previsto il 31.

Per quanto riguarda i ponti, l’8 dicembre (mercoledì) e il 2 giugno (mercoledì) rappresentano le occasioni principali per brevi sospensioni.
Al contrario, diverse festività non garantiranno giorni di riposo extra: il 1° novembre e il 25 aprile cadranno infatti di domenica, mentre il 1° maggio sarà sabato.

Quando è la festa di San Francesco
Da quest’anno il 4 ottobre torna a essere ufficialmente festa nazionale per onorare San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Si tratta di un riconoscimento importante che però, per quanto riguarda il calendario scolastico 2026, non comporterà variazioni o giorni di chiusura aggiuntivi per le scuole.
La ricorrenza cadrà infatti di domenica, andando così a coincidere con il consueto giorno di riposo settimanale senza determinare ponti o interruzioni della didattica.

27/04/2026

Riassunto su Gabriele D'Annunzio per la maturità 2026: opere principali, estetismo e superuomo.

Gabriele D'Annunzio è senza dubbio uno degli autori più affascinanti, complessi e centrali da affrontare in vista dell'Esame di Stato. Figura cardine del Decadentismo europeo, il Vate ha dominato oltre un cinquantennio di storia e cultura italiana, influenzando non solo la letteratura, ma anche il costume, la politica e la società del suo tempo. In questo riassunto su Gabriele D'Annunzio per la maturità 2026 esploreremo in profondità tutte le tappe fondamentali della sua produzione. Dalla celebre massima secondo cui bisognava fare della propria vita un'opera d'arte, attraversando la fase dell'estetismo e del superuomo, fino ad arrivare all'analisi delle opere principali di D'Annunzio come Il Piacere e Alcyone, questa guida rappresenta un ripasso strategico ed esaustivo. L'obiettivo è fornirti tutti gli strumenti critici e concettuali per padroneggiare l'argomento durante la prima prova scritta e, soprattutto, per costruire collegamenti brillanti e originali in sede di colloquio orale.
Per comprendere appieno la poetica dannunziana, è impossibile scindere la produzione letteraria dalle vicende biografiche dell'autore: per D'Annunzio, vita e arte si fondono in un unicum indissolubile. Nato a Pescara il 12 marzo 1863 da una famiglia alto-borghese, mostra fin da giovanissimo un talento precoce. A soli sedici anni, mentre studia al prestigioso collegio Cicognini di Prato, pubblica a spese del padre la sua prima raccolta di versi, Primo vere (1879), in cui è già evidente la forte influenza della metrica barbara di Giosuè Carducci, ma arricchita da una sensualità del tutto nuova.

Trasferitosi a Roma nel 1881 per frequentare la facoltà di Lettere (che non concluderà mai), D'Annunzio viene rapidamente assorbito dai salotti mondani e dall'aristocrazia capitolina. Lavora come giornalista di cronaca mondana, costruendo sapientemente la propria immagine pubblica attraverso scandali amorosi, duelli e un lusso sfrenato. È il periodo in cui assimila le tendenze decadenti europee, culminato con la pubblicazione de Il Piacere nel 1889, romanzo che lo consacra a livello nazionale.
La sua vita sentimentale è tumultuosa e strettamente legata alla sua arte. L'incontro cruciale avviene nel 1894 con la celeberrima attrice teatrale Eleonora Duse, con la quale intraprende una relazione tormentata e simbiotica che durerà circa dieci anni. Per sfuggire ai numerosi creditori, a causa di uno stile di vita ben al di sopra delle sue possibilità, D'Annunzio si trasferisce prima in Toscana (nella sfarzosa villa de "La Capponcina") e poi, dal 1910 al 1915, in esilio volontario in Francia. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, rientra in Italia ergendosi a leader dell'interventismo. Le sue imprese belliche (la Beffa di Buccari, il Volo su Vienna) lo trasformano in un eroe nazionale, il "poeta-soldato". Concluderà la sua parabola esistenziale sul Lago di Garda, ritirato nel monumentale Vittoriale degli Italiani, una vera e propria cittadella-museo da lui stesso progettata per celebrare il proprio mito, dove si spegnerà nel 1938.
La vasta produzione di Gabriele D'Annunzio è solitamente suddivisa dalla critica letteraria in diverse fasi evolutive, che testimoniano il suo inesauribile bisogno di sperimentazione e la sua capacità di intercettare (e spesso anticipare) le mode culturali europee dell'epoca.

- Fase giovanile o del sensualismo: Fortemente ispirata a Carducci e al Verismo di Giovanni V***a, questa fase (che comprende Primo vere e Canto novo) è caratterizzata da una vitalità dirompente, un'immersione quasi primordiale nella natura e un'esaltazione dei sensi e degli istinti corporei.
- Fase dell'Estetismo: Il periodo più celebre, in cui il culto della Bellezza diventa la religione suprema. L'arte è concepita come un valore assoluto che si eleva al di sopra della morale comune. Questa fase trova il suo manifesto nel romanzo Il Piacere.
- Fase della bontà o intimista: Un breve periodo di ripiegamento interiore, ispirato ai romanzieri russi (in particolare Dostoevskij), in cui D'Annunzio esplora temi come la colpa, il rimpianto e la compassione (es. Poema paradisiaco, il romanzo L'innocente).
- Fase del Superomismo: A partire dalla lettura del filosofo Friedrich Nietzsche, D'Annunzio elabora la figura del superuomo. Non si tratta però dell'oltreuomo filosofico, ma di un esteta armato, un dominatore aristocratico destinato a guidare le masse e a imporre la propria volontà di potenza.
- Fase del Panismo (Alcyone): Il culmine poetico, in cui l'uomo si fonde misticamente con la natura circostante, perdendo i propri confini umani per diventare un elemento vegetale o divino.
- Fase del Notturno: L'ultimo periodo, segnato dall'immobilità fisica e dalla cecità temporanea dovuta a un incidente aereo. La prosa diventa frammentaria, memoriale, intimista e spoglia di orpelli retorici.

Il concetto di Estetismo è il pilastro su cui si fonda l'intera percezione pubblica e letteraria del primo D'Annunzio.
Variante fondamentale del Decadentismo europeo, l'estetismo presuppone il rifiuto categorico dei valori della società borghese capitalistica, considerata volgare, grigia e dominata unicamente dal profitto economico e dall'utile. Contro questa mediocrità, l'esteta si rifugia nel culto esclusivo del "Bello".
Per D'Annunzio, il principio cardine è che "Il verso è tutto" e che bisogna "fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte". L'esteta deve circondarsi di lusso, di oggetti rari e preziosi, ricercando sensazioni inebrianti e fuggendo la banalità del quotidiano. Tuttavia, questa spasmodica ricerca del piacere nasconde in realtà una profonda debolezza: l'incapacità di agire nel mondo reale e il destino inesorabile di fallimento e solitudine.

Per una preparazione impeccabile su D'Annunzio in vista della maturità, l'analisi de Il Piacere si configura come un passaggio imprescindibile. Pubblicato nel 1889, a ridosso dell'uscita in Francia di Controcorrente di Huysmans e un anno prima de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, il romanzo è il manifesto dell'estetismo italiano. Il protagonista, Andrea Sperelli, è il doppio letterario (l'alter ego) di D'Annunzio: un nobile romano, raffinato dandy e artista dilettante, che dedica la sua vita alla ricerca ossessiva del bello e del piacere erotico.

La trama ruota attorno all'incapacità di Andrea di scegliere tra due donne, opposte e complementari: Elena Muti, la femme fatale sensuale, spregiudicata e passionale; e Maria Ferres, creatura spirituale, pura, angelo consolatore. Il tentativo di Sperelli di sovrapporre le due figure amate, arrivando a pronunciare il nome di Elena mentre è abbracciato a Maria, lo porterà a perdere entrambe. Andrea Sperelli si rivela così un "inetto", un eroe sconfitto dalla sua stessa amoralità e dalla mancanza di una reale volontà costruttiva. Con questo romanzo, D'Annunzio celebra l'estetismo ma, al tempo stesso, ne decreta il tragico fallimento esistenziale.
Negli anni Novanta dell'Ottocento, D'Annunzio entra in contatto con le opere del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Tuttavia, l'interpretazione dannunziana del pensiero nietzschiano è fortemente parziale, banalizzata e adattata alle proprie esigenze letterarie e politiche. Il concetto di Übermensch (Oltreuomo) – che in Nietzsche rappresentava un'elevazione spirituale, la liberazione dai falsi valori della morale cristiana per abbracciare l'accettazione gioiosa della vita terrena – in D'Annunzio diventa il Superuomo.
Il Superuomo dannunziano è essenzialmente l'esteta che ha superato la sua fase di passività e debolezza (quella di Andrea Sperelli) e ha acquisito una nuova energia vitalistica e dominatrice. È una figura aggressiva, un individuo d'eccezione che si erge al di sopra della plebe e della democrazia (profondamente disprezzate), arrogandosi il diritto di dominare la società grazie alla sua stirpe aristocratica e alla sua sensibilità superiore. Il Superuomo fonde insieme il culto della bellezza, l'attivismo politico, il nazionalismo e una chiara propensione all'imperialismo e alla guerra.
Il romanzo che meglio incarna il passaggio dall'esteta al superuomo è Le Vergini delle Rocce (1895). Il protagonista, Claudio Cantelmo, incarna l'eroe superumano che disprezza la Roma parlamentare e corrotta del suo tempo. Il suo obiettivo non è più solo la ricerca del piacere personale, ma un progetto politico e biologico: generare, insieme a una donna di pura stirpe nobiliare, il futuro "Re di Roma", un nuovo dittatore o genio che riporterà l'Italia ai fasti dell'Impero Romano.
Questo romanzo assume i tratti di un manifesto ideologico reazionario, anticipando pericolosamente temi che troveranno tragica applicazione nei regimi totalitari del Novecento.
Oltre ai romanzi già citati, la produzione poetica di D'Annunzio raggiunge vette di straordinaria musicalità e innovazione linguistica che hanno rivoluzionato la lirica del Novecento. La conoscenza di queste opere è essenziale per superare brillantemente la prima e la seconda fase dell'Esame di Stato.
Il progetto poetico più ambizioso di D'Annunzio è la stesura delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, un ciclo che avrebbe dovuto comprendere sette libri, intitolati ai nomi delle Pleiadi. I primi tre volumi, Maia, Elettra e Alcyone, vengono pubblicati nel 1903.
Alcyone è unanimemente considerato il capolavoro assoluto del Vate. Il libro è strutturato come il diario di un'estate trascorsa in Toscana, dalla fine della primavera fino all'inizio dell'autunno. Il tema centrale della raccolta è il Panismo (dal greco Pan, il dio della natura, o pân, che significa "tutto"): l'identificazione fisica e spirituale dell'uomo con la natura circostante. Il poeta, in compagnia della donna amata (ribattezzata Ermione), si spoglia delle sue vesti umane, sociali e storiche, per fondersi con gli elementi del paesaggio vegetale e marino.
La poesia emblematica di questa raccolta è "La pioggia nel pineto". Attraverso un uso magistrale del verso libero, di rime al mezzo, di fittissime assonanze, sinestesie e parole onomatopeiche ("Piove... Ascolta. Risponde / al pianto il canto / delle cicale"), D'Annunzio trasforma le parole in pura musica. L'acqua della pioggia estiva purifica i due amanti, operando una vera e propria metamorfosi arborea: i loro volti diventano come foglie, i loro denti come mandorle acerbe, i loro cuori come pesche intatte. È la celebrazione assoluta dell'abbandono ai sensi.
Agli antipodi dell'esuberanza di Alcyone troviamo Il Notturno, opera scritta nel 1916 (durante la convalescenza per la perdita dell'occhio destro a causa di un incidente aereo) e pubblicata nel 1921. Costretto alla totale immobilità e all'oscurità assoluta per mesi, assistito dalla figlia, D'Annunzio compone l'opera scrivendo su sottili striscioline di carta (i "cartigli"). La narrazione perde la magniloquenza e lo stile ridondante del passato: la prosa si fa frammentaria, nominale, sincopata. Emergono l'angoscia, i ricordi dolorosi dei compagni caduti in guerra, la percezione acuta dei suoni nel buio e la meditazione sulla morte. È un D'Annunzio insolitamente fragile e sincero, che anticipa le forme della prosa contemporanea del Novecento.
L'approccio allo studio di D'Annunzio per la maturità non può prescindere dal suo ruolo storico. D'Annunzio non si limitò a teorizzare l'azione e l'eroismo, ma li mise in pratica in prima persona. Nel 1915, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fu il più acceso oratore dell'interventismo, aizzando le piazze contro i neutralisti durante le cosiddette "Radiose giornate di maggio". Arruolatosi volontario a più di cinquant'anni, compì gesta spettacolari e audaci (le "azioni di beffa") che ebbero un immenso impatto propagandistico per risollevare il morale delle truppe italiane, come il leggendario Volo su Vienna (agosto 1918), in cui sganciò migliaia di volantini tricolori sulla capitale nemica.

Al termine del conflitto, insoddisfatto per la "vittoria mutilata" (espressione da lui stesso coniata per denunciare le mancate concessioni territoriali all'Italia nei trattati di pace), nel settembre 1919 guidò una colonna di volontari e disertori (i "legionari") all'occupazione della città di Fiume. L'occupazione durò sedici mesi, durante i quali proclamò la Reggenza Italiana del Carnaro, dotando la città di una costituzione (la Carta del Carnaro) incredibilmente avanzata per l'epoca. Questa esperienza rivoluzionaria, sebbene conclusa con l'intervento dell'esercito italiano nel "Natale di sangue" del 1920, anticipò rituali, coreografie e linguaggi (il saluto romano, il dialogo dal balcone con la folla, l'uso dei motti) che sarebbero stati successivamente inglobati dal fascismo. Mussolini, tuttavia, intuendone l'ingombrante carisma, lo ricoprì di onorificenze e finanziamenti statali per il Vittoriale, di fatto confinandolo in un "dorato esilio" per impedirgli di interferire nella politica attiva del regime.
Arrivare preparati al colloquio orale significa dimostrare alla commissione di saper tessere una rete logica tra discipline diverse, evitando schemi preimpostati e forzature. Gabriele D'Annunzio è un "ponte" naturale tra innumerevoli materie scolastiche. Ecco alcune idee strategiche per organizzare i collegamenti all'orale di maturità 2026 partendo dalle sue opere, dall'estetismo e dal superuomo:

- Storia: Il collegamento più diretto è la Prima Guerra Mondiale. Puoi analizzare il ruolo della propaganda bellica, il fenomeno dell'interventismo, il mito della "vittoria mutilata" e l'Impresa di Fiume (1919-1920). In alternativa, puoi discutere il rapporto complesso e ambiguo tra D'Annunzio e la genesi del Fascismo.
- Filosofia: Il legame imprescindibile è con Friedrich Nietzsche. È fondamentale sottolineare alla commissione la differenza tra l'autentico Oltreuomo nietzschiano (portatore di nuovi valori vitalistici, slegati dalla metafisica) e il Superuomo dannunziano, reinterpretato in chiave elitaria, estetica, nazionalista e autoritaria.
- Letteratura Inglese: Il confronto comparativo più calzante è quello tra l'estetismo italiano e quello inglese. L'accostamento naturale è con Oscar Wilde e il suo romanzo The Picture of Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray). Puoi analizzare i punti di contatto tra Andrea Sperelli e Dorian Gray, entrambi dandy alla disperata ricerca del Bello, destinati a soccombere alla loro stessa amoralità.
- Storia dell'Arte: Le tendenze estetiche di D'Annunzio si legano perfettamente al movimento dell'Art Nouveau (o Stile Liberty in Italia). Puoi menzionare il gusto per la linea sinuosa, la decorazione preziosa e floreale e il Simbolismo pittorico. Se vuoi puntare sul primitivismo o sull'esotismo decadente, un ottimo collegamento è il pittore Paul Gauguin.
- Scienze della Terra / Biologia: Partendo dal tema del Panismo e dalla lirica La pioggia nel pineto, puoi collegarti al sistema nervoso umano. La poesia dannunziana si basa su un'esplosione di stimoli sensoriali (sinestesie acustiche, tattili, olfattive); puoi spiegare come i recettori sensoriali captano questi stimoli ambientali e li trasmettono al sistema nervoso centrale, o in alternativa, parlare dei cicli dell'acqua o della classificazione della flora (la vegetazione della pineta).
Padronanza del lessico critico, chiarezza nell'esposizione delle fasi della poetica dannunziana e una visione a tutto tondo della sua figura pubblica ti garantiranno un'esposizione brillante e incisiva davanti a qualsiasi commissione d'esame.

08/04/2026

Maturità e toto traccia, prima prova: Intelligenza artificiale, conflitti, e fakenews. Da Ungaretti a Primo Levi.
Le ipotesi sulle possibili tracce della Maturità 2026 si concentrano su un equilibrio ormai consolidato tra autori del Novecento e grandi temi contemporanei.
Analisi del testo: il Novecento ancora centrale
Autori ricorrenti e motivazioni didattiche
Per la Tipologia A, l’analisi del testo letterario, le previsioni convergono su alcuni nomi già consolidati:

Italo Calvino, per la capacità di intrecciare dimensione narrativa e riflessione teorica;
Giuseppe Ungaretti, spesso scelto per la sintesi espressiva e il legame con il tema della guerra;
Primo Levi, per il valore testimoniale e civile;
Luigi Pirandello, ancora attuale nelle riflessioni sull’identità.
Perché loro? Perché sono autori che presentano testi accessibili ma densi di implicazioni, capaci di attivare collegamenti interdisciplinari, dalla filosofia all’educazione civica all’attualità. In particolare, temi come memoria, identità e rapporto tra realtà e rappresentazione continuano a essere considerati centrali nella formazione liceale .

Testo argomentativo: attualità e pensiero critico
Le grandi questioni del presente
Per la Tipologia B, dedicata al testo argomentativo, le simulazioni indicano una forte presenza di temi legati alla contemporaneità:

intelligenza artificiale e impatto sull’uomo;
conflitti internazionali e riflessione sulla pace;
sostenibilità ambientale;
informazione e costruzione della verità.
Si tratta di ambiti già ampiamente trattati nei percorsi di educazione civica. Particolare attenzione è da attribuire all’intelligenza artificiale, considerata una delle trasformazioni più rilevanti in corso: le tracce potrebbero interrogare il rapporto tra creatività umana e automazione, oppure il ruolo delle macchine nei processi decisionali.

Tema di attualità: spazio alla riflessione personale
Individuo, memoria e futuro
La Tipologia C, tradizionalmente più aperta, continua a privilegiare temi trasversali e riflessivi:

il rapporto tra individuo e società;
il valore della memoria, anche in chiave storica;
il significato del progresso;
il ruolo delle nuove generazioni.

In questo caso, la prova mira a valutare la maturità critica dello studente, più che la padronanza di contenuti specifici. Le tracce tendono a richiedere un equilibrio tra esperienza personale e riferimenti culturali, evitando impostazioni puramente soggettive.

08/04/2026

D'Annunzio nelle tracce della Maturità 2026, cosa ripassare
Gabriele D'Annunzio è uno degli autori più quotati per le tracce della Maturità 2026: cosa ripassare sul "poeta vate" in vista della prima prova.
Che il 2026 sia finalmente la volta buona? Da tempo Gabriele D’Annunzio viene citato nei toto-tracce della Maturità, evocato puntualmente tra i possibili protagonisti del tema di italiano. Ma il "poeta vate" manca all’appello (nelle prove ordinarie) dal lontano 1999. E anche quest’anno torna in pole tra gli autori più quotati per la prima prova. Ebbene, vediamo cosa ripassare su D’Annunzio in vista dell’esame.
Lo dice anche l’IA: Gabriele D’Annunzio è uno degli autori "più probabili" per la prima prova dell’esame di Maturità 2026. Simbolo del decadentismo e dell’estetismo e celebre figura della Prima guerra mondiale, il "vate" ha occupato una posizione di primo piano nella letteratura e nella politica italiana tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Nato a Pescara il 12 marzo 1863, fin da giovane ha mostrato una forte propensione per la letteratura. Tra le sue opere più importanti si ricordano:

- Il piacere (1889), romanzo che ha introdotto nella cultura italiana di fine Ottocento la tendenza decadente e l’estetismo;
- Le vergini delle rocce (1895), considerato il manifesto dell’ideale del superuomo dannunziano;
- Alcyone (1903), raccolta di poesie che contiene anche la celebre La pioggia nel pineto.
La sua poetica è caratterizzata da un lessico ricco e ricercato, che rompe gli schemi metrici tradizionali dando vita a uno stile libero, personale e immediatamente riconoscibili.

Accanto a quella letteraria, D’Annunzio è ricordato anche per la sua attività politica e militare. Fervente nazionalista, ha sostenuto l’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. Nel 1919 ha guidato l’impresa di Fiume, occupando la città che le potenze vincitrici non avevano assegnato all’Italia nei trattati di pace. Da qui la sua celebre espressione "vittoria mutilata".

Dopo la fine dell’esperienza fiumana, si è ritirato nella villa di Cargnacco a Gardone Riviera (Brescia), poi ribattezzata Vittoriale degli italiani, dove è vissuto fino alla morte (1 marzo 1938).

Nella scelta degli autori per le tracce della prima prova, non è insolito che il ministero dell’Istruzione e del Merito si lasci ispirare dal alcuni importanti anniversari letterari. Per questo, tra gli scrittori più "papabili" per la Maturità 2026 ci sono:

- San Francesco D’Assisi (800 anni dalla morte);
- Carlo Collodi (200 anni dalla nascita);
- Giosuè Carducci (120 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura);
- Grazia Deledda (100 anni dall’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura e 90 anni dalla morte);
- Luigi Pirandello (100 anni dalla pubblicazione in volume di Uno, nessuno e centomila e 90 anni dalla morte);
- Dario Fo (100 anni dalla nascita);
- Oriana Fallaci (20 anni dalla morte).
Per le previsioni sulle possibili tracce d’esame, viene considerata anche un’altra variabile, la cosiddetta "regola dell’assenza", secondo cui più a lungo un autore manca dalla prima prova, maggiore è la probabilità d’uscita.

In base a questa logica, gli autori più quotati oltre a D’Annunzio sono:

- Umberto Saba, che nelle prove ordinarie è uscito l’ultima volta nel 2000 (presente nella prova straordinaria della Maturità 2022);
- Dante Alighieri, fuori dalle tracce dal 2007;
- Italo Svevo, assente dal 2009;
- Eugenio Montale, che non esce dal 2012;
- Italo Calvino, la cui ultima apparizione è stata nel 2015;
- Giacomo Leopardi, che manca dal 2017 (traccia saggio breve).

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Via Giuseppe Mazzini, 62
Caserta
81100

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
Martedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Mercoledì 09:30 - 13:00
Giovedì 09:30 - 13:00
15:30 - 19:30
Venerdì 09:30 - 13:00
Sabato 09:30 - 13:00