11/10/2026
Stiamo percorrendo una strada sbagliata. Dobbiamo smetterla di implementare le neurocertificazioni e iniziare a migliorare i processi educativi dei genitori, aiutandoli e fornendo loro informazioni corrette.
Uno degli esempi più tragici è quello del sonno. Genitori totalmente disinformati sulla quantità di sonno necessaria a un bambino. Ricordo una signora con una bambina di 19 mesi che dormiva soltanto 9 ore al giorno e riteneva che fossero sufficienti.
Oppure il fenomeno della sospensione del pisolino nelle scuole dell’infanzia a tre anni, che toglie ai bambini piccolissimi un’ora e mezza, se non due, di sonno: un fattore decisivo per la stabilità neurocerebrale durante un periodo importantissimo come il quarto anno di vita.
Se un bambino o una bambina non dorme la possibilità che i suoi comportamenti risultino dissipativi rispetto alla realtà diventa molto, molto alta.
Dobbiamo finalmente accorgersi che siamo dentro una drammatica emergenza educativa, che riguarda i genitori e in parte anche gli insegnanti. Assistiamo infatti a un calo spaventoso delle conoscenze in area psicoevolutiva e psicopedagogica, soprattutto sul piano applicativo.
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Daniele Novara, direttore CPP