Luigi Silvestri - il Sentiero della Purificazione

Luigi Silvestri - il Sentiero della Purificazione Maestro di Yoga e Guida in Percorsi di Purificazione integrale Il mio compito è seguire come tutor le persone nei digiuni e nelle purificazioni.
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Non sono un dottore o un dietologo... il mio approccio è YOGICO, cercando di rendere la purificazione come un "atto iniziatico"...
e se si lavora bene la vita cambia in meglio, dal punto di vista fisico, emotivo e mentale. Per maggiori informazioni: www.monolitumacademy.com
Buona Pratica
Luigi

I PENSIERI NON RESTANO DENTRO LA TUA TESTACi sono persone che entrano in una stanza e non succede assolutamente niente. ...
09/09/2026

I PENSIERI NON RESTANO DENTRO LA TUA TESTA

Ci sono persone che entrano in una stanza e non succede assolutamente niente.
E poi ce ne sono altre che entrano e, senza aver ancora aperto bocca, qualcosa cambia.

Credo sia capitato a tutti.... Entri in una casa e ti senti immediatamente bene.
Entri in un’altra e avverti tensione.
Ci sono luoghi nei quali senti leggerezza e altri che sembrano pesanti, nonostante magari siano bellissimi, ordinati e apparentemente accoglienti.

La spiegazione più semplice è che raccogliamo continuamente una quantità enorme di informazioni senza rendercene conto: espressioni, posture, tono della voce, silenzi, odori, disposizione degli ambienti, comportamento delle persone. Il nostro sistema nervoso registra molto più di quanto arrivi alla coscienza.

Ma secondo me la questione interessante comincia proprio dopo.

Noi siamo abituati a pensare che un pensiero sia qualcosa di privato.
Penso una cosa dentro la mia testa e quella cosa appartiene soltanto a me, eppure basta osservare un gruppo di persone per accorgersi che gli stati interiori si propagano.

Arriva una persona agitata e dopo dieci minuti sono agitati tutti.
Uno comincia ad avere paura e la paura si diffonde.
Qualcuno ride e improvvisamente ridono anche gli altri.
Una persona profondamente centrata, al contrario, può entrare in una situazione caotica e, senza fare praticamente nulla, modificarne completamente l’atmosfera.

Lo vediamo ancora meglio nelle f***e, una persona presa singolarmente può essere ragionevole, tranquilla, perfino timida. Mettila dentro migliaia di persone attraversate dalla stessa emozione e può trasformarsi completamente.

Quindi qualcosa passa.

La domanda interessante è: che cosa?

Possiamo parlare di contagio emotivo, imitazione, suggestione, comunicazione non verbale, dinamiche di gruppo.
Sono fenomeni reali e non abbiamo bisogno di inventare spiegazioni magiche per riconoscerli, ma non abbiamo nemmeno bisogno di commettere l’errore opposto e decidere che abbiamo già compreso tutto.

Perché una delle cose che impari praticando seriamente è che ogni stato interiore modifica il modo in cui entri in relazione con ciò che ti circonda.

Quando sei impaurito non cambia soltanto ciò che pensi, cambia il respiro, cambia lo sguardo, cambia la postura, cambia la voce, cambia il modo in cui occupi lo spazio.
E gli altri reagiscono a tutto questo, spesso senza sapere perché.

Lo stesso accade quando sei centrato.

Ed è qui che la faccenda diventa molto più interessante della solita storia delle “vibrazioni positive”.

Perché significa che TU NON PORTI NEL MONDO SOLTANTO QUELLO CHE DICI. PORTI LO STATO NEL QUALE SEI.

Puoi parlare d’amore ed essere pieno di rabbia, puoi insegnare tranquillità ed essere completamente agitato.
Puoi sorridere mentre tutto il tuo corpo comunica paura e chi hai davanti può percepire questa contraddizione molto prima di riuscire a comprenderla razionalmente.

Per questo nella pratica non mi interessa insegnare semplicemente a “pensare positivo” (Samtosha nello Yoga)... Mi interessa qualcosa di molto più profondo, cioè imparare a riconoscere lo stato che stai producendo dentro di te.

Perché se uno stato viene ripetuto continuamente, alla fine NON rimane soltanto un pensiero.... Diventa postura, comportamento, carattere, modo di guardare il mondo e inevitabilmente modifica anche le persone con cui entri in relazione.

E forse possiamo spingerci ancora un po’ più in là.

Ci sono case nelle quali per anni si è litigato, luoghi nei quali migliaia di persone hanno pregato, meditato, amato oppure sofferto.
Stanze nelle quali appena entri senti qualcosa, magari prima ancora di conoscerne la storia.

È suggestione?
Sono informazioni ambientali che raccogliamo inconsciamente?
È memoria associativa?
Oppure esistono forme d’influenza che ancora comprendiamo poco?

Non ho bisogno di decidere subito, non ho bisogno di dare subito una risposta razionale...
Il ricercatore non deve necessariamente credere, ma non dovrebbe nemmeno avere fretta di negare.

Mi interessa molto di più ricordare che quando entri in un luogo, non sei mai veramente solo...
Entri insieme alla tua paura, alla tua rabbia, alla tua calma, al tuo desiderio, alla tua presenza e a tutto ciò che hai coltivato dentro di te.

E forse possiamo cominciare a utilizzare la parola ENERGIA in maniera un po’ meno stupida, non necessariamente come qualcosa di misterioso che devi immaginare mentre chiudi gli occhi, ma come la qualità dello stato che inevitabilmente porti nel mondo.
Buona Pratica

NON VEDI QUASI NULLA DI CIÒ CHE ESISTEUna delle convinzioni più strane dell’essere umano è pensare che la realtà finisca...
09/09/2026

NON VEDI QUASI NULLA DI CIÒ CHE ESISTE

Una delle convinzioni più strane dell’essere umano è pensare che la realtà finisca esattamente dove finiscono i suoi sensi.
Se non vedo qualcosa, tendo a pensare che non esista.
Se non la sento, se non la percepisco, se non riesco a misurarla, diventa automaticamente sospetta.
Eppure sappiamo perfettamente che intorno a noi esiste una quantità enorme di fenomeni che il nostro corpo semplicemente non è attrezzato per percepire.
Vediamo soltanto una piccola porzione dello spettro luminoso, sentiamo soltanto una determinata gamma di frequenze e siamo continuamente attraversati da segnali dei quali non abbiamo alcuna esperienza cosciente.

La cosa interessante, quindi, non è dire che “tutto è vibrazione”, perché ormai questa frase viene utilizzata per spiegare qualsiasi st*****ta. La cosa interessante è comprendere che ciò che possiamo percepire non rappresenta necessariamente tutto ciò che esiste.

E qui secondo me bisogna evitare due estremi, entrambi abbastanza stupidi.
Da una parte c’è quello che, siccome la scienza non conosce ancora tutto, allora si sente autorizzato a credere a qualsiasi cosa: energie misteriose, frequenze cosmiche, portali, entità e compagnia cantante.
Dall’altra c’è quello che ragiona esattamente al contrario: se oggi non posso misurarlo, allora sicuramente non esiste.

In realtà entrambi stanno facendo la stessa cosa, stanno trasformando ciò che non conoscono in una certezza.

A me interessa una terza possibilità: non credere senza esperienza, ma non negare soltanto perché ancora non comprendi.
Lasciare aperto uno spazio di ricerca.

Ed è proprio qui che la questione diventa interessante quando parliamo della mente. Noi immaginiamo il pensiero come qualcosa di completamente privato, confinato dentro il cranio, eppure passiamo la nostra esistenza influenzandoci continuamente.

Entriamo in una stanza e percepiamo immediatamente che qualcosa non va.
Una persona agitata può agitare un intero gruppo.
Una persona profondamente centrata può modificarne completamente l’atmosfera. Una folla può amplificare paura, entusiasmo, rabbia e desiderio fino a far comportare le persone in modi che individualmente non avrebbero mai immaginato.

Una parte di tutto questo sappiamo spiegarla attraverso il comportamento, il tono della voce, le espressioni, la suggestione, l’imitazione e le dinamiche sociali.
Ma questo non significa che abbiamo necessariamente esaurito tutto ciò che c’è da comprendere.

Ed è qui che per me entra in gioco la pratica, perché prima ancora di chiederci se possiamo percepire qualcosa che normalmente non percepiamo, dovremmo rendere più sensibile lo strumento con cui percepiamo: NOI STESSI!!!

La Purificazione, il silenzio, la meditazione, il digiuno, il lavoro sull’attenzione servono anche a questo: togliere progressivamente rumore.
Perché più siamo pieni di pensieri, paure, desideri, aspettative e proiezioni, più diventa difficile distinguere ciò che stiamo realmente percependo da ciò che stiamo semplicemente producendo dentro di noi.

Forse il primo passo verso l’invisibile, quindi, non consiste nel credere a qualcosa che non possiamo vedere.
Consiste nel diventare abbastanza silenziosi da accorgerci di quanto poco riusciamo a vedere persino di ciò che abbiamo davanti.
Buona Pratica

🔥 Nuovi "Monoliti" Crescono!Se tutto questo ti frega qualcosa, il 29 settembre cominciamo il nuovo Ciclo di Purificazion...
09/09/2026

🔥 Nuovi "Monoliti" Crescono!
Se tutto questo ti frega qualcosa, il 29 settembre cominciamo il nuovo Ciclo di Purificazione di Ottobre!!
Per ricevere tutte le informazioni manda un WhatsApp al 331 377 5444 scrivendo semplicemente: OTTOBRE

LA SINDROME DI STOCCOLMA SPIRITUALEC’è una cosa della spiritualità moderna che non mi ha mai convinto, questa storia che...
09/09/2026

LA SINDROME DI STOCCOLMA SPIRITUALE

C’è una cosa della spiritualità moderna che non mi ha mai convinto, questa storia che siamo qui per "imparare delle lezioni".
Nasci, non ricordi un c***o di chi eri, passi una vita a desiderare, sbagliare, soffrire, morire… e poi torni.
Poi qualcuno ha deciso di chiamare tutto questo SCUOLA.

Ma che scuola sarebbe?

Perché se veramente devo imparare qualcosa, magari sarebbe utile ricordarmi almeno cosa ho fatto la volta precedente.
Invece no... ogni volta si riparte quasi da zero e poi gli esperti spiegano che se continuo a soffrire è perché "devo ancora imparare la lezione". Comodo no?

Abbiamo preso il Samsara, che nelle tradizioni orientali è esattamente la Ruota dalla quale ci si dovrebbe LIBERARE, e lo abbiamo trasformato in una specie di università cosmica.
Il karma è diventato la pagella, le disgrazie sono gli esami e se si è bocciati tranquilli, ti reiscrivono automaticamente al prossimo semestre… magari come capra in Nepal.

A me questa cosa ricorda più una "SINDROME DI STOCCOLMA SPIRITUALE"... invece di cercare una via d’uscita dalla prigione, cominciamo a convincerci che la prigione sia stata costruita per il nostro bene e alla fine ringraziamo persino il carceriere perché "mi sta facendo evolvere".

No...

Per me il lavoro spirituale comincia esattamente nel punto opposto.
Non quando cerchi di diventare più bravo a vivere dentro la Ruota, ma quando cominci a vedere la Ruota.
Quando riconosci le ripetizioni, gli automatismi, i desideri che ti trascinano, le paure che ti governano e tutte quelle parti di te che continuano a riprodurre lo stesso essere umano cambiando soltanto scenario.

Questa è la vera "Opera", raccogliere ciò che in noi è disperso, fissare ciò che continuamente sfugge, costruire un Centro. Diventare progressivamente meno automatici, meno frammentati, meno trascinati.

Forse abbiamo completamente rovesciato il problema, la domanda non è: "Cosa devo imparare nella prossima vita?".
La domanda iniziatica è molto più scomoda:
PERCHÉ C***O DOVREBBE ESSERCI UNA PROSSIMA VOLTA?

IL CULTO DELLA SOFFERENZAC’è una convinzione profondamente radicata nella nostra cultura, coltivata per secoli, quella c...
09/09/2026

IL CULTO DELLA SOFFERENZA

C’è una convinzione profondamente radicata nella nostra cultura, coltivata per secoli, quella che se hai sofferto molto allora hai capito molto.

Se lavori dodici ore al giorno, dormi cinque ore, arrivi a casa distrutto e passi la vita a stringere i denti, allora sei una persona seria, una di quelle che conoscono "la vita vera".
Se invece hai trovato un modo per vivere con maggiore leggerezza, fare qualcosa che ami, avere tempo per te stesso e magari essere persino felice, allora qualcosa non torna e di solito commentano con frasi tipo: "Eh… facile per te:"

Questa frase mi ha sempre affascinato, perché nasconde una delle prigioni più sofisticate dell’essere umano, trasformare la propria sofferenza in un’identità.
A un certo punto non vogliamo più semplicemente uscire dalla gabbia, abbiamo bisogno di convincerci che stare nella gabbia sia una virtù.
E quando qualcuno ne esce, invece di domandargli come abbia fatto, ci incazziamo con lui perché la sua libertà mette in discussione tutte le ragioni che ci siamo raccontati per continuare a rimanerci.

Io stesso ho vissuto una situazione simile, quindi so di cosa parlo.

Esiste una sofferenza che non scegli, la vita ti ammala, ti porta via persone che ami, distrugge progetti, ti mette davanti a problemi economici, responsabilità, separazioni, fallimenti.
Ci sono momenti nei quali non esiste nessuna formula spirituale, devi attraversare il dolore, punto.

Ma poi esiste un’altra sofferenza, molto più subdola, perché quella continuiamo a produrla noi.
È la relazione morta che trascini da anni, il lavoro che odi ma che ormai è diventato la tua identità, il bisogno disperato di essere riconosciuto, la necessità di salvare tutti, il senso di colpa, le battaglie che continui a combattere semplicemente perché non ricordi più chi saresti senza una guerra da combattere.

Ed è qui che comincia il vero lavoro sull’Ombra... perché qualche volta non vuoi veramente guarire da ciò che ti fa soffrire, vuoi continuare a essere quello che resiste, quella che si sacrifica, quello che porta tutto sulle spalle, quella che "dopo tutto quello che ho passato"…. Il dolore diventa il personaggio.
E toglierti quel dolore significherebbe costringerti a incontrare una domanda molto più inquietante...: "chi sono io quando non ho più qualcosa contro cui combattere?".

Per questo non mi interessa sapere chi abbia sofferto di più, la sofferenza non è una gara e soprattutto NON È UN TITOLO DI STUDIO.
Puoi soffrire per trent’anni e non capire assolutamente niente di ciò che ti è accaduto.
Puoi continuare a ripetere lo stesso schema, scegliere le stesse persone, entrare nelle stesse situazioni e chiamare tutto questo "esperienza". Ma se ripeti per trent’anni la stessa lezione senza comprenderla, forse non hai trent’anni di esperienza, hai la stessa esperienza ripetuta trenta volte, testa di quiz!

La Purificazione, almeno per come la intendo io, serve anche a questo: togliere.
Togliere abbastanza rumore da riuscire finalmente a distinguere ciò che la vita ti sta chiedendo inevitabilmente di attraversare da ciò che continui tu stesso ad alimentare, perché non tutto ciò che sopporti merita di essere sopportato. Non tutto ciò che mantieni merita di essere mantenuto. Non tutto ciò per cui combatti merita la tua energia.

Forse evolvere non significa diventare sempre più forti nel sopportare il dolore, forse significa diventare abbastanza lucidi da riconoscere quando è arrivato il momento di smettere di produrlo.

Ricorda: LA SOFFERENZA NON TI RENDE MIGLIORE. È CIÒ CHE RIESCI A COMPRENDERE ATTRAVERSANDOLA CHE PUÒ TRASFORMARTI. ALTRIMENTI, HAI SOLO SOFFERTO.
Buona pratica.

Cari Colon intasati! 💩Vi ricordo che Sabato prossimo, se ti va di passare una giornata insieme a persone che amano lo yo...
09/09/2026

Cari Colon intasati! 💩
Vi ricordo che Sabato prossimo, se ti va di passare una giornata insieme a persone che amano lo yoga, la natura, il benessere e soprattutto lo stare bene insieme, abbiamo organizzato qualcosa di molto semplice ma nello stesso tempo molto profondo.

Sabato 12 settembre ci troviamo a Palazzo Fieschi, a Garbagna, dalle 10:00 alle 18:00.

L'idea è questa: per un giorno lasci fuori tutto il resto, arrivi in villa, stendi il tuo tappetino e ti concedi semplicemente il tempo di esserci.
Io ed Elena ti accompagneremo attraverso diverse pratiche dello yoga. Lavoreremo con il corpo, con il respiro, con la meditazione e con l'ascolto, senza trasformare la giornata in una maratona spirituale.

Non importa se pratichi yoga da anni o se non hai mai messo piede su un tappetino... Le pratiche saranno accessibili a tutti e ognuno potrà viverle con i propri tempi.

A metà giornata, ovviamente, si mangia!
Saremo supportati dalla Bottega del Sapore che preparerà per noi un pranzo e un buffet vegetale con prodotti dell'orto, frutta di Garbagna, centrifughe, estratti e bevande artigianali a km 0.

Poi ci prenderemo ancora un po' di tempo per noi.
Nel pomeriggio continueremo con altre pratiche più sottili per toccare tutte le pratiche dello yoga, per arrivare alla fine della giornata con calma e con uno spazio per stare insieme e condividere l'esperienza.

Niente corse, niente prestazioni, niente bisogno di essere "bravi" a fare yoga.

Tu devi fare una cosa sola: portare la voglia di mandare tutti a quel paese per un giorno e il tuo tappetino.
Al resto pensiamo noi. 🌿

I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Scrivici su WhatsApp al 3313775444 con la parola GIORNOXME e ti mandiamo tutte le informazioni.

SEI UN MOSTRO!https://youtu.be/JUzvaC2Zgrs?si=tmcZFmKbs0Oi2jFQDai… lo sai, ma fai di tutto per non vederlo... ammettilo ...
08/09/2026

SEI UN MOSTRO!
https://youtu.be/JUzvaC2Zgrs?si=tmcZFmKbs0Oi2jFQ

Dai… lo sai, ma fai di tutto per non vederlo... ammettilo ogni tanto che sei anche una br**ta persona!

Non sempre sei amorevole, comprensiva, che vuoi il bene degli altri.
A volte sei invidiosa, vendicativa, egoista.
A volte godi quando qualcuno che ti ha ferito cade.
A volte manipoli, menti, giudichi. Desideri essere superiore, e certe volte, se potessi dire esattamente quello che pensi senza pagarne le conseguenze, probabilmente perderesti metà dei tuoi amici.

Benvenuta nell’Essere Umani.

Il problema non è avere un’Ombra, il problema è essere così innamorati dell’immagine che abbiamo costruito di noi stessi da non riuscire più a ricordarci chi siamo.

Così dici: «Io non sono invidiosa, sono gli altri che ostentano».
«Non sono aggressiva, dico semplicemente la verità».
«Non voglio controllarlo, lo faccio per il suo bene».
«Non sono vendicativa, credo nella giustizia».

Questo è il capolavoro dell’ego, trasformare ogni nostra miseria in una virtù.

Integrare l’Ombra non significa diventare peggiori, significa smettere di avere bisogno di considerarci buoni.
Significa poter guardare la parte meschina, affamata, sessuale, aggressiva, gelosa, vigliacca e narcisista che esiste anche dentro di noi e dire: «Sì. Anche questa sono io.»

Non devi darle il comando, devi darle un posto.

Perché ciò che riconosci puoi governarlo, ciò che rifiuti, invece, continuerà ad agire alle tue spalle mentre tu sarai impegnato a spiegare al mondo quanto sei evoluta.

Forse una delle prime vere iniziazioni consiste nello scoprire di essere anche una br**ta persona senza avere più bisogno di fingere di essere una bella persona.

Da lì può cominciare qualcosa di molto più interessante della bontà... l’integrità!
Buona Pratica

08/09/2026
08/09/2026

Purificarsi è un sacrificio.
Però, non è una rinuncia, ma una liberazione.

Sabato ci "aggiustiamo!"😎
08/09/2026

Sabato ci "aggiustiamo!"😎

Indirizzo

Via Gligliaia 1
Casasco
15050

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