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13/10/2026

“Ho una PMI nel retail, voglio ampliare il mercato analizzando i competitor. Come procedo?”

Questa domanda non va scritta così com’è in un prompt. Va prima scomposta. Ecco come la tratto con il metodo Sinopia Dialogica.

FASE 0 – Sospendi la domanda

“Ampliare” può voler dire nuove zone, nuovi canali, nuovi target o nuovo assortimento. Prima si sceglie la direzione.

FASE 1 – La sinopia
Il problema vero non è cosa fanno gli altri, ma quale spazio puoi occupare meglio di loro, con le risorse che hai.

FASE 2 – Le tessere
Fotografia di partenza: punti vendita, scontrino medio, clienti, margini
Direzione di crescita prioritaria

Mappa di 5-8 competitor: diretti, indiretti, digitali

Scheda per competitor: prezzo, assortimento, canali, reputazione
Corroborare con fonti reali: recensioni Google, Meta Ad Library, Registro Imprese
Indirezione: leggere le recensioni negative dei competitor, perché lì c’è la domanda insoddisfatta
Gap e opportunità
Una mossa, un pilota di 90 giorni, KPI misurabili

FASE 5 – Il primo prompt (solo tessere 1-3)

RUOLO: consulente di strategia retail per PMI italiane
CONTESTO: settore, punti vendita, canali, scontrino medio, competitor noti
COMPITO: fammi max 5 domande sulle informazioni mancanti, poi proponi la mappa competitor. Fermati e attendi conferma.
VINCOLI: niente dati inventati, segna [DA VERIFICARE] con la fonte suggerita
FORMATO: tabella Competitor | Tipo | Perché | Cosa verificare

Ogni prompt successivo riporta dentro il risultato del precedente. Il modello non ricorda quello che hai pensato, solo quello che gli hai scritto.

Il metodo completo è nel mio libro Sinopia Dialogica.

Vedi meno

https://youtu.be/G9wu-b8Ls2U?si=qw1OLdWKTMVtmAU3Un nuovo video dove spiego cosa contiene il mio libro ma soprattutto in ...
12/10/2026

https://youtu.be/G9wu-b8Ls2U?si=qw1OLdWKTMVtmAU3

Un nuovo video dove spiego cosa contiene il mio libro ma soprattutto in cosa consiste il pensiero laterale, pilastro fondamentale per poter scrivere e comunicare con l'intelligenza artificiale.

Chiedi all'intelligenza artificiale esattamente quello che vuoi, e ...

29/09/2026

Zitto zitto Manus (di cui nessun Guru dell'AI parla!), di proprietà di Meta, fa un super aggiornamento.

Lo utilizzo da marzo 2025 quando ancora serviva l'invito per poter accedere, quindi è uno strumento che conosco molto bene.

Interessante ed in continua evoluzione.

https://youtu.be/X8QjCk4GlOs?si=LvNycDvPRc0EL7VcHo creato un videoclip in stop motion per Zoey Sparks interamente con Cl...
27/09/2026

https://youtu.be/X8QjCk4GlOs?si=LvNycDvPRc0EL7Vc

Ho creato un videoclip in stop motion per Zoey Sparks interamente con Claude e ne sto preparando pure un altro che si preannuncia incredibile.
Tempo di realizzazione? Meno di mezz'ora.

Quindi Claude può sostituire qualsiasi programma di Motion Graphics e un After Effects? La risposta è assolutamente sì!

Ovviamente se lo si sa usare correttamente.

Vuoi sapere come? Contattami!

My first stop motion videoclip. It's very cute! ...

https://youtu.be/X8QjCk4GlOsIl primo videoclip in stop motion di Zoey!Con l'arrangiamento in acustico della sua canzone ...
27/09/2026

https://youtu.be/X8QjCk4GlOs

Il primo videoclip in stop motion di Zoey!
Con l'arrangiamento in acustico della sua canzone più famosa che ha fatto centinaia di migliaia di ascolti streaming.

My first stop motion videoclip. It's very cute! ...

26/09/2026

(Spoiler l'idea, lo script e il video l'ho realizzato interamente con Claude e la musica generata da Suno AI)

Vuoi capire davvero come funziona l’AI generativa?

Questo libro ti spiega cosa succede dietro un prompt e perché l’AI risponde in un certo modo.

Niente teorie inventate. Niente “prompt magici”.

Solo il meccanismo, spiegato semplice.

Non ho inventato l’AI.

L’ho decifrata per te.

👇 il link di acquisto lo trovi nel primo commento

26/09/2026

Facebook è morto e defunto e nessuno legge più nulla di importante.
Video e foto di cani e i gatti hanno saturato anche questa piattaforma.

Ma se hai non vuoi pigliarti multe salate e usi l'AI generativa dovresti sapere che:

L’AI Act non è più qualcosa di cui “ci occuperemo più avanti”.
L’art. 50 è entrato in vigore il 2 agosto.

E affidare l’audit AI a chi improvvisa può costare caro. Magari non subito, ma quando emergeranno i problemi.
Tra un anno, “non lo sapevo” non sarà una scusa.
Vuoi capire cosa deve fare davvero la tua azienda?

Scrivimi “AI ACT” in privato.
Ti spiego cosa serve, senza giri di parole. E posso affiancarti anche come AI Officer.

https://youtube.com/shorts/6vExE3wAxqU?si=KBdkWc8eYzhVRswZAnni di studi musicali e poi ti ritrovi in un pub a suonare a ...
21/09/2026

https://youtube.com/shorts/6vExE3wAxqU?si=KBdkWc8eYzhVRswZ

Anni di studi musicali e poi ti ritrovi in un pub a suonare a 20euro?
Sale prove infinite, soldi di benzina e strumenti e conti sempre in rosso?
Ho la soluzione, entra anche tu nel futuro!

Un nuovo short su YouTube tutto da vedere per chi vuole monetizzare on line con la musica, senza nessuno sforzo! Veloce e sicuro. Crea il tuo artista virtuale, con contratto discografico e distribuzione streaming.

Hai mai pensato di monetizzare con un'artista virtuale? Non è diffi...

“Hai ragione, ho esagerato: mi avevi chiesto di ripulire la pagina, non di rifarla. Torno sul file React e lo sistemo.”M...
20/09/2026

“Hai ragione, ho esagerato: mi avevi chiesto di ripulire la pagina, non di rifarla. Torno sul file React e lo sistemo.”

Messaggi così, con Claude, mi capitano spesso. Troppo spesso.

E nelle ultime settimane diverse aziende che seguo e che lo hanno integrato nel workflow mi stanno facendo più o meno la stessa domanda:
come facciamo a risparmiare token e non bruciare il piano PRO in pochissimo tempo?
Premessa necessaria, perché so già quale sarà il commento: “Sicuro di aver scritto bene il prompt?”

Lavoro con machine learning e prompting avanzato da circa 3 anni, questi strumenti li uso ogni giorno e sull’argomento ho scritto anche 3 libri.

Quindi no, non sto parlando di prompt improvvisati.

Il problema che noto con Claude, soprattutto con Opus, è un altro.

Anche davanti a istruzioni molto chiare e strutturate tende ogni tanto a prendere iniziative che non ho chiesto, allargare il task e produrre molto più testo del necessario.

E quando te ne accorgi e lo blocchi, una parte dei token è già partita.

La sensazione, da utilizzatore, è quasi che sia spinto a scrivere tanto e che ogni tanto perda leggermente il focus. Non posso sapere se sia una scelta intenzionale legata al consumo di token, ma il comportamento che vedo è questo.

Ed è frustrante.

Soprattutto perché parliamo di Opus. Sonnet e Haiku, personalmente, non li considero allo stesso livello per il tipo di lavoro che faccio.

Qualche accorgimento pratico che sto usando:
chiudo spesso i prompt con indicazioni molto nette tipo: “non scrivere troppo, niente commenti extra, vai subito al punto”

controllo subito la direzione che prende, soprattutto nei task lunghi

preferisco lavorare dentro progetti ben strutturati, con fonti e contesto già caricati

Anche qui però attenzione: gli errori che noto non riguardano necessariamente scrittura o dati.
Il problema più frequente è la perdita di focus rispetto al task iniziale.

Ed è un peccato, perché Claude rimane uno degli strumenti che utilizzo di più.

Per alcune cose è davvero forte:
scrittura, coding e sviluppo di app, ricerca approfondita, estrazione e analisi di grandi quantità di dati e file locali.
E quando il progetto è costruito bene, con istruzioni e fonti chiare, riesce a dare risultati molto consistenti.

Sul resto, però, continuo ad avere qualche perplessità.

Spero che Anthropic sistemi questo comportamento, perché per chi usa Claude tutti i giorni per lavorare non è un dettaglio: significa tempo, focus e soprattutto token.

Continuo a vedere giornali, social e discussioni varie concentrarsi sui “pericoli dell’AI generativa”.Danni.Rischi.Catas...
19/09/2026

Continuo a vedere giornali, social e discussioni varie concentrarsi sui “pericoli dell’AI generativa”.

Danni.

Rischi.

Catastrofi.

Solito Skynet dietro l’angolo.

Per me il pericolo vero è molto più semplice:

l’ignoranza.

Non sapere cosa fa questa tecnologia, come funziona e soprattutto come si usa.

Ogni giorno sento:

“Ho chiesto un’immagine e me ne ha fatta un’altra.”

“Gli ho chiesto una modifica, ma non così.”

“Non ha fatto la ricerca che volevo.”

E poi l’immortale:

“Le grafiche fatte con l’AI sono tutte uguali.”

Sì. Le tue.

Le mie no.

Come mai?

Forse perché il problema non è sempre l’AI.

Non sai darle il contesto giusto.

Non sai costruire un prompt.

Non sai verificare il risultato.

Non sai come funziona lo strumento che stai usando.

Eppure oggi l’AI è in mano a chiunque.

Senza basi informatiche.

Senza conoscenze di sicurezza.

Senza formazione seria sull’AI generativa.

E i problemi iniziano già a vedersi.

Abbiamo avuto avvocati che hanno portato in tribunale materiale generato da ChatGPT senza verificarlo adeguatamente.

Poi leggiamo di documenti prodotti con l’AI che rischiano di creare problemi ben più seri.
(vedi caso USA-CINA di oggi!)

E la colpa sarebbe dell’AI?

Comodo.

È come dare la colpa a Excel perché hai sbagliato una formula.

Il punto è un altro.

A breve milioni di persone useranno questi strumenti per produrre documenti, contratti, relazioni, analisi e comunicazioni anche in contesti importanti.

Molte non avranno idea di cosa stanno facendo.

Con i social abbiamo democratizzato la possibilità di pubblicare qualsiasi cosa. E il risultato?

il complottista, il terrapiattista o quello del “mio cugino mi ha detto che…” può costruirsi un pubblico e sembrare autorevole.

Con l’AI rischiamo di fare lo stesso.

Solo che questa volta democratizziamo anche la produzione di contenuti apparentemente credibili.

Testi.

Immagini.

Analisi.

Codice.

Documenti.

E questa sì che può diventare una situazione da fantascienza.

Non perché ChatGPT domani si sveglia e diventa Skynet.

Ma perché milioni di persone useranno strumenti potentissimi senza sapere davvero come funzionano.

La mia soluzione è impopolare:

1. basta AI avanzata completamente gratuita per tutti;

2. prezzi più alti per gli strumenti più potenti;

3. formazione seria e, per alcuni utilizzi professionali, una certificazione obbligatoria.

Per guidare serve una patente.

Per pilotare un aereo serve un brevetto.

Per usare strumenti capaci di produrre documenti destinati ad aziende, tribunali o istituzioni basta una mail e una password.

Geniale.

Se un giorno questa tecnologia diventerà davvero pericolosa, probabilmente non sarà perché “l’AI è cattiva”.

Sarà perché l’avremo data a tutti senza preoccuparci di insegnare a usarla.

Indirizzo

Via Leopardi 14
Casalserugo
35020

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