Nobile Ordine Sovrano dei Maestri Professionali

Nobile Ordine Sovrano dei Maestri Professionali Le origini del Nobile Ordine Sovrano dei Maestri Professionali si perdono nella notte dei tempi.

La pagina ufficiale del Nobile Ordine Sovrano dei Maestri Professionali, conosciuto anche con il nome di Professional Team, l'Associazione Goliardica di Casale Monferrato Era l'ormai lontano 1988, quando un gruppo di baldi giovani, tutti armati di sogni e di speranze, cominciò a frequentare il Liceo Ginnasio "Cesare Balbo" di Casale Monferrato. Stanchi ed oppressi dall'atmosfera cupa, seria e lugubre della loro scuola, decisero di ribellarsi e di portare una nuova luce nel Liceo, e fondarono un'associazione goliardica per sopravvivere con spirito, ironia e divertimento, ai lunghi mesi scolastici. Negli anni il "Professional Team" cambiò più volte struttura e membri, ma non lo scopo, che da sempre è quello di trascorrere del tempo con gli amici, scherzando, prendendosi in giro e mantenendo sempre uno spirito giovane, nonostante il passare degli anni.

Il sito ufficiale (www.professionalteam.org) è stato aggiornato con TUTTE le recensioni professionali del Maestro Crosio...
28/12/2016

Il sito ufficiale (www.professionalteam.org) è stato aggiornato con TUTTE le recensioni professionali del Maestro Crosio dell'anno 2016

www.professionalteam.org

21/01/2016

Recensione del Sacro Agape di mercoledì 20 gennaio 2016.

L’Ordine saluta il nuovo anno con un’escursione nella cucina romana: stavolta infatti abbiamo provato con successo il ristorante La Lupa (che altro?) sulla strada per Morano Po (ma attenzione, entro un mese si trasferirà nei locali dell’attuale Baia del Re, su Strada Vecchia Vercelli).
Il menu è molto vario, proponendo sia pizza che cucina di terra e di mare; dopo un ricco e ottimamente presentato antipasto misto, comprendente affettato, salmone, gamberetti, surimi e cozze (molto gustoso) giustamente abbiamo scelto la romanità verace, sotto forma di un tris di primi imbattibile: bucatini all’amatriciana, linguine cacio e pepe e penne alla carbonara, tutte eccellenti e abbondanti; il personale ha capito subito che noi siamo stomaci capienti e ben allenati…un corposo e profumato Barbera è stato perfetto complemento ai piatti; chiusura con una deliziosa crostata al limone e, coerentemente, un generoso bicchiere di limoncello.
Con tutto ciò il conto non ha superato i 25 euro, che significa ottimo rapporto qualità, e quantità/prezzo.
Per tutto questo, il locale si merita un bel 9,5/10, il mezzo punto in più va alla simpatia dei gestori.
A’ maccarone, m’hai provocato…e mò te distruggo! Aò!

Dove verrà fatto il prossimo Sacro Agape?
20/01/2016

Dove verrà fatto il prossimo Sacro Agape?

02/11/2015

Recensione del Sacro Agape del 13 ottobre 2015

La cena del 13 ottobre 2015 vede il gradito ritorno di Maestro Davide, e per festeggiare degnamente l’avvenimento ci voleva un luogo speciale.
Detto fatto: su suggerimento di Maestro Cecco siamo approdati al Ristorante La Possavina, in quel di Penango (Asti).
Di questo posto lo scrivente può parlare solo bene: cinque antipasti, due primi, un secondo, dolce, vini assortiti, caffè e ammazzacaffè, tutto per 50€, che sarebbe soddisfacente di per sé, tenuto conto delle buone porzioni.
Ma attenzione, stiamo parlando di una cena interamente a base di funghi e tartufi, quindi il rapporto qualità/prezzo è notevole.
In ordine sparso, dopo un calice di fresco Prosecco come apertura, abbiamo gustato un morbido e saporito tortino di carne cruda con scaglie di tartufo; insalata di funghi; doppio flan; funghi impanati con quel tanto di salato quanto basta; e un originale e ricco misto di patate, funghi e tartufi in terrina.
I primi,entrambi ai funghi, proponevano tagliolini e risotto.
Chiusura con uovo al tartufo e uno stuzzicante dolce allo zabaione, accompagnato da un calice di Brachetto; per il resto della cena, invece, s’è pasteggiato con Bonarda vivace.
In conclusione, un caposaldo della cucina solida e tradizionale: ce ne fossero!
Ora, riguardo al voto finale, Maestro Fabio m'ha garbatamente fatto notare che a volte sono eccessivamente generoso; in questo caso, non si può non esserlo, come ho detto, e sarei tentato di assegnare il massimo a questo accogliente ristorante.
Dopo attenta valutazione, il giudizio è 9,75/10, motivato dal fatto che il nostro amico Alessandro, in quel di Varengo, ha quel quid in più per quanto concerne gli esperimenti, e a noi piace chi rischia nello sforzo di migliorarsi.
Chiarito il punto, a chi è in disaccordo non resta che provare di persona.

Egli è il Maestro Crosio, in una foto di alcuni anni orsono.Il Maestro Crosio è il designato dal Sovrano Consiglio come ...
19/06/2015

Egli è il Maestro Crosio, in una foto di alcuni anni orsono.

Il Maestro Crosio è il designato dal Sovrano Consiglio come responsabile della stesura delle Recensioni Professionali e delle Memorabilia Ordinis, in virtù della sua eccelsa capacità scrittoria e della sua leggendaria memoria, a guisa di novello Pico della Mirandola.

Nulla gli sfugge e di tutto ha rimembranza.

17/06/2015

Recensione del Sacro Agape di mercoledì 10 giugno 2015

L’inesauribile curiosità dell’Ordine ha portato i suoi membri al ristorante giapponese Kiko, sito in Corso
Prestinari a Vercelli.
In realtà, il suggerimento è venuto dal Maestro Paolo, che non era nuovo a questo luogo, avendolo già sperimentato diverse volte in passato con altri amici.
Quel che ha attirato gli altri Maestri è la combinazione “all you can eat” che all’atto pratico è un po’ ingannevole; infatti, con 20 euro si può scegliere un primo e una combinazione di sushi e sashimi (le bevande sono escluse).
Tuttavia, abbiamo provato volentieri varie specialità, con piena soddisfazione; ci siamo anche concessi un piatto extra, ossia un eccellente e gustoso gran fritto di mare.
Ad accompagnare la cena, due bottiglie di frizzante Muller-Thurgau; coerentemente, invece, Maestro Fabio ha optato per una birra Asahi.
Chiusura con un fresco e sgrassante sorbetto e dolcetti mochi per Maestro Cecco, ottimi anch’essi.
Il conto, una volta tanto, s’è rivelato una piacevole sorpresa: già preparati ad un ricarico conseguente all’extra, il sorridente proprietario ha incluso tutto nei 20 euro preventivati, compreso un antipasto che avevamo fatto inserire; inoltre, come da tradizione, ci ha offerto un cordiale a scelta.
Insomma, il recensore assegna al ristorante un buon 8 ¾.

P.S. il percorso per arrivare al ristorante ci ha condotto lungo la periferia della città, che non ha nulla da
invidiare a quella di Alessandria (non è un complimento).
Tuttavia, a giudizio dello scrivente, questi luoghi hanno un certo fascino perverso nella loro mediocrità.

17/06/2015

Recensione del Sacro Agape di giovedì 7 maggio 2015

Stasera siamo provvisoriamente orfani di ben due Maestri, ossia Davide (che, spiace dirlo, disperiamo di recuperare in tempi brevi) e Roberto, che però sicuramente sarà ristabilito e più partecipe che mai alla prossima cena.
Stavolta non abbiamo dovuto spostarci troppo: dopo il prologo, un eccellente Rosé frizzante gustato alla valida enoteca Rosso Vivo, ci siamo diretti al Burger in the City, un nuovo locale in Via Sant’Anna.
Come il nome suggerisce, l’offerta è esclusivamente hamburger e simili, ma chi pensa sia una fotocopia di McDonald’s sbaglia di grosso: la qualità è eccellente, e la consistenza della carne rigorosamente nostrana (Fassone e Chianina) è sana e gustosa.
I prezzi, quelli sì sono da Mac, nel senso di popolari: lo scrivente s’è goduto un hamburger da mezzo chilo con contorno, doppia bibita e dolce (un ottimo affogato al caffè) spendendo 21 euro.
Il locale è di stile assai pop e giovane, coerentemente con la cucina.
Il voto è un solido 7,5, ma avrebbe potuto essere più alto non fosse stato per una bizzarra caratteristica.
In lista c’è pure un Giant Burger da 900 grammi, e l’avventore che lo sceglie “accetta la sfida” sulla falsariga di Adam Richman in Man vs. Food (chi non conoscesse il programma, vada su D-Max, canale 52).
Il suddetto hamburger viene servito con birra e patate fritte, e chi ne fa piazza pulita in meno di mezz’ora vince una birra.
Lo scrivente era più che disposto a mettersi alla prova, e vista la disinvoltura con cui ha spazzolato il successivo mezzo chilo avrebbe avuto sicure possibilità di successo; senonché, nel caso gli avrebbero apparecchiato un tavolo apposta, separato dagli altri Maestri, e questo era assolutamente contro lo spirito unitario dell’Ordine.
Inoltre, è discutibile apparire come un fenomeno da circo, così, a malincuore, si è dovuto rinunciare.
Inoltre, perché tanta abbondanza è riservata solo allo sfidante, mentre è preclusa al normale avventore?
Questa è discriminazione, signori!
La visione dell’attraentissima cameriera ci ha un po’ sollevato, in particolare un lato B questo sì da 8,5.

17/06/2015

Recensione del Sacro Agape di mercoledì 18 marzo 2015

Qualcuno potrà pensare che siamo un po’ ripetitivi, siccome è la terza volta in un anno che scegliamo la Stamberga del Drago in quel di Varengo; ma perché lasciare il certo per l’incerto, quando si sa che qui verremo serviti eccellentemente?
Difatti, anche stavolta non saremo smentiti.
Nel piacevole salotto genuinamente rustico, come giustamente notato da Maestro Fabio, il consueto calice di frizzantino accompagna un ottimo salame al b***o, presentato con delicatezza; è poi la volta di un piatto dagli accenti orientali, ossia pollo aromatizzato con una squisita salsa di soia che lo arricchisce in maniera sublime.
A seguire, un originale uovo in crosta di rapa rossa, che nobilita questo altrimenti semplice alimento.
Chef Alessandro si supera poi con una terrina di cozze al sale affumicato e aromatizzate con cipolla di Tropea; che classe, ragazzi!
I recipienti vengono svuotati con golosa rapidità e la “scarpetta” è d’uopo.
Si continua con doppia porzione di tagliolini; tradizionali sì, ma aromatizzati con mentuccia e santoreggia- felice ritorno di bei nomi del passato.
Le cipolle di Tropea guarniscono anche il secondo, filetto in questo caso, e, credeteci, la differenza con quelle nostrane si sente eccome.
Per finire: già lo scrivente era stato lusingato nel vedere accolta la sua denominazione di un nuovo dolce (la “brezza della valle”); martedì è stato nuovamente invitato a battezzare la più recente creazione di Alessandro, uno squadrato gioiellino che il sottoscritto non ha esitato a denominare “delizia al cubo”; gradito e ufficializzato.
Come sempre, un rosso corposo e distillati assortiti hanno accompagnato la cena.
Insomma, la vulcanica creatività di Alessandro si è espressa al suo meglio; accomodatosi con noi dopo la cena, ci ha spiegato la sua filosofia, cioè il proporre accostamenti di sapori che dapprima sembrano azzardati e dissonanti, ma che nella pratica si traducono in piatti spettacolari, come puntualmente accade.
Crediamo che, se per ipotesi cenassimo qui tutte le settimane, gusteremmo ogni volta portate sempre diverse- e stupefacenti.
Infatti, tenete conto che questo caleidoscopio di sapori è stato preparato con appena un giorno di preavviso da parte nostra!

17/06/2015

Recensione del Sacro Agape di venerdì 20 febbraio 2015

AVVERTENZA: il seguente ristorante non è adatto a gente senza spirito, ingessata e convenzionale. Questi “vecchi dentro” sono perciò pregati di astenersi.

Il luogo in questione, cari amici, è un po’ lontano ma merita una visita; si tratta del Ciabòt di Rivanazzano Terme, un paese immediatamente dopo Voghera. Per i Maestri è stata una prima assoluta, scelta sulla scorta di informazioni che lodavano la cucina.
Ed in effetti così è stato: la serata si apre con ottimi affettati, seguiti da una gustosa polenta con cotechino. Si prosegue con parecchi antipasti a buffet (insalata russa e di patate, frittatine di verdure, mortadella ecc.) a piacere.
I primi consistono in agnolotti ben ripieni ed un ottimo risotto ai funghi; poi arriva un bel piatto di carne e pesce (lo scrivente è andato decisamente su un buon branzino impanato) con contorno di patate croccanti.
Chiusura con dolce- nel nostro caso un eccellente budino- caffè del Ciabòt (cioè, cioccolata calda) e liquori assortiti, degli ottimi limoncello e meloncello.
La cena è stata accompagnata da un rosso genuino e corposo il giusto.
Prezzo (pagamento alla consegna…dei piatti) è di 50€.
Quindi il locale si merita un solido 8,5.

Beh, direte voi, tutto qui? Che c’è di così insolito in quello che sembra essere un tipico ristorante del Pavese?
Appunto, sembra. L’ambiente che troverete è grosso modo un incrocio tra lo storico La Parolaccia di Roma (ma molto meno estremo) e altri locali con personaggi istrionici quali Il Matto di Terranova.
Per giunta alla nostra serata s’è aggiunto l’elemento di uno scanzonato addio al nubilato, con una futura sposa dalla pelle dolcissima, nel senso letterale del termine.
Ma procediamo con ordine.
All'entrata nessuno sfugge al rito d’iniziazione, ossia ci si accomoda su un water closet dalla cui cassetta un tubo ti porta alle labbra non acqua ma vino; previdentemente, lo staff ti fornisce di ampio bavaglino e panno tipo barbiere per evitare annaffiature indesiderate- ciò non impedisce un’irrorazione copiosa di uno dei Maestri, quando nel mezzo del pasto la sposina viene invitata a versargli del vino proveniente da un pappagallo (sì, proprio quello da ospedale).
Dopo gli antipasti, una fragorosa marcia dei bersaglieri e una paletta da vigile alzata ci fanno correre in cucina a cambiare i piatti, e poco dopo capiamo il motivo per cui c’è un ampio spazio al centro della sala: serve a far passare un trattore gommato che traina una betoniera, al cui interno gira il riso, che viene poi scodellato in una carriola.
Viene poi distribuito ai tavoli con esperti lanci dei camerieri, che utilizzano una cazzuola da muratore; uno degli avventori, invece, se lo riceve a sorpresa sulla tovaglia, che non è altro che uno strofinaccio da cucina. La stessa attenzione gli verrà dedicata con gli agnolotti. Per evitare che si mischino i sapori, è forse necessario cambiare piatto? Macché; basta capovolgere quelli che ci sono,servirci sopra il cibo, e voilà.
Come simpatico intermezzo, il suddetto trattore fa fare il giro turistico del locale ad alcune ragazze, poi una dozzina di avventori sale sui tavoli, mascherata in varie fogge, e si esibisce al ritmo di vivaci canzoni.
Dicevamo dei liquori: il limoncello viene schizzato in bocca direttamente da una peretta da clistere, mentre il meloncello ci viene travasato tramite un grosso imbuto.
Né abbiamo visto lo spettacolo completo, poiché si può anche assistere al taglio del tavolo per mezzo di motosega e all’apparizione di un asino che vi spazzolerà cortesemente gli avanzi dalla tavola.

Come detto, se mancate di senso dell’umorismo, passate oltre; in realtà questo locale entra perfettamente nello spirito giovane e spensierato dell’Ordine, nel contempo soddisfacendo i nostri canoni in fatto di buona cucina.

Dare un voto in questo caso non è possibile perché, si sa, il divertimento non ha prezzo.

P. S. Prima della cena, abbiamo gustato un sostanzioso aperitivo al risto-pub Pi-Rò adiacente al Ciabòt; varrà la pena approfondire il discorso in una successiva occasione…come pure, per sfatare il mito di Voghera città anonima, sarebbe bene fare una visita al “Centro culturale Iriense” che, a quanto abbiamo visto, propone soggetti interessanti.

17/06/2015

Il Professional Team si scusa per la lunga latitanza nell'aggiornamento della pagina Facebook, e per farsi perdonare oggi pubblicherà le 4 ultime recensioni professionali

Settimana moooolto positiva per la pagina del Professional Team!!!
08/12/2014

Settimana moooolto positiva per la pagina del Professional Team!!!

In occasione del Sacro Agape di ieri, il Nobile Ordine Sovrano dei Maestri Professionali ha insignito lo chef Alessandro...
05/12/2014

In occasione del Sacro Agape di ieri, il Nobile Ordine Sovrano dei Maestri Professionali ha insignito lo chef Alessandro Zanotto de La Stamberga Del Drago della Targa Professionale, il più alto riconoscimento dell'Ordine a beneficio dei Locali che garantiscono il massimo della qualità enogastronomica ai propri clienti

Indirizzo

Casale Monferrato

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