08/11/2022
Condividiamo un'anteprima del reading ormai prossimo:
Lèggere parole leggère parole per uno sguardo nuovo al mondo e a noi
“- Quelli che non conosciamo fanno sempre un po’ paura Salvatore,- disse una notte, - ma c’è un trucco per farsela passare.
-Che trucco? -
-Conoscerli a fondo, Salvatore, guardargli bene gli occhi, le braccia, le gambe e sentirli parlare, e allora tutto cambia.”
A.Ferrara, Casa Lampedusa
“Malala parla in tv. Quella bambina che scriveva contro i talebani è cresciuta e ora non deve più nascondersi.
La sua vita sembra un film.
Un tempo sognava di vedere la valle libera dalle grinfie dei talebani e le ragazze volare spensieratamente come farfalle. I suoi sogni sono diventati realtà: è felice, felice, felice.”
V. Mazza, la storia di Malala raccontata ai bambini
"In fondo desiderava con tutte le sue forze essere normale, essere accettata e amata dagli altri, e in quei momenti provava un senso d'angoscia, una paura tremenda della solitudine"
B.Pitzorno, Extraterrestri alla pari
12 febbraio 1944
" Vorrei tanto…vorrei…tutto…Parlare, essere libera, avere amici, essere sola."
1 agosto 1944
“La cara Anne non è dunque ancora mai comparsa in società, nemmeno una volta, ma in solitudine ha quasi sempre il primato. Io so precisamente come vorrei essere, come sono di dentro, ma ahimè lo sono soltanto per me”
Diario di Anne Frank
“[...]non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei fatto quasi con gioia.”
F. Uhlman L'amico ritrovato
"Stavano in piedi tutti e due davanti a me, in mezzo al prato, Giacinto con gli occhi spalancati e spenti e la mazzetta appoggiata ai piedi, Bartolomeo con la bocca tutta affollata di denti, e si vedeva che pensavano a Ferruccio che scappava. Non sei proprio contento se uno ti vede e scappa via, certo, non ti fa piacere di fare quest'effetto alle persone. Ma non era mica colpa loro, figuriamoci, era colpa di quello che la gente pensa prima di sapere come stanno le cose.”
A.Ferrara, Sulla soglia del bosco
“Da pochi mesi erano state proclamate le leggi razziali, e stavo diventando un isolato anch’io. I compagni cristiani erano gente civile, nessuno fra loro né fra i professori mi aveva indirizzato una parola o un gesto nemico, ma li sentivo allontanarsi, e, seguendo un comportamento antico, anch’io me ne allontanavo: ogni sguardo scambiato fra me e loro era accompagnato da un lampo minuscolo, ma percettibile, di diffidenza e di sospetto. Che pensi tu di me? Che cosa sono io per te?”
P. Levi, Il sistema periodico
“...Anche tu, nella tua classe, puoi già combattere la battaglia di Giovanni e farlo vincere. Se accetti le ingiustizie, se difendi chi le subisce. Giusto?”
Alzai gli occhi:”Giusto.”
L.Garlando, Per questo mi chiamo Giovanni
A Cinisi la mafia non esiste.
È questo che dicevano, e avevano ragione, visto che la parola la conoscevano tutti ma nessuno aveva il coraggio di pronunciarla.
Invece poi era arrivata la Voce e, come a volte succede, aveva contagiato tutti quanti come un virus.
[...]
Ma quel migliaio di giovani in marcia era il segno che il tempo del silenzio era finito per sempre.
[...]
Dimostrarono di essere forti, tenaci , e noi con loro. Eravamo come una goccia. E una goccia, se è abbastanza ostinata, può scavare anche le montagne.
D. Morosinotto, Peppino impastato. Una voce libera
“Ho seguitato a camminare vicino a papà e a ripetermi quell’appellativo fra me e me:”il bambino di vetro”. Allora è così che mi chiamano, mi sono detto. E sono stato felice perché ho capito che anche loro mi conoscono. Allora anch’io esisto per loro. Magari sono solo un’ombra, un volto pallido che passa in automobile e interrompe la loro partita, una sagoma grigia dietro il vetro di una delle finestre della villa dell’avvocato. Qualcosa comunque, qualcuno al quale magari, ogni tanto…forse...pensano.
Si può vivere di niente. Ho sorriso e veramente, in quell’attimo, mi sono sentito meglio: esistevo.”
F.Silei, Il bambino di vetro
Ioleggoperché