23/08/2026
Eccome se me lo ricordo..📷.
Fine agosto, tornavi a casa abbronzato, con lo zaino ancora pieno di sabbia e quel rullino da 36 pose arrotolato in fondo, quello che avevi centellinato tutta l'estate.
Perché non potevi scattare a raffica. Ogni foto costava. Quindi ci pensavi: "Questa vale la posa?"
E poi il rito: portarlo dal fotografo, nel sacchettino giallo Kodak. E lui: "Passa tra tre giorni".
Tre giorni che sembravano tre mesi. Morivi dalla curiosità.
Poi tornavi, ti dava la busta con le stampe lucide ancora tiepide e i negativi. Le aprivi per strada, non riuscivi ad aspettare.
E c'era sempre di tutto: metà foto venute mosse, gli occhi rossi come vampiri col flash, quella dove qualcuno aveva messo il dito davanti all'obiettivo, quella doppia in spiaggia che invece era diventata bellissima per caso. E poi quella con tutti gli amici, stanchi, felici, abbracciati, che non sapevi sarebbe diventata la foto più importante di tutte.
Non c'era il cestino, non c'era il filtro. C'era l'attesa. E per questo le ricordavi meglio....
📷 Bodri