Studio di consulenza e mediazione familiare Nuovi Accordi

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22/02/2026

Ogni persona fiorisce laddove si sente compresa, amata, ascoltata. L'ascolto reciproco è la base di un sano dialogo.

22/02/2026

Il gioco non ha bisogno di uno scopo. È già lo scopo. Il gioco è il modo in cui i bambini e i ragazzi restano umani.

Il gioco non è solo azione, è una forma di pensiero, espressione, comunicazione e interazione con noi stessi, con l’altro e con l’ambiente. Il gioco è il luogo dove nasce la creatività genuina. Quando giochiamo sperimentiamo e ci sperimentiamo.

Il gioco mantiene vivo il rapporto con l’incertezza. Quando giochiamo non sappiamo “ancora come va a finire” e, a volte, ci scordiamo che deve solo fluire. È il "non sapere come va a finire" il vero motore del divertimento.

Sta succedendo, invece, qualcosa che ci sta portando in una deriva: fare qualcosa senza scopo produttivo diventa quasi perdere tempo in modo creativo.
Fare qualcosa senza uno scopo, come giocare, disegnare male, improvvisare balli e musica saltellando per casa, costruire qualcosa con le proprie mani solo per il piacere di farlo, sta diventando un gesto fuori sistema. Quando togliamo l'obbligo del risultato estetico, liberiamo la mano e la mente.

La creatività genuina non nasce per essere esposta, ma per essere esplorata.

Oggi anche il riposo ha uno scopo. Anche il viaggio deve essere arricchente e gli hobby diventano una skill personale.

Il bambino (o l’adolescente) che costruisce una torre di mattoncini per poi buttarla giù, che crea un castello di sabbia che poi verrà cancellato dal vento o da un’onda, non sta ottimizzando niente. Sta semplicemente facendo qualcosa di profondamente umano: vivere nell’atto in sé, non nel risultato. In un mondo che ci spinge a diventare più bravi, più sani, più colti, il gioco ci permette di essere e di esserci.

L’adulto che riesce a fare lo stesso si sta riconnettendo a se stesso, si sta relazionando al bimbo o all’adolescente e sta difendendo il suo, e il loro, essere ‘umano’.

E allora non è perdere tempo, è vivere.

Maura Manca

28/08/2025

La libertà ci orienti nel cammino della vita e quindi nel percorso formativo ma sia essa intesa anche come responsabilità.

23/08/2025

Christian Bobin, "La meraviglia e il buio"

23/08/2025

"Mi vorrai sempre bene, mamma?" "Mi vorrai sempre bene, papà?"
Vi è mai capitato di sentirlo chiedere ai vostri figli, magari quando erano più piccoli?
I bambini lo chiedono con naturalezza e spontaneità. Ce lo chiedono perché hanno bisogno di sapere che l'amore che un genitore prova nei loro confronti non cambierà. Hanno bisogno di sentirselo dire, di sicurezza, di sapere che, qualunque cosa succeda, mamma e papà gli vorranno sempre bene e saranno al loro fianco sempre.

Smettono di chiederlo espressamente qualche anno più tardi, quando diventano preadolescenti. E, quando crescono ancora, potrà a volte sembrarci che non "gliene importi più". Sembrano quasi voler rifuggire lo sguardo degli adulti e dei genitori in modo particolare per focalizzarlo sui loro pari.
Attenzione, però, questo non significa che non ne abbiano più bisogno e che non lo vogliano più: anzi, è forse proprio in quei momenti che ne hanno maggiormente necessità ed hanno bisogno di sentire che l'amore di un genitore è sempre presente. Si sentono come “osservati” dagli altri, come sotto un riflettore che punta la luce su di loro e sono pronti a essere giudicati e criticati. Vogliono sapere che mamma e papà, invece, possono amarli in modo incondizionato, che hanno ancora la stessa attenzione nei loro confronti, che li osservano e sanno andare al di là delle parole o dei silenzi.

Hanno bisogno di sentirsi dire "Si, ci sono e ti amerò per sempre. Anche quando crescerai, anche quando cambierai, anche quando non avrai più bisogno di me nello stesso modo in cui ne hai bisogno ora".

23/08/2025

Ascoltare significa esserci, ed è ciò di cui ha bisogno un adolescente, perché essere ascoltati, per loro, significa essere visti, riconosciuti e compresi.

Dal libro Leggimi nel pensiero di Maura Manca

23/08/2025

Aiutare i figli ad affrontare le sfide di ogni giorno: l’importanza di dare ascolto e presenza, non soluzioni!
Ascoltare i figli è fondamentale, è il primo passo per instaurare e mantenere aperta una relazione improntata sul dialogo e il confronto, anche nei momenti di difficoltà. Non è sempre facile riuscire ad ascoltarli e a comprendere i loro comportamenti e le loro motivazioni. Eppure è fondamentale: sentirsi ascoltati significa potersi fidare e sentire di essere importanti per l’altro!
L’ascolto è uno strumento potentissimo che permette di entrare in contatto con l’altro. Allenare l’ascolto è molto difficile, ma è la chiave per il successo familiare. Ci vuole pazienza perché si trovi una modalità efficace, ma non solo: servono anche allenamento e fiducia in quello che si sta facendo.
Se ci mettiamo nei loro panni, ci renderemo conto del fatto che anche noi adulti, quando esprimiamo una difficoltà o un dubbio, abbiamo soprattutto bisogno di essere ascoltati, compresi, non giudicati, senza ricevere soluzioni preconfezionate da altri.
Ascoltiamoli, in modo attento ed empatico, senza intervenire in maniera immediata, aiutiamoli a riconoscere i sentimenti e le emozioni che stanno sperimentando. Aiutiamoli a riflettere e ragioniamo insieme sulle possibili soluzioni, lasciando loro la possibilità di trovare delle alternative.
Questa modalità aiuta bambini e ragazzi a sviluppare maggiore consapevolezza di se stessi, sperimentando la loro libertà di pensiero e di azione. I figli hanno bisogno di fiducia, di sentire che mamma e papà sono lì per loro, per sostenerli e amarli sempre e che sono fiduciosi nelle loro capacità di far fronte alla vita.

23/08/2025

Una delle emozioni più faticose da gestire, anche per un genitore, è la rabbia. Troppe volte si tende a “negare” le emozioni che vengono considerate negative, impedendo a bambini e ragazzi di vivere adeguatamente anche rabbia, frustrazione o tristezza. Eppure, l’esempio e la modalità con cui gli adulti riusciranno ad esprimere, gestire ed elaborare le emozioni saranno una guida per i figli, sin da piccolissimi, e li aiuteranno a sperimentarsi senza paure.
“Quando mi sto arrabbiando non voglio che ti arrabbi anche tu, ho bisogno di un abbraccio e di stare un po' in silenzio vicino a te!” (Sara, 6 anni)
L’effetto più immediato dell’abbraccio è un aumento dei livelli di ossitocina che, tra le diverse funzioni, serve a stabilire un legame emotivo generando sentimenti di calma e soddisfazione, e riducendo lo stress. Durante un abbraccio, inoltre, vengono rilasciate anche serotonina e dopamina, che generano una sensazione di benessere e armonia. L’abbraccio “disattiva” le aree del cervello responsabili della paura, dando un senso di sicurezza e protezione, e aumentando la resilienza.
“Abbracciare un bambino felice è semplice, perché ci prendiamo un po' della sua gioia. Abbracciare un bambino arrabbiato lo è molto meno. Ma è proprio in questi momenti che bisogna abbracciare quel bambino, per prendersi un po' della sua rabbia” (Rossini- Urso).
Gestire in modo efficace i sentimenti e le emozioni, essere perseveranti nonostante le frustrazioni, sviluppare l’empatia e la capacità di prendersi cura degli altri rappresentano delle risorse e delle competenze fondamentali per bambini e adolescenti che, nel corso della crescita, permetteranno loro di affrontare più efficacemente la quotidianità e diventare adulti più consapevoli e sicuri.

Indirizzo

Carmignano

Orario di apertura

09:00 - 17:00

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