28/08/2022
🚸 Me lo ricordo benissimo il suo primo giorno di scuola.
È entrato a far parte di quei momenti che io chiamo "step di crescita": la prima pappa, la prima parola, il primo passo, la prima c***a nel vasino, il primo giorno di scuola.
Tragico, catastrofico, doloroso.
Urla, pianti, grida: "mammaaaaaaaaa"
Il cuore che ti si stringe in petto, anche se sai che probabilmente starà bene, si divertirà, le piacerà ...
E dopo l'ultimo saluto e con gli occhi lucidi inizi a farti mille domande:
"Chissà come la prenderà, chissà cosa farà, chissà se piangerà, chissà se si divertirà, chissà se le educatrici/educatori la capiranno, chissà se ci vorrà tornare.."
.e poi, nonostante tu l'abbia studiato e sia preparata, inizi a mettere in dubbio la scelta: chissà se abbiamo fatto bene, chissà se era il momento giusto, forse era ancora piccola...
Conti i minti e finalmente ne mancano solo 50 e anche se la scuola è sotto casa scendi e vai, perché "non si sa mai..."
Ed eccola lì, all'uscita che la guardi e le sorridi, la scruti, la osservi, cercando di capire se sta bene, se è triste, se è arrabbiata, se le è piaciuto.
Finalmente l'abbracci "come è andata?"
Lei ti guarda: "mamma, domani voglio ritornarci!"
E lì svaniscono tutti i chissà e tutti i forse, resta solo la gioia di una bambina che ha fatto il primo passo di autonomia verso la società ...
..e l'ansia di una mamma che non si sentirà mai pronta a dire ciao alla sua piccola.
PS. Tra pochi giorni tocca al piccolo e io, mamma, vivrò nuovamente tutto questo, AIUTO! (già piango!)