Vivere Mindful

Vivere Mindful Loriana Pitzalis,dott.ssa in Pedagogia,formatrice MDF,Diploma in Psic. Olistica.Professionista disci

Facilitatrice e istruttrice Mindfulness, coach in assertività, ex docente scuole medie e superiori, Pedagogista a indirizzo socio-psicologico

Vi aspetto!
29/05/2023

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La Mindfulness a scuola

Anni fa, all'antropologa Margaret Mead fu chiesto da uno studente quale considerava essere il primo segno di civiltà in ...
20/03/2023

Anni fa, all'antropologa Margaret Mead fu chiesto da uno studente quale considerava essere il primo segno di civiltà in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse di ami da pesca, pentole di argilla o pietre per macinare.
Ma no. Mead ha detto che il primo segno di civiltà in una cultura antica era un femore (osso della coscia) rotto e poi guarito. Mead ha spiegato che nel regno animale, se ti rompi una gamba, muori. Non puoi scappare dal pericolo, arrivare al fiume per un drink o cacciare cibo. Sei carne per bestie che si aggirano. Nessun animale sopravvive ad una gamba rotta abbastanza a lungo da far guarire l'osso.
Un femore rotto che è guarito è la prova che qualcuno si è preso del tempo per stare con chi è caduto, ha legato la ferita, ha portato la persona in salvo e ha curato la persona durante il recupero. Aiutare qualcun altro nelle difficoltà è il luogo in cui inizia la civiltà, ha detto Mead.
Siamo al meglio quando serviamo gli altri, questa è civiltà!

- MonolituM

22/02/2023

Che televisivamente parlando Elly fosse più forte di Bonaccini lo sapevamo già, ma quello che è successo ieri sera è che finalmente la nostra generazione se l'è giocata alla pari con una generazione di 20 anni più grande che in questi decenni non ci ha mai dato spazio. La retorica è sempre quella - "Elly non ha governato abbastanza, non è pronta, ha dietro i pezzi grossi e blabla" - dimenticandosi che a neanche 40 anni è stata eurodeputata e vicepresidente di regione, che parla 4 lingue e che, appunto, se la metti di fronte a uno schermo in prima serata a giocarsi la leadership del partito, non solo convince, ma vince.

Grazie Elly e daje tutti che

Mercoledi 8 alle ore 19.00 webinar gratuito su MINDFULNESS E INSONNIA. Se interessati lasciate un messaggio qui o scrive...
06/02/2023

Mercoledi 8 alle ore 19.00 webinar gratuito su MINDFULNESS E INSONNIA. Se interessati lasciate un messaggio qui o scrivete a [email protected]

La Pace è un diritto di tutti i popoli!
06/02/2023

La Pace è un diritto di tutti i popoli!

24 Febbraio 2022 – 24 Febbraio 2023
FERMIAMO LA GUERRA IN UCRAINA. Un anno di guerra è troppo!

L’invasione russa in iniziò il 24 Febbraio 2022. Una violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale che chiede giustizia immediata.

invita a promuovere mobilitazioni nelle città italiane ed europee a un anno dall’invasione dell’Ucraina per chiedere il cessate il fuoco, il dialogo e i negoziati di pace per costruire un’Europa sicura e pacifica per tuttз.

Mostrare solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre, le violenze, le repressioni e le discriminazioni nel mondo.

La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno!

Info: www.arci.it/basta-guerra-vinciamo-con-la-pace/

"È il cuore che è importante,disse il piccolo Principe alla rosa"                 Antoine de Saint Exupery
06/02/2023

"È il cuore che è importante,disse il piccolo Principe alla rosa" Antoine de Saint Exupery

Questa splendida giovane ci stadando una bella lezione. Spero che in tanti la seguano e la appoggino. Io lo faccio con i...
22/01/2023

Questa splendida giovane ci stadando una bella lezione. Spero che in tanti la seguano e la appoggino. Io lo faccio con i miei scarni mazzi perché so che sono parte di un universo e lavterra in cui vivo devo proteggerls3, non violentarla: cosa ne pensatte?

GRETA THUNBERG ANCORA UNA VOLTA CI HA MOSTRATO CHE NON TUTTO E' PERDUTO E VALE LA PENA LOTTARE

Greta Thunberg non lancia molotov, non sgomita per la Tv, non monetizza il brand, non ha una felpa dedicata e pubblica i video demonetizzati, per questo la politica adulta – quella marcia, che ci ha condotto al disastro climatico – la odia così tanto: perché non sanno come prenderla. Non è facile farne un obiettivo contro cui scagliarsi, e sembra impossibile cooptarla in qualche battaglia ambientale di greenwashing, che quella sì potrebbero abbracciarla anche i politicanti di oggi.

Facciamo un passo indietro: Greta Thunberg si è seduta vicino al bordo della miniera di lignite a Garzweiler, in Germania, protestando contro l'allargamento della miniera di carbone, insieme a decine di altri manifestanti. Greta Thunberg non si è messa in testa, si è messa a sedere, ha usato la forza passiva del suo corpo per resistere, riuscendo a occupare la forza di tre uomini per portarla via.

Ieri Greta Thunberg sorrideva, come Alex Langer. Né troppo, né poco. Radicalmente diversa dalla norma.

Dobbiamo prendere atto di una questione: il mondo non verrà cambiato da chi di fronte ai cambiamenti climatici, oggi allarga le braccia e dice: "Ma noi cosa possiamo farci?"
Il mondo non verrà cambiato da leader che arrivano con l'elicottero privato all'ennesima riunione di buone intenzioni e affermano: "Stiamo facendo il possibile".
Il mondo non verrà cambiato da chi oggi attende uno sviluppo tecnologico come gli antichi pregavano il dio della pioggia.

La Terra – per come la conosciamo oggi – potrebbe non farcela, ed è anzi quasi probabile. Però non tutto è perduto: oggi la nostra speranza viene da una ragazzina bionda che vive nel nord Europa e ha la sindrome di Asperger.
La speranza viene da una ragazzina nera come la pece nata oggi in Nigeria, da un'altra che ha sette anni ed è nata negli Stati Uniti d'America, la speranza viene da un'intera classe in Etiopia guidata da un'insegnante illuminata, da un albero piantato da un ragazzino in Guatemala e da due sedicenni che sono saliti su una sequoia per evitare che venga abbattuta. La speranza viene da chi fa scandalo nel porcile, da chi getta vernice (lavabile) nei luoghi del potere e si allea con l'arte, incollandosi ai quadri di chi ha cambiato il mondo con i propri colori, come un tale Vincent Van Gogh che disse: "E' molto più importante la realtà di qualsiasi sentimento si possa provare per un quadro”.

Il senso comune ha fallito 200 anni fa, il buon senso ha fallito l'altro ieri. Oggi abbiamo necessità di scandalo e pensieri economicamente improduttivi.
Le strade di ieri hanno sbagliato direzione, quelle bussole ci hanno condotto alle discariche del fast fashion.
Se il mondo cambierà sarà grazie alle azioni inaspettate. Ricordate: di banalità è lastricata la strada della norma, dobbiamo operare una deviazione.

Greta Thunberg invecchia i noi stessi del giorno prima, ogni giorno. Ed è terrena, raggiungibile, sa stare sul palco ma è in grado anche di scenderne, non ne subisce il fascino e considera il palco per quello che è: un rialzo di legno talvolta utile per essere ascoltati, niente di più, niente di meno.
Greta Thunberg è il mio mito, perché ci costringe a vedere e a narrare il mondo con altri occhi: quelli della speranza, nonostante tutto e nonostante molti. Ma Greta Thunberg è anche scienza, perché induce alla sperimentazione e alla ridefinizione di ciò che consideriamo un modello di sviluppo.

Se il mondo cambierà sarà merito dei più giovani, che noi dovremmo semplicemente ascoltare. Oserei dire: copiare.
Care ragazze, cari ragazzi, le mie parole saranno sempre un piccolo scudo per voi, e un aratro manuale per i sentieri che state battendo.

Greta Thunberg lascia aperto un pertugio da cui possiamo passare tutti, per questo dobbiamo volerle così bene.

Saverio Tommasi

22/01/2023

Quella di Attilio Manca è una storia di straordinario coraggio e verità troppo a lungo negate.

È la storia di un medico di 34 anni, un urologo di fama nazionale, che nel novembre 2003 si ritrovò a compiere una scelta che cambiò per sempre la sua vita. Quando Cosa nostra gli chiese di operare alla prostata il superboss allora latitante Bernardo Provenzano, a Marsiglia, Manca si rifiutò categoricamente. Non voleva in alcun modo essere complice della mafia.

Solo pochi mesi dopo, nel febbraio 2004, il suo corpo fu ritrovato nella sua casa di Viterbo con due buchi al braccio sinistro (strano per lui che era mancino), il volto tumefatto e nel sangue un mix di eroina, alcool e barbiturici, senza la minima traccia di impronte digitali sulla siringa.

Per quasi vent’anni è stato derubricato come suicidio, nonostante cinque diversi collaboratori di giustizia abbiano parlato apertamente di messinscena, di omicidio, di regolamento di conti.

Almeno fino al gennaio di un anno fa, quando spunta fuori un’intercettazione del 2003 nella quale gli uomini di Provenzano pronunciano queste parole: “Bisogna fargli una doccia”.
Tradotto: fatelo fuori.

Oggi, grazie anche a quell’intercettazione e a una serie infinita di testimonianze, opacità e contraddizioni, la Commissione parlamentare Antimafia ha finalmente riconosciuto, nero su bianco, che “quello di Attilio Manca è stato un omicidio di mafia”.

Ora, assieme alla verità, arrivi anche la (tardiva) giustizia. Lo dobbiamo allo straordinario coraggio di questo medico, alla sua famiglia, a chi non ha mai smesso di crederci.

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