Chiara Comotto

Chiara Comotto Psicopedagogista
Coordinatore Genitoriale nelle situazioni di alto conflitto
Supporto alla genitorialità
Terapista cognitiva

Applicatrice Metodo Feuerstein

Ricevo nelle Province di Milano, Monza Brianza e Lecco

08/03/2026

Oggi celebriamo la forza silenziosa e il coraggio quotidiano delle donne.
Custodi di vita, di relazioni e di futuro. 🌼✨

Buona Giornata Internazionale della Donna. 💛

24 DicembreL’attesa può essere meravigliosa o terribile, dipende da cosa stai aspettando.L’attesa di qualcosa di bello –...
24/12/2025

24 Dicembre
L’attesa può essere meravigliosa o terribile, dipende da cosa stai aspettando.
L’attesa di qualcosa di bello – di un viaggio, di un incontro, di una nascita – è piena di eccitazione, di speranza, di sogni. È quasi bella quanto la cosa stessa che aspetti.
Ma c’è anche l’attesa che fa male. L’attesa di una risposta che non arriva. L’attesa che le cose migliorino mentre il tempo passa e nulla cambia. L’attesa di qualcuno che è lontano e non sai quando tornerà. L’attesa che diventa troppo lunga e inizia a pesare, a fare male, a svuotarti.
E diciamocelo: nell’ultimo anno abbiamo tutti sperimentato un’attesa dolorosa. A livelli diversi, in modi diversi, ma tutti abbiamo aspettato qualcosa. Che la situazione migliorasse. Che i problemi si risolvessero. Che tornasse un po’ di normalità, di serenità, di leggerezza.
Anche nelle relazioni di coppia ci sono le attese: che l’altro capisca cosa ti serve senza che tu debba dirlo; che le cose si sistemino da sole; che l’altro cambi. L’attesa del momento giusto per fare quella cosa, avere quella conversazione, prendere quella decisione.
L’attesa può essere distruttiva, se non la gestiamo bene. Può diventare frustrazione, rabbia, rassegnazione. Può farti perdere il presente mentre sei troppo concentrato sul futuro.
Ma l’attesa può anche insegnare. Insegna la pazienza. Insegna che non tutto è sotto il tuo controllo. Insegna a trovare la pace anche nell’incertezza. Insegna che a volte bisogna semplicemente attraversare, un passo alla volta, senza sapere quanto manca alla fine.
E c’è una cosa bellissima sull’attesa: per ogni persona che è attesa, ce n’è almeno una che attende. Per ogni coppia che aspetta tempi migliori, c’è qualcuno che crede in loro, che li sostiene, che aspetta con loro.
Domani è Natale, finisce questa attesa particolare del calendario dell’avvento. Ma ne continua un’altra: quella del vostro futuro insieme. E noi vogliamo continuare a camminare con voi.

Oggi siamo noi che attendiamo una vostra risposta. Vi chiediamo di confrontarvi e di stabilire se questi piccoli e semplici passi che abbiamo fatto insieme verso il Natale sono stati preziosi o meno per far crescere il vostro Amore
Felice Vigilia ❤️

23 DicembreLa speranza è quella cosa che ti tiene in piedi quando tutto sembra andare male. È quella vocina che dice: «V...
23/12/2025

23 Dicembre
La speranza è quella cosa che ti tiene in piedi quando tutto sembra andare male. È quella vocina che dice: «Vedrai, andrà meglio».
Nelle relazioni di coppia, la speranza è fondamentale. Perché ci saranno momenti in cui tutto sembrerà perduto. Momenti in cui vi siete allontanati così tanto che vi chiederete se ha ancora senso restare insieme. Momenti in cui il dolore è così forte che la tentazione di mollare sembra l’unica via d’uscita.E in quei momenti, serve la speranza.
Ma attenzione: la speranza non è illusione. Non è chiudere gli occhi e aspettare che magicamente tutto si risolva da solo. Non è “speriamo che migliori” mentre non si fa nulla per cambiare le cose.
La speranza vera è accompagnata dall’azione. È dire: «Credo che possiamo farcela, e sono disposto a lavorarci». È guardare al futuro con fiducia, ma mettendoci l’impegno oggi.
La speranza è credere nel potenziale del vostro amore. Credere che, anche se ora siete in un momento difficile, avete in voi le risorse per superarlo. Credere che il meglio deve ancora ve**re, che la vostra storia ha ancora tanti capitoli da scrivere.
E la speranza è contagiosa. Quando uno dei due dice: «Non mollo, credo in noi», anche l’altro trova la forza per andare avanti.
Ma la speranza ha bisogno di nutrimento. Ha bisogno di momenti in cui vi ricordate perché vi siete scelti. Ha bisogno di progetti comuni che vi fanno guardare avanti invece che indietro.
Per questo è importante continuare a investire sulla relazione, soprattutto nei momenti difficili. Continuare a dedicarle tempo, energia, attenzione. Continuare a crescere, anche quando sembra faticoso.
E quando guardi indietro e vedi tutto il cammino fatto, tutta la strada percorsa insieme, allora la speranza si trasforma in certezza: «Sì, ce la possiamo fare. Sì, ne vale la pena. Sì, il nostro amore è forte».

Scrivete insieme una lettera al “voi del futuro”. Scrivete cosa sperate per il vostro futuro insieme. Cosa vi impegnate a costruire.
Sigillate la lettera e segnate la data in cui la riaprirete, ad esempio San Valentino 2027 o il vostro prossimo anniversario. Sarà bellissimo rileggerla e vedere cosa è successo nel frattempo.

22 DicembreLa fiducia è il fondamento di tutto. Senza fiducia, non c’è relazione. Punto.Potete avere passione, affinità,...
22/12/2025

22 Dicembre
La fiducia è il fondamento di tutto. Senza fiducia, non c’è relazione. Punto.
Potete avere passione, affinità, potete avere mille cose in comune. Ma se non c’è fiducia, state costruendo sulla sabbia. Prima o poi crolla tutto.
La fiducia si costruisce lentamente, mattone dopo mattone, azione dopo azione. Ogni volta che mantieni una promessa, costruisci fiducia. Ogni volta che dici la verità anche quando sarebbe più facile mentire, costruisci fiducia. Ogni volta che dimostri di essere affidabile, costruisci fiducia.
La fiducia è fatta di coerenza. Non basta un grande gesto sporadico. Serve la costanza quotidiana. Serve che le tue parole e le tue azioni siano allineate, sempre. Serve che l’altro sappia che può contare su di te: oggi, domani, sempre.
Ma la fiducia è anche fragile. Ci vogliono anni per costruirla e un attimo per distruggerla. Un tradimento, una bugia, una promessa non mantenuta in un momento cruciale, e tutto può crollare.
E poi c’è il lavoro di ricostruirla, se si rompe. Ed è un lavoro lungo, faticoso, doloroso. Possibile, ma difficile. Richiede tempo, pazienza, prova dopo prova che questa volta sarà diverso.
La fiducia è anche fidarsi dell’altro, non solo essere degni di fiducia. È non controllare ossessivamente. È non proiettare sull’altro le tue insicurezze. È credere che l’altro voglia il tuo bene, anche quando fate scelte diverse.
E c’è un tipo di fiducia ancora più profonda: fidarsi del “noi”. Fidarsi che la vostra relazione può superare le difficoltà. Che il vostro amore è abbastanza forte. Che insieme ce la farete, qualunque cosa succeda.
Questa fiducia nel “noi” è quella che vi permette di affrontare le sfide senza panico. Di dire: «È difficile, ma insieme ce la facciamo». Di non scappare al primo problema, ma di restare e affrontarlo.

Fate un “esercizio di fiducia”. Può essere anche semplicemente dirvi: «Mi fido di te» guardandovi negli occhi e spiegandovi perché.
Celebrate la fiducia che avete costruito. È uno dei vostri tesori più preziosi.
Felice giornata ❤️

21 DicembreCi vuole coraggio ad amare. Perché amare significa mettersi a n**o. Significa consegnare all’altro il potere ...
21/12/2025

21 Dicembre
Ci vuole coraggio ad amare.
Perché amare significa mettersi a n**o. Significa consegnare all’altro il potere di ferirti. Significa dire: «Ecco, questo sono io, con tutte le mie fragilità, le mie paure, le mie imperfezioni. Spero che tu mi accolga».
All’inizio di una relazione, il coraggio è quello di buttarsi. Di dire: «Mi piaci». Di rischiare il rifiuto. Di fare il primo passo. E poi, se va bene, di lasciarsi andare, di innamorarsi, di permettere a qualcuno/a di diventare così importante da poter spezzarti il cuore.
Ma il coraggio non serve solo all’inizio. Serve anche dopo, forse ancora di più.
Ci vuole coraggio a restare quando le cose si fanno difficili, quando la routine sembra soffocare tutto, quando la tentazione di mollare è forte.
Ci vuole coraggio a chiedere scusa quando hai sbagliato. A ammettere le tue colpe, a dire: «Ho fatto male, mi dispiace», quando l’orgoglio ti urla di difenderti, di giustificarti, di contrattaccare.
Ci vuole coraggio a dire: «Ti amo ancora» dopo anni insieme, quando non è più novità né euforia, ma scelta quotidiana.
Ci vuole coraggio a parlare dei problemi, a dire: «Qualcosa non va e dobbiamo affrontarlo, invece di far finta di niente e sperare che passi da solo.
Ci vuole coraggio a cambiare. A riconoscere che alcuni tuoi comportamenti fanno male alla relazione e a decidere di lavorarci. Cambiare è difficile, richiede sforzo, costanza, umiltà.
Ci vuole coraggio a scegliere l’amore tutti i giorni. A svegliarti la mattina e dire: «Oggi scelgo di nuovo te», quando ci sarebbero mille scuse per non farlo.
Il coraggio non è l’assenza di paura. È agire nonostante la paura. È dire: «Ho paura, ma lo faccio comunque perché credo in noi».
Le coppie coraggiose sono quelle che durano non perché non hanno problemi, ma perché hanno il coraggio di affrontarli.

Oggi fate un atto di coraggio. Condividete con il vostro partner una paura o un’insicurezza che di solito tenete per voi. Può essere qualcosa di legato alla relazione («A volte ho paura che tu possa stancarti di me»), o qualcosa di legato alla vita in generale («Ho paura di non essere all’altezza al lavoro»).
E l’altro: accoglie, non risolve, non minimizza.

19 DicembreResponsabilità. Che parolone! Suona come dovere, obbligo, come qualcosa che toglie libertà.Ma la verità è che...
20/12/2025

19 Dicembre
Responsabilità. Che parolone!
Suona come dovere, obbligo, come qualcosa che toglie libertà.
Ma la verità è che la responsabilità è l’unica cosa che rende davvero liberi in una relazione.
Finché dai la colpa all’altro per come va la tua relazione, sei in trappola. È colpa sua se litighiamo; è colpa sua se non siamo più felici; è colpa sua se non funziona. Se è tutta colpa sua, tu non puoi farci niente, vero? Sei una vittima. E le vittime non hanno il potere di cambiare le cose.
Ma quando ti assumi la responsabilità, quando dici: «Ok, qual è la MIA parte in questa situazione? Cosa posso fare IO per migliorare le cose?», improvvisamente hai potere. Hai la possibilità di agire. Hai controllo sulla situazione.
La responsabilità non significa prendersi tutta la colpa. Significa riconoscere la propria parte.
Se litighiamo, qual è stato il mio contributo al litigio? Se ci siamo allontanati, cosa ho fatto (o non fatto) io per aumentare questo distacco?
Ma le coppie mature sono quelle in cui entrambi si prendono la propria responsabilità. Dove non si cerca un colpevole ma si cerca di capire: «Come possiamo migliorare?».
E poi c’è un’altra responsabilità fondamentale: quella della propria felicità. Troppo spesso deleghiamo all’altro il compito di renderci felici. Lui/lei deve farmi sentire amato/a. No. La tua felicità è responsabilità tua. L’altro può contribuire, può essere fonte di gioia, ma non è il suo DOVERE renderti felice.
Quando ti assumi la responsabilità della tua felicità, smetti di pretendere che l’altro la ottenga per te. E, paradossalmente, questo rende la relazione più semplice e gioiosa. Perché due persone felici individualmente costruiscono una coppia felice. Due persone che pretendono dall’altro la propria felicità costruiscono una prigione.

Pensa a un comportamento tuo che non fa bene alla relazione. Di sicuro ne sei consapevole. Può essere piccolo: forse rispondi male quando sei stanco, forse non ascolti quando l’altro ti parla, forse dimentichi le cose importanti, forse critichi troppo. Qualcosa che SAI che potresti migliorare.
Felice giornata! ❤️

19 DicembreL’etica non è una cosa astratta, da filosofi. È concretissima. È quello che fai quando nessuno ti guarda. È c...
19/12/2025

19 Dicembre
L’etica non è una cosa astratta, da filosofi. È concretissima. È quello che fai quando nessuno ti guarda. È come ti comporti quando sarebbe più facile fare diversamente. È la coerenza tra quello che dici e quello che fai.
E nelle relazioni di coppia? L’etica è fondamentale.
Una coppia senza valori condivisi è come una nave senza rotta. Magari va avanti, ma non sa dove sta andando.
I valori condivisi sono quelle cose in cui credete entrambi, profondamente. Possono essere tanti: l’onestà, il rispetto, la lealtà, la generosità, la famiglia, la crescita personale, l’aiuto agli altri, la sostenibilità, la giustizia. Non c’è una lista giusta o sbagliata. L’importante è che siano VOSTRI, che ci crediate davvero, che siano la base su cui costruite la vostra vita insieme.
E qui viene la parte difficile: vivere secondo questi valori. Perché è facile dire: «Per noi è importante l’onestà», ma poi nei momenti di difficoltà quando sarebbe più comodo mentire, omettere, nascondere o quando dirsi la verità fa male?
È facile dire: «Per noi è importante il rispetto», ma poi quando litighiamo? Quando siamo arrabbiati e le parole escono senza filtro? Quando sarebbe così soddisfacente dire quella cosa pungente che ferisce?
Vivere secondo i propri valori richiede disciplina, costanza, a volte sacrificio.
Ma è quello che trasforma una coppia in una squadra, in un’unità che ha un senso, una direzione, un significato che va oltre il semplice “stiamo bene insieme”. È quello che vi guida nelle scelte difficili: dove vivere, come gestire i soldi, come crescere i figli, come affrontare le difficoltà.
I valori condivisi sono anche quello che vi tiene insieme nei momenti di crisi. Quando tutto sembra andare male, quando vi siete allontanati, quando la routine ha soffocato tutto, i valori condivisi sono ancora lì. Sono l’àncora.

Sedetevi e fate una lista dei vostri 5 valori più importanti come coppia. Non abbiate fretta, pensateci davvero. E, per ogni valore, chiedetevi: «Lo stiamo davvero vivendo o è solo qualcosa in cui vorremmo credere ma che nei fatti non mettiamo in pratica?».
Felice giornata ❤️

18 Dicembre La tradizione vuole che a Natale gli angeli cantino in cielo: «Pace in terra agli uomini di buona volontà».P...
18/12/2025

18 Dicembre
La tradizione vuole che a Natale gli angeli cantino in cielo: «Pace in terra agli uomini di buona volontà».
Pace. Ne abbiamo tutti bisogno. Pace nel mondo, nelle strade, nelle nostre case.
Proprio le case sono il primo e più importante luogo dove costruire la pace. Perché se non c’è pace in casa, se non c’è pace nella coppia, tutto il resto diventa più pesante, più difficile, più buio.
Ma cosa significa pace nella coppia?
Non significa di sicuro non litigare mai, o essere sempre d’accordo su tutto, o reprimere i conflitti e fare finta che vada tutto bene quando non è così.
La pace vera è qualcosa di più profondo. È quella sensazione di sicurezza, di calma, di casa… È sapere che, anche quando litigate, c’è un fondamento solido sotto. È sapere che l’altro non è un nemico, ma un alleato. È la certezza che, anche nei momenti difficili, siete dalla stessa parte.
La pace si costruisce rinunciando alla guerra quotidiana. E la guerra quotidiana è fatta di piccole cose: quella battuta sarcastica che fai per punire l’altro, quella critica inutile che pronunci solo perché sei frustrato, tenere il broncio per ore per una sciocchezza, quella gara a chi ha ragione che diventa più importante del trovare una soluzione.
La pace si costruisce con la buona volontà, come dicono gli angeli. Buona volontà significa voler fare il bene, voler costruire piuttosto che distruggere, voler trovare soluzioni piuttosto che vincere discussioni.
C’è una grande differenza tra avere ragione ed essere in pace. A volte bisogna scegliere. E scegliere la pace non significa essere deboli, ma essere saggi.
Le famiglie più felici non sono quelle che non hanno problemi. Sono quelle in cui c’è un clima di pace, di rispetto, di sicurezza emotiva. Dove puoi essere te stesso senza paura di ve**re giudicato o attaccato. Dove puoi sbagliare senza essere condannato. Dove puoi essere vulnerabile senza essere ferito.

Oggi prendete il proposito di rinunciare a un atteggiamento bellicoso.
Se sta per uscirvi una critica, respirate e lasciatela andare. Se sta per partire una risposta pungente, fermatevi. Se sta per iniziare una guerra verbale, dite: «No, oggi scelgo la pace»
Felice Giornata ❤️

16 DicembreOggi parliamo di RESILIENZA, cioè della capacità di piegarsi senza spezzarsi. Di cadere e rialzarsi. Di affro...
16/12/2025

16 Dicembre

Oggi parliamo di RESILIENZA, cioè della capacità di piegarsi senza spezzarsi. Di cadere e rialzarsi. Di affrontare le tempeste e uscirne ancora interi.
Nelle relazioni di coppia, la resilienza non è un optional, ma una necessità.
Perché arriveranno i momenti difficili. Non è pessimismo, è realismo.
Può essere una crisi economica che vi mette sotto pressione o una malattia o la perdita di una persona cara o un tradimento della fiducia. Può essere semplicemente un periodo in cui tutto sembra andare storto, in cui siete entrambi stressati, stanchi, arrabbiati.
In quei momenti si vede la vera forza di una coppia.
Le coppie resilienti non sono quelle che non hanno problemi, ma quelle che sanno affrontare i problemi insieme. Che quando cadono, si rialzano tenendosi per mano. Che quando uno è a terra, l’altro lo sostiene.
La resilienza si costruisce. È qualcosa che alleni, giorno dopo giorno, scelta dopo scelta.
Si costruisce ogni volta che superate insieme una difficoltà, anche piccola, che litigate e poi fate pace, che uno dei due ha una giornata no e l’altro è lì ad accoglierlo, che dite: «È difficile, ma andiamo avanti insieme».
E qui c’è un segreto importante: la resilienza si nutre di due cose. La prima è la fiducia: sapere che l’altro c’è, che non ti lascerà al primo ostacolo, che è dalla tua parte. La seconda è la flessibilità: essere disposti ad adattarsi, a cambiare, a trovare nuove soluzioni quando quelle vecchie non funzionano più.
Le coppie rigide si spezzano. Quelle flessibili si piegano, ma non si rompono.
E c’è un’altra cosa meravigliosa. Ogni tempesta attraversata è una prova che ce l’avete fatta, che potete farcela. È un mattone in più nella costruzione della vostra relazione.

Oggi sedetevi e raccontatevi una difficoltà che avete superato insieme. Anche piccola. Ricordatevi com’era, come vi siete sentiti, cosa avete fatto per uscirne. E poi ditevi: «Cosa abbiamo imparato da quella situazione? Come ci ha resi più forti?».
Celebrare le vostre vittorie, anche quelle piccole, vi ricorda che siete capaci di superare i momenti bui. Che ce la potete fare.
Felice giornata ❤️

15 Dicembre Quando due persone sono innamorate, quando c’è entusiasmo, si parlano. Passano ore in macchina a chiacchiera...
15/12/2025

15 Dicembre

Quando due persone sono innamorate, quando c’è entusiasmo, si parlano. Passano ore in macchina a chiacchierare, sul viale sotto casa, sulla panchina del parco, in cucina mentre cucinano, ovunque purché possano continuare a parlarsi.
Ve lo ricordate ancora quell’entusiasmo? Quello dei primi appuntamenti che vi faceva camminare per ore in giro per la città, andando in posti a caso pur di stare ancora un po’ insieme? Quando ogni storia raccontata era interessante, quando ogni battuta faceva ridere, quando ogni silenzio era pieno di significato?
L’entusiasmo iniziale, quello travolgente, è un po’ come l’acqua che scorre impetuosa a valle: va da sola, non serve sforzo, ti trascina. Ma poi, con il tempo, con la routine, con la fatica del quotidiano, quell’acqua rallenta. E qui viene la parte difficile: come si fa a mantenere l’entusiasmo quando non arriva più spontaneo?
La verità è che l’entusiasmo maturo è diverso da quello iniziale. Non è più spontaneo, è scelto. Non ti travolge, lo coltivi. È come la differenza tra un fuoco che divampa e una brace che continua a scaldare: meno spettacolare, ma più costante, più prezioso.
L’entusiasmo si nutre di piccole cose: un messaggio inaspettato, una risata condivisa, un ricordo rievocato, un progetto fatto insieme. Si nutre di presenza, di attenzione, di curiosità verso l’altro che non deve mai finire.
Non si può iniziare un cammino senza entusiasmo, non faresti nemmeno dieci passi. Ma la bella notizia è che l’entusiasmo si può ravvivare, basta accorgersi di tutte le cose belle che già ci sono e che diamo per scontate.

Oggi vi chiedo una cosa romantica vecchio stile: scrivetevi a vicenda una lettera (sì, una lettera!) con l’elenco di tutte le cose che più vi entusiasmano del vostro stare insieme. Non deve essere un romanzo, anche solo 5 punti vanno benissimo. Ma scrivetela. Le parole scritte hanno un peso diverso.
Felice Giornata ❤️

13 DicembreNessuna relazione è perfetta. Nessuna coppia è immune da errori, ferite, incomprensioni. Prima o poi, in ogni...
13/12/2025

13 Dicembre

Nessuna relazione è perfetta. Nessuna coppia è immune da errori, ferite, incomprensioni. Prima o poi, in ogni relazione qualcuno fa male all’altro. A volte senza volerlo, a volte per stanchezza, a volte per egoismo.
E cosa succede dopo? Si può andare avanti solo se c’è perdono.
Ma perdonare è complicato. Non è facile come premere un interruttore e dire: «Ok, ti perdono» e cancellare tutto. Il perdono vero è un processo, a volte lungo, a volte doloroso.
Perdono non significa dire: «Fa niente, non importa». Non significa minimizzare quello che è successo o fare finta che non abbia fatto male. Il perdono non è debolezza.
Il perdono è la scelta consapevole di lasciare andare il rancore. È dire: «Quello che è successo mi ha ferito, e voglio che tu lo sappia. Ma non voglio che questo definisca per sempre la nostra relazione. Non voglio portarmi dietro questo peso. Scelgo di lasciarlo andare».
Il perdono è un regalo che fai prima di tutto a te stesso. Perché il rancore è come un veleno che bevi sperando che faccia male all’altro. Ma in realtà ti stai avvelenando. Il rancore ti consuma l’energia, ti tiene ancorato al passato, ti impedisce di andare avanti.
Ma attenzione: perdono non significa dimenticare. Certe cose non si dimenticano, e va bene così. Il perdono significa integrare quello che è successo nella vostra storia, imparare da esso, e decidere comunque di andare avanti insieme.
E c’è un’altra faccia del perdono: perdonare se stessi. Quante volte ti porti dietro sensi di colpa per errori che hai fatto?
Nelle relazioni lunghe, il perdono diventa una pratica quotidiana. Perché ogni giorno, in qualche piccolo modo, ci feriamo a vicenda. Ogni giorno serve la capacità di lasciare andare, di non accumulare, di ricominciare puliti.

Se c’è un piccolo risentimento che ti porti dietro, qualcosa che il tuo partner ha fatto o detto e che ancora ti pesa, oggi è il momento di parlarne. Non per litigare, ma per condividere. Prova a dire: «Quella cosa mi ha fatto male e volevo che tu lo sapessi. Ma voglio lasciarla andare. Voglio perdonarti».
Felice sabato! ❤️

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Carate Brianza
20841

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