22/09/2015
Risposta dei ragazzi del Liceo Classico/Scientifico al seguente articolo:
https://capricityblog.wordpress.com/2015/09/21/certosa-bene-culturale-per-il-bene-della-cultura/
'Falso residente', sono del parere che per affermare cose del genere bisogna almeno firmarsi, non crede? Noi capresi amiamo sicuramente lamentarci ma almeno quando lo facciamo ci mettiamo la faccia! Detto ciò mi piacerebbe condividere la mia opinione sul suo resoconto 'semiserio' circa la nostra situazione, ovviamente come portavoce di tutto il Liceo classico e scientifico.
In primo luogo abbiamo trovato abbastanza offensivo l'essere stati paragonati all'ecomostro di Alimuri poiché noi, a differenza di quello scheletro di cemento, non ci siamo mai sentiti fuori posto lì. La Certosa di certo non rappresenta la tipica scuola, ma infondo chi lo decide? Ci sono stati centinaia e centinaia di ragazzi, oggi professionisti, che si sono formati tra quelle mura le quali, nonostante i mille problemi strutturali, non hanno mai smesso di emozionare e soprattutto di far sentire a casa. Non mi voglio dilungare troppo sul valore affettivo che ha la Certosa per chi vi ha studiato, perché come le hanno già detto, non tutti possono capire. Vorrei più che altro soffermarmi sul fatto che noi, gli stessi che amano la nostra scuola, l'abbiamo lasciata illudendoci che qualcuno ci avrebbe aiutati a migliorarla. Ciò non è accaduto, eppure non ci siamo messi a strepitare come dei ragazzini senza voglia, come spesso ci descrivono. Insieme (e sottolineo insieme) ai nostri genitori ci stiamo dando da fare, ci stiamo informar mando, assistendo ai consigli comunali e facendo proposte.
E intanto andiamo a scuola, studiamo e sopportiamo i doppi turni, le file infinite per salire ad anacapri alle 11:30, il fatto che tra pochi giorni saremo divisi e che comunque una nuova sede non la abbiamo!
Caro Falso residente, se noi facciamo tutto ciò non è per la compassione di qualcuno o perché qualcuno ci dica 'bravi', ma perché ognuno di noi ha una grandissima voglia di diventare qualcuno nella vita e sappiamo che senza lo studio non andremo lontani.
Quindi come si può pensare di privare l'isola di Capri di un liceo? Perché il suo 'altrimenti si va fuori sede' comporterebbe ciò.
Non tutti possono sostenere la spesa economica di mandare uno o più figli a terra ferma, e allora che si fa? Ci si accontenta? No, noi non ci accontentiamo. Noi sappiamo di essere il miglior progetto nel quale si possa investire e chi crede in noi sta anche lavorando per e con noi.
Lei evidentemente non è uno di questi.
Come Capresità e Capri Città (per CapriCity)