09/08/2026
Nel suo libro "The Cosmic Serpent: DNA and the Origins of Knowledge", l'antropologo Jeremy Narby parte proprio dalle conoscenze che gli Asháninka gli trasmisero durante la sua permanenza nella foresta. Osserva che nelle visioni descritte dagli sheripiari ricorre molto spesso la stessa immagine: due serpenti intrecciati, una simbologia che si ritrova anche in culture molto lontane da quella amazzonica e prive di contatti reciproci, e che noi stessi abbiamo incontrato più volte nei nostro studi.
Da questa osservazione nasce la sua ipotesi più nota: che la struttura a doppia elica del DNA possa essere stata intuita dalla popolazioni indigene in forma simbolica attraverso ciò che gli sciamani descrivevano come "due serpenti intrecciati". Lo stesso Narby continua a definirla un'ipotesi e sottolinea che saranno necessarie ulteriori ricerche. Personalmente trovo che l'aspetto più interessante del libro arrivi alla domanda che lui pone e si pone, se sia possibile che sistemi di conoscenza profondamente diversi dal nostro abbiano osservato la natura in modi che non comprendiamo ancora completamente.
Giovanni Battista Della Porta, che nel 1584 scriveva: "Ma à noi non par veramente, che altro sia la Magia, che una contemplatione della natura. Perché considerando i moti de' Cieli, delle Stelle, degli Elementi, e delle loro trasmutationii, così degli animali, delle piante, de' minerali e de' loro nascimento e delle morti, si vengono a scoprire gli occulti secreti, che tutta la nostra scientia viene à scoprir dal volto della natura"
Nel nostro percorso, che vanta una storia ed origini che precedono anche gli scritti di Della Porta, ci viene insegnato come la Natura sia la chiave e come essa ci insegni a progredire e vedere realmente.
(Nella foto: l'anaconda di cui mi sono presa cura durante il mio volontariato in Amazzonia, presso il centro di recupero degli animali feriti)
by Susanna Eduini