15/07/2026
Al termine di un salottino di condivisione sull'educazione sessuo-affettiva mi ha fermata una zia.
Mi ha stretto la mano e ringraziata.
Mi ha detto che non ci aveva mai pensato al consenso inteso come pratica quotidiana che avrebbe potuto fare anche lei stessa con i/le nipoti.
Da quelle parole ho portato a casa un'emozione, lo stupore, e mi sono interrogata molto su questo.
Sono costantemente sollecitata da divulgazione, articoli, riflessioni ampie e sfaccettate su questo tema.
Mi sforzo di fare contenuti ricchi, con tante informazioni, cercando di non rimanere in superficie (anche se con i tempi stretti dei social faccio fatica ad incastrarmi).
Ma il mio desiderio professionale è proprio quello di lavorare nel territorio. Con persone che hanno a che fare con bambini e bambine fin dalla loro infanzia, che vogliono essere modelli educativi di riferimento, ma alle quali spesso mancano dei punti di riferimento.
Manca la possibilità di capire come, nel concreto, possano fare per creare una cultura del consenso, per dialogare più serenamente di corpi e relazioni, per contrastare stereotipi di genere, per capire qualcosa in più rispetto ad orientamento sessuale e identità.
Servono momenti pensati appositamente per genitori/nonni, nonne/ parenti perché l'educazione s..suale informale, quella fatta dai non professionisti del settore, sarebbe estremamente potente se fosse INTENZIONALE e quotidiana.
Ci organizziamo assieme!
🌱✨