10/08/2026
IL CERCHIO COME PRINCIPIO DEL MOVIMENTO
In geometria il centro è il punto attorno al quale il cerchio si organizza. La periferia può percorrere grandi distanze, mentre il centro rimane il riferimento che ordina il movimento.
Nel Kung Fu tradizionale ritroviamo qualcosa di molto simile: il gesto non nasce semplicemente dagli arti, ma si organizza dal centro e si propaga verso la periferia attraverso rotazioni, archi e spirali.
Possiamo rappresentare il corpo attraverso due assi.
L’asse verticale collega Baihui (Pai-hui, DU20), al vertice del capo, con Huiyin (Hui-yin, REN1), nella regione perineale, indicata anche come Haidi (Hai-ti) in alcune tradizioni di Qigong.
Sul piano sagittale possiamo immaginare un secondo asse, antero-posteriore, che mette in relazione il Dantian inferiore (Hsia Tan-t’ien) con Mingmen (Ming-men, DU4).
L’intersezione di questi due assi può essere letta, in senso geometrico e funzionale, come una regione centrale attorno alla quale il movimento si organizza.
Non si tratta di una definizione canonica della Medicina Tradizionale Cinese, ma di un modello utile per mettere in relazione geometria, organizzazione corporea e pratica marziale.
Il centro organizza, la periferia manifesta.
Anche l’embriologia offre una suggestione interessante.
La notocorda rappresenta nell’embrione una delle prime strutture mediane attorno alle quali si organizza lo sviluppo assiale del corpo.
Nella prospettiva embriologica proposta da Erich Blechschmidt, inoltre, la forma non viene considerata semplicemente come qualcosa che viene “costruito”, ma come il risultato di processi di sviluppo, differenze di crescita e campi metabolici che organizzano progressivamente i tessuti.
Senza confondere embriologia ed energia della tradizione cinese, possiamo allora utilizzare un’immagine: l’asse centrale dell’adulto come una sorta di eco morfogenetica dell’organizzazione embrionale, memoria non di una struttura anatomica rimasta immutata, ma di un principio secondo il quale il corpo si è organizzato e ha preso forma.
Ed è interessante osservare come il rapporto tra asse, centro e rotazione compaia anche in culture molto lontane.
Nel Sema dei dervisci Mevlevi, il corpo ruota continuamente attorno al proprio asse. Il significato appartiene a un contesto spirituale completamente diverso dal Kung Fu, ma l’immagine è suggestivamente vicina: un centro relativamente stabile attorno al quale si sviluppa un movimento circolare continuo.
La stessa geometria ritorna anche nella natura: rotazioni, orbite, spirali ed eliche compaiono a livelli molto diversi, dai sistemi astronomici fino alle strutture biologiche e molecolari. Non perché tutti questi fenomeni siano equivalenti, ma perché cerchio, spirale, asse e rotazione sono forme fondamentali attraverso cui possiamo osservare il movimento e la trasformazione.
Forse è anche per questo che culture lontanissime hanno attribuito al cerchio un significato così profondo.
Nel Kung Fu diventa continuità e trasformazione del movimento.
Nel Sema diventa esperienza spirituale.
Nell’embriologia ritroviamo l’organizzazione attorno a un asse.
Nella natura cerchi e spirali ricompaiono continuamente sotto forme differenti.
Il cerchio, quindi, non è soltanto una figura che il corpo disegna nello spazio.
Può essere un principio organizzatore del movimento.
Il centro organizza.
La periferia manifesta.
Il cerchio trasforma.
The center organizes.
The periphery manifests.
The circle transforms.