07/08/2026
Esempi virtuosi che dovrebbero divenire buone pratiche anche nelle scuole italiane.
C'è un posto dove il caldo urbano si concentra esattamente dove ci sono i bambini: il cortile della scuola. Asfalto nero da un muro all'altro, qualche riga dipinta per il calcio, zero alberi. A luglio quella superficie supera i sessanta gradi. E per molti bambini, quello è l'unico spazio all'aperto della loro giornata.
Parigi ha deciso di partire proprio da lì. Dal 2017, con il programma "Cours Oasis", sta smantellando l'asfalto dei cortili scolastici e sostituendolo con terra permeabile, alberi, giardini, punti d'acqua, pergole e zone d'ombra. Non un progetto pilota: ne sono già stati realizzati 203, più cinque asili-oasi, e il piano climatico della città punta a 360 entro il 2030.
La parte più intelligente non è il verde. È l'uso. Molti di questi cortili vengono aperti il sabato e durante le vacanze, e diventano rifugi climatici di quartiere — spazi freschi e gratuiti dove le famiglie, gli anziani e i bambini possono stare durante le ondate di calore. Non un grande parco lontano, ma una rete capillare di piccole oasi sotto casa. E vengono progettati insieme agli alunni e al personale scolastico.
In Italia qualcosa si muove, e parte ancora una volta da Genova. Nel maggio 2026 il Comune ha aderito a "Biofear", un progetto di ricerca del CNR insieme alle Università di Trento, Foro Italico e Napoli Parthenope, per depavimentare aree gioco e cortili scolastici. L'obiettivo dichiarato va oltre la temperatura: ridurre la biofobia, cioè la paura e la diffidenza verso la natura che cresce nei bambini che crescono in ambienti completamente impermeabilizzati. Bambini che non hanno mai toccato la terra, che si spaventano davanti a un insetto, che non hanno idea di come si comporti una pianta.
È una questione di salute fisica e mentale insieme.
I benefici sono documentati e si sommano:
— Temperature molto più basse dove i bambini passano la ricreazione
— Acqua piovana che si infiltra invece di allagare
— Cortili che diventano aule all'aperto, dove si impara guardando
— Spazi che, fuori dall'orario scolastico, rinfrescano tutto il quartiere
E il patrimonio esiste già: ogni città italiana ha decine di cortili scolastici asfaltati, chiusi e inutilizzati per gran parte dell'anno. Sono già pubblici, sono già distribuiti capillarmente nei quartieri, sono già lì. Manca solo la decisione di toglierne l'asfalto.
Abbiamo passato questa serie a parlare di ombra: quanto vale, quanta ne serve, a chi manca. Se c'è un posto da cui cominciare, è il cortile dove tuo figlio passa la ricreazione a giugno.