19/09/2025
🩷
AMBIENTAMENTO E FATICA
Si. Gli ambientamenti sono un periodo di estrema fatica.
Fatica per le bambine e i bambini che da un giorno all’altro seppur in modo graduale vedono stravolgere la vita che hanno vissuto fino a quel giorno per iniziarne una nuova. Nuove persone, nuovi spazi, nuovi ritmi, nuove relazioni, nuove abitudini. Cambiamenti. Intensi.
Fatica per i genitori che da un giorno all’altro devono affrontare il distacco affidando i loro bambini e le loro bambine alle cure di una persona che conoscono poco. Nuove fiducie, nuove preoccupazioni, nuovi pensieri, nuove emozioni. Cambiamenti. Intensi.
Fatica per le bambine e i bambini che già frequentavano il nido perché non ritrovano i loro punti di riferimento, i loro amici e si trovano a dover conoscere bambini e bambine nuove, condividendo il loro tempo e il loro spazio con loro e con le loro famiglie.
Fatica per l’educatrice perché è proprio mentre vorresti tutto sotto controllo che le situazioni vanno a rotoli, perché devi osservare, captare, capire, ascoltare, consolare, prenderti cura, conoscere, nel frattempo giocare, cantare, cucinare, tenere in equilibrio qualcosa di molto molto delicato e precario.
Si. Gli ambientamenti sono un periodo di intensa fatica.
Tempo fa avevo scritto questo…
Fatica e’ una parola che spaventa molto.
Soprattutto quando si parla di bambini e di bambine.
Spesso, la tendenza è quella di evitarla, di sollevarli, di farsi carico come adulti delle loro fatiche, di alleggerirli, come se non fossero in grado di reggere o di sopportare.
Spesso, senza nemmeno chiedere il loro parere, pensando al posto loro, sostituendoci alle loro competenze, sminuendo le loro capacità.
Come sapete, di qualsiasi parola e di qualsiasi azione mi piace sempre provare a guardare con uno sguardo più aperto, in più direzioni, senza fermarmi solo al primo significato.
Ho scoperto, provando a guardare l’etimologia della parola fatica, che in realtà, queste sei lettere, contengono un significato e dei valori che sono inestimabili.
Fatica deriva da fatis e nel suo significato più antico, riporta all’aprirsi, allo screpolarsi.
Fatis e’ quindi crepa.
Crepa e’ una parola per me bellissima. Perché da la possibilità non solo di far uscire, ma allo stesso tempo di lasciare entrare.
E’ un’apertura. E’ la possibilità di mutare. Di farsi nuovi, di assumere forme diverse, di allargarsi a volte, di rendersi flessibili, di lasciare spazio a nuove storie, di creare nuovi percorsi dentro di noi, di avere spazi per lasciar fluire le nostre emozioni e i nostri corpi.
Il nido certi giorni ci lascia tutti stremati.
Però che bello se pensiamo a cosa può raccontare questa fatica che ci sentiamo addosso.
Quindi da oggi, insieme alle parole che accompagnano l’agire educativo del nostro nido in famiglia voglio aggiungere anche lei.
La fatica. In tutta la sua bellezza.
Per aspera sic itur ad astra.
♥️