27/06/2025
Vogliamo chiudere i post di questa pagina con la considerazione di un nostro ex alunno. Pensiamo siano una testimonianza sincera e profonda dei sentimenti di ogni singola persona che frequentato il liceo Mignosi o vi ha lavorato.
Quando sono arrivato al Mignosi…
…non sapevo che quel piccolo edificio, con un solo corridoio e poche aule, sarebbe diventato così grande dentro di me.
Pensavo fosse solo una tappa, un luogo di passaggio come tanti. Invece, oggi che chiude per sempre, mi rendo conto che è stato molto di più. È stato il punto di svolta, un tempo unico della mia vita. Quel corridoio — uno solo, corto, semplice — lo sentivo infinito, perché dentro ci passava tutto: i miei pensieri, le mie paure, le mie prime scelte, i giorni no, le prime volte in cui ho cominciato davvero a capire chi stavo diventando.
In quelle aule piccole, tra quelle mura consumate dal tempo e dalla voce di chi ci è passato prima di me, io ho imparato a tenere la schiena dritta e lo sguardo aperto. Non è stato sempre facile. Ho fatto fatica. Ho avuto giorni in cui avrei voluto scappare, e altri in cui avrei voluto fermare il tempo. Ma ogni passo in quel corridoio breve, ogni mattina entrato con la testa bassa, ogni uscita con il cuore pieno o ferito… mi ha lasciato qualcosa.
Il Mignosi era una scuola piccola, è vero. Ma dentro ci stava un mondo intero.
Ci stavano i rimproveri che oggi suonano come carezze, le spiegazioni ripetute cento volte con pazienza, i silenzi pesanti prima di un’interrogazione, le risate leggere quando la lezione saltava, gli sguardi dei professori che sapevano leggere oltre le parole.
Quel poco spazio conteneva le mie prime domande serie sulla vita.
Conteneva me, in crescita, in ricerca, in lotta.
Ora che quella porta si chiude per l’ultima volta, qualcosa dentro di me si spezza. È come perdere un luogo che, senza accorgermene, era diventato casa. Non servivano grandi strutture. Bastava quel corridoio, bastavano quelle persone, bastava quell’atmosfera che ancora oggi riesco a respirare a occhi chiusi.
Il Mignosi chiude. Ma quello che ha seminato in me, resta.
Resteranno i passi, le parole, le scelte. Resterà il coraggio che ho imparato tra quelle mura.
Resterà il ragazzo che ero e che lì ha cominciato a diventare uomo.
Grazie, Mignosi.
Per avermi accolto quando ero fragile. Per avermi formato senza fare rumore.
Per avermi insegnato che anche i posti più piccoli possono lasciare il segno più grande.
Non ti dimenticherò mai.
E ogni volta che nella vita mi sentirò smarrito, proverò a ritrovare la strada ripensando a quel corridoio.
A quel piccolo grande pezzo di me.