Tata Mari- Mi casa Es Tu Casa

Tata Mari- Mi casa Es Tu Casa Offro servizi educativi domiciliari. "I BAMBINI DI OGGI SONO GLI UOMINI DI DOMANI."(M. Montessori)

Il sogno che inseguo è poter accompagnare e sostenere le famiglie, con competenza e professionalità, nella crescita delle bambine e dei bambini.

28/03/2026
Chi viene???
13/03/2026

Chi viene???

Youth Lab, il centro aggregativo giovanile🤙🌞di Poliedro organizza due lezioni gratuite di Ping Pong 🏓🏓 in collaborazione con Tennistavolo Cascina, vi aspettiamo!!😎 Arnera Comune di Pontedera

Perché lavorare è Mettersi in Gioco.... e anche Giocare con se stessi.
06/03/2026

Perché lavorare è Mettersi in Gioco.... e anche Giocare con se stessi.

Per rimanere in tema di studio...
27/02/2026

Per rimanere in tema di studio...

🔴Noradrenalina e ansia

L’ansia è una risposta adattiva finalizzata alla sopravvivenza, che diventa patologica quando eccessiva o sproporzionata.

Il sistema noradrenergico è particolarmente rilevante nella risposta allo stress acuto, e regola:

✅stato di allerta (arousal)
✅risposta “attacco o fuga”
✅attenzione verso stimoli salienti
✅memoria emotiva
✅attivazione del sistema nervoso autonomo

👉La principale fonte centrale di noradrenalina è il "locus coeruleus", un piccolo nucleo di neuroni situato nel ponte del tronco encefalico.

Il locus coeruleus invia proiezioni diffuse a corteccia, sistema limbico e ipotalamo, permettendo una rapida attivazione dell’organismo in condizioni di pericolo.

🔹Nei disturbi d’ansia si osserva spesso una iperattività del locus coeruleus e questo produce:

✅ipervigilanza
✅aumento della reattività allo stress
✅amplificazione della percezione di minaccia
✅sintomi somatici (tachicardia, tremore, sudorazione)

📌La noradrenalina modula numerose regioni coinvolte nel disturbo ansioso, come:

✅l'amigdala
✅la corteccia prefrontale
✅Ippocampo
✅Ipotalamo

📌L'iperattivazione del sistema noradrenergico è associata ad un aumento della produzione di cortisolo, e può favorire insonnia e disturbi del sonno.

🔸Alcuni farmaci possono ridurre i livelli di noradrenalina nel cervello attivando i recettori alpha2--adrenergici, che “spengono” i neuroni che rilasciano noradrenalina.

I recettori alpha2--adrenergici quando attivati, inibiscono il rilascio di noradrenalina. Servono a ridurre l’attività del sistema nervoso, diminuendo vigilanza e attivazione simpatica.

Studiamo....
27/02/2026

Studiamo....

John Bowlby (1907–1990) è ricordato come “l’architetto della teoria dell’attaccamento”; dopo la Seconda Guerra Mondiale egli fu incaricato di studiare la salute mentale dei bambini rimasti orfani costatando che essi, pur essendo nutriti e curati fisicamente, soffrivano di gravi ritardi nello sviluppo e depressione.
Bowlby studiò gli esperimenti di Lorenz sull'imprinting delle oche e quelli di Harlow con i piccoli di macaco che preferivano una madre "di stoffa" calda a una "di fil di ferro" che forniva latte. Questo lo portò a concludere che il legame di attaccamento è una necessità vitale quanto il cibo. Non cerchiamo gli altri solo per sopravvivere fisicamente, ma per sentirci sicuri psicologicamente.

Grazie al lavoro di Bowlby gli ospedali iniziarono a permettere ai genitori di restare accanto ai figli ricoverati e i sistemi di adozione vennero completamente riformati per garantire stabilità affettiva.

Se un bambino sente di avere una “base sicura” avrà il coraggio di esplorare il mondo, in caso contrario, si ferma e subentra l’ansia.
Le prime relazioni – “ modelli operativi interni” – creano una mappa mentale che useremo, da adulti, per navigare nei nostri rapporti sentimentali e sociali.
Bowlby ci ha insegnato che l'indipendenza non nasce dall'isolamento, ma da una dipendenza sicura.
"Il bambino non può 'fare da solo' se non sa di avere qualcuno alle spalle”.
Mentre Bowlby scriveva, Mary Ainsworth osservava. Attraverso l’esperimento leggendario della Strange Situation, è stato possibile mappare le sfumature dell'attaccamento umano osservando come i bambini reagivano alla separazione e, soprattutto, al ricongiungimento con il genitore. Non importa solo "esserci", ma è fondamentale la capacità di leggere i segnali del bambino e rispondere in modo tempestivo e coerente. La sicurezza non è l’assenza di paura, ma la certezza di avere qualcuno che ci aiuti ad affrontarla. Ecco che il tatto dell’analista e la stabilità del setting consentono all’analizzando di addentrarsi nelle più cupe immensità del proprio intimo senza esserne eccessivamente spaventato.

22/02/2026

Riley non è “troppo sensibile”, sta semplicemente crescendo. In Inside Out vediamo emozioni che diventano più intense, più confuse, a volte difficili da gestire.

È qualcosa che succede anche ai vostri bambini: quando piangono per una piccola frustrazione, si arrabbiano all’improvviso o hanno paura di sbagliare, non stanno facendo i capricci.

Stanno imparando a dare un nome e una direzione a emozioni che il loro cervello non sa ancora regolare del tutto.

Le emozioni arrivano forti, l’autocontrollo invece si costruisce nel tempo. Il nostro compito non è spegnerle, ma accompagnare i bambini e ragazzi a riconoscerle e gestirle. Perché non tutte le crisi sono un disturbo: molto spesso sono semplicemente crescita. 🌱

22/02/2026

Un po' di studio...

31/01/2026

📖 𝐒𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚, 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐮 𝐞𝐝𝐮𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐨-𝐚𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚: “𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐚𝐢 𝐫𝐚𝐠𝐚𝐳𝐳𝐢: 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢 𝐝𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐞𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢"

“I ragazzi chiedono di avere strumenti per orientarsi anche nella sfera della sessualità e dell'affettività: stanno attuando un cambio culturale, sottolineando l'importanza di un'educazione alle emozioni, affidandosi a professionisti, e valorizzando il ruolo della scuola”.

Così Maria Antonietta Gulino - Presidente CNOP, presidente dell'Ordine degli Psicologi della Toscana e presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, commenta il progetto di Educazione sessuo-affettiva avviato al liceo Machiavelli Capponi di Firenze, su richiesta degli studenti.

“Parlare di sessualità non vuol dire anticipare esperienze che non sono adeguate all’età, ma offrire strumenti ai giovani per orientarsi: parlarne a scuola con gli psicologi e i professionisti competenti è prevenzione e protezione dalla disinformazione, dalla manipolazione, dalla violenza, dagli abusi. Informare, dare risposte a dubbi, raccogliere domande, paure, dare nome ai silenzi, vuol dire prevenire eventuali isolamenti e disagi. Conoscenza e consapevolezza sono prioritarie per la protezione di sé stessi e degli altri” continua Gulino, che mette in guardia da un'informazione fai da te.

“Può essere difficile e generare imbarazzo nell’età dell’adolescenza parlare in famiglia di vissuti intimi e personali legati al proprio sviluppo sessuo-affettivo. In assenza di spazi educativi qualificati, le ragazze e i ragazzi rischiano di formarsi su fonti non attendibili o materiali diseducativi facilmente reperibili online, interiorizzando modelli relazionali fondati su pericolose informazioni o stereotipi, ed esponendo quindi i giovani e le loro famiglie a dinamiche disfunzionali di violenza, bullismo, cyberbullismo, revenge-porn. Un’educazione alle relazioni, affettiva e sessuale scientificamente fondata - rispettosa delle famiglie e dei valori condivisi -, fatta anche a scuola, aiuta invece a sviluppare libertà di espressione, autoconsapevolezza, rispetto reciproco e capacità di riconoscere e gestire le emozioni, prevenendo forme di disagio e discriminazione.

L’educazione affettiva e sessuale “può diventare espressione esplicita e concreta del Patto di Corresponsabilità tra famiglia, scuola, studentesse e studenti, necessario per un'alleanza che promuova relazioni sociali funzionali.” conclude Gulino.

31/01/2026

🚸 L'interesse dei minori è la stella che orienta l'agire professionale dei servizi sociali.

Ma stare dalla parte dei minori nell’Italia di oggi non è facile, perché nell’opinione pubblica si fa strada l’idea che i bambini siano proprietà delle famiglie e lo Stato non debba intervenire. Salvo poi chiedersi: dov’erano i servizi?

💻 Ti aspettiamo 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢̀ 𝟏𝟑 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨, dalle 16.30 alle 18, a Stare oggi dalla parte dei minori (webinar), per un momento di approfondimento insieme su una questione cruciale.
In dialogo con Gianni Garena, autore del saggio "Stare oggi dalla parte dei minori" pubblicato nel nr. 382/2025 di Animazione Sociale, interverranno:

🎙 Barbara Rosina, presidente Ordine assistenti sociali
🎙 Germana Corradini, dirigente Area cura della comunità, Comune di Reggio Emilia
🎙 Paolo Ferrara, responsabile Tutela minori e legami familiari, Comune di Lecco
🎙 Laura Pinna, presidente Ordine assistenti sociali Regione Sardegna

La partecipazione è gratuita, scopri come iscriverti a questo link 👉 https://bit.ly/webinar_minori

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📬 Da sempre Animazione Sociale mantiene l'abbonamento a un prezzo ridotto, grazie al sostegno delle lettrici e dei lettori. Una scelta per favorire l'accesso di tutti alla formazione, risorsa vitale per lavorare nel sociale.

Scopri come abbonarti 👉 bit.ly/desidero_abbonarmi

31/01/2026

Basterebbe osservare quest'immagine per capire quanto il contenimento , il nido, le braccia siano confini che il neonato, una volta venuto al mondo, fisiologicamente ricerca.... Per 9 mesi ha conosciuto questo: avvolgimento, contenimento, calore, culla... Una volta fuori, per sentirsi al sicuro avrà bisogno delle stesse identiche cose:
✔️ il contenimento delle braccia(o della fascia)
✔️ il calore del corpo della mamma (e del papà)
✔️ il caldo latte materno, che ha lo stesso sapore del liquido amniotico ossia il sapore della dieta materna. (Anche dando la formula si può creare un momento empatico e carico d'amore)
✔️L'esser cullato come quando stava in pancia, cuore a cuore... Perché il battito materno è il primo rumore che ha ascoltato e che ha continuato a sentire per mesi e mesi.

Perché dopo 9 mesi così li vorremmo già "programmati" come bambolotti, a star soli, da svegli, da addormentati?.. Perché dovrebbero già esser indipendenti quando istintivamente, da cuccioli di mammifero che sono, sanno benissimo che senza di noi non potrebbero sopravvivere??

Non sarà così per sempre(purtroppo) ... Non saremo per sempre il loro centro dell'universo, e allora finché riusciamo, assecondiamo i loro bisogni, primo tra tutti quello di contatto.. Che alla fine poi è anche il nostro, e freghiamocene delle chiacchiere, dei pregiudizi e dei falsi miti,
L'ascolto e il "troppo" amore non sono mai un vizio, ma poi quand'è che l'amore è troppo? 🤔

"Mamma è qui per te, come lo è stata per i tuoi i primi 9 mesi, e lo sarà sempre" ❤️

Bella da ricondividere 😍
Grazie Ostetrica Pamela Morganti 💗

04/11/2025

🌲 Vivere liberi non è un reato

In questi giorni i giornali parlano della famiglia di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, che vive in Abruzzo con i propri figli in una casa immersa nella natura.
I titoli gridano: “Vivono senza acqua e luce”, “Vogliono allontanare i bambini”.
Ma dietro quelle parole c’è molto di più — e molto di diverso.

Questa famiglia non è “senza acqua e luce”.
Ha un impianto fotovoltaico, raccoglie l’acqua piovana, coltiva la terra e vive in modo sostenibile.
Non è una storia di abbandono, ma una scelta consapevole: vivere in modo semplice, pulito, autentico.
Un modello che molti vorrebbero imitare, non giudicare.

L’intossicazione da funghi che li ha portati all’attenzione dei servizi sociali è stato un episodio sfortunato, ma può capitare a chiunque — anche in un attico di Milano.
Trasformarlo in prova di “inidoneità genitoriale” significa perdere il senso della realtà.

Lo Stato parla di “isolamento” perché i bambini non vanno a scuola.
Eppure in Italia l’istruzione parentale è un diritto riconosciuto dalla Costituzione.
L’educazione non appartiene allo Stato: appartiene ai genitori, che possono scegliere un percorso educativo più vicino ai bisogni dei propri figli.
Studiare a casa, crescere tra gli alberi, imparare a contatto con la vita vera — non è isolamento, è libertà.

Viviamo in un tempo in cui si confonde il controllo con la protezione, e la conformità con il bene.
Ma crescere un bambino libero, pensante, capace di distinguere, non significa sottrarlo alla società — significa offrirgli una società migliore, partendo da una famiglia coerente e presente.

Difendere la libertà di educare, di scegliere uno stile di vita alternativo, non è ribellione: è responsabilità.
È dire “no” a un mondo che pretende di decidere al posto nostro, che etichetta come “strano” tutto ciò che non rientra nei suoi schemi.

Io sto dalla parte di chi ama, di chi protegge, di chi cresce i figli con rispetto e consapevolezza.
E credo che la vera povertà non sia vivere senza corrente, ma vivere senza libertà.

Indirizzo

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Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 08:00 - 13:00
Mercoledì 15:00 - 17:00
Giovedì 15:00 - 13:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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