CAI Cagliari - Scuola Alpinismo e Arrampicata Libera

CAI Cagliari - Scuola Alpinismo e Arrampicata Libera La Scuola nasce negli anni 70 per volere di Sandro Partel, finanziere della Scuola delle Fiamme Gialle di Predazzo.

Dal 1985 è diretta dall'INA Corrado Pibiri ed oggi conta vari Istruttori tra INAL, INA, IA e Sezionali.

📣 📣 🏔️ Mercoledì CAI 🏔️ 📣 📣 Da Settembre 2026 avrà inizio la rassegna "Mercoledì CAI - Racconti verticali".Il primo appu...
10/08/2026

📣 📣 🏔️ Mercoledì CAI 🏔️ 📣 📣

Da Settembre 2026 avrà inizio la rassegna "Mercoledì CAI - Racconti verticali".

Il primo appuntamento, mercoledì 30 settembre 2026, ospiterà Corrado Pibiri che presenterà il cortometraggio, di cui è autore, della spedizione a cui ha partecipato nel 1992 sul Chandra Bhaga, vetta himalayana di oltre 6000 metri.

L’appuntamento è aperto al pubblico.
Vi aspettiamo nella sede di Via delle rane a Cagliari!

📣 Nuova via a Surtana, Dorgali 📣 BOES MANNOS (diff. obb. 5C+)Di seguito il racconto di uno degli apritori, l’INA Corrado...
16/07/2026

📣 Nuova via a Surtana, Dorgali 📣
BOES MANNOS (diff. obb. 5C+)
Di seguito il racconto di uno degli apritori, l’INA Corrado Pibiri, e, tra le foto, la relazione.

Quando, ormai due anni fa, Bruno mi disse che, secondo lui, ci sarebbe stata la possibilità di un'altra linea a sinistra di "Ci vuole OreCCHIO", scettico, feci un po' spallucce.
Infine ci risolvemmo per andare a metterci il naso.
Con il nostro fedele Lorenzo e gli zaini ben carichi di corde, rinvii, nuts, friends, fix e trapano arrivammo svelti all'attacco.
Accipicchia, Bruno aveva proprio ragione; il sorriso cominciò a farsi largo nel mio viso.
-Saranno almeno tre tiri- dissi.
-Forse anche quattro: usciamo proprio sulla verticale dell'ultima sosta di "Alpinisti Efficienti"- rispose Bruno. -Vai tu? Mi chiese porgendomi il capo delle corde.
Non chiedevo di meglio: posizionai il mio switch sulla modalità "nuova apertura" e partii.
Ormai la regola che ho adottato per le nuove vie dice che si sale proteggendosi in modo tradizionale, con protezioni amovibili come nuts e friends e si ricorre ai fix quando non ci sono altre possibilità. Le soste, invece, sempre con i fix a meno che non ci sia un bell'albero o una grossa clessidra.
La roccia era, manco a dirlo, fantastica: solida, articolata e con un ottimo grip.
Il primo tiro non oppose particolari difficoltà ma dalla sosta, mentre recuperavo Bruno e Lorenzo, guardavo la prosecuzione, sulla seconda lunghezza, un po' più pensieroso.
Sui gialli di un piccolo avancorpo trovai subito un pochino più duro ma dopo una quindicina di metri i "gialli" lasciarono spazio ad un bellissimo diedro verticale con una fessura perfetta per un bel 3 Black Diamond.
Arrivai alla sosta 2 un po' stanchino e disidratato. Eravamo sotto un sole cocente e decidemmo di scendere. Saremmo ritornati a terminarla, partendo presto la mattina, il giorno dopo.
Il caso volle però che Lorenzo la sera non stesse affatto bene e addirittura si ammalasse riscontrando pure il Covid.
Ufff... che sfortuna, poverino.
Pazienza: alla prossima venuta in Sardegna dei due amici.

Per arrivare alla fatidica situazione di congiunzione favorevole di tutti gli astri ci vollero ben due anni.
Ma alla fine, questa primavera, eravamo di nuovo in pista, pronti all'attacco alle 7 del mattino.
Fu Bruno a partire da primo di cordata: era desideroso di ripercorrere quei primi due tiri per poterli gradare obiettivamente.
Quando fummo tutti riuniti alla S2 Bruno mi lasciò nuovamente il comando.
Non mi sembrava nulla di impossibile ma neanche banale.
Dalla sosta salii in verticale per una quindicina di metri arrivando ad un punto in cui lo spigolo si appoggiava un poco ma dove, poggiato sulle sue placche, c'era un gigantesco blocco dall'aria abbastanza instabile e tutt'altro che rassicurante.
Non sapevo che fare. Istintivamente mi venne da scendere; poi, guardando bene sulla sinistra, vidi che, nella verticalità più totale, sarei potuto andare in traverso a prendere delle lame belle solide.
Dopo qualche movimento delicato proseguii su difficoltà più semplici fino alla S3 in comune con Alpinisti Efficienti.
Da lì un'altra piacevole sorpresa: verso destra, un bel diedro facile, assolutamente indipendente mi condusse in cima, alla fine della via, facendomi fare sosta in un comodo terrazzo dove confluiscono sia "Alpinisti Efficienti" che "Ci vuole OreCCHIO".

Bruno aveva manifestato la volontà di dare alla via un nome in lingua sarda. Che evocasse magari qualche aspetto tipico o folkloristico.
Mamuthones, mi disse.
Però, devo dire, mi sembrò un po' banale e scontato.
Proposi allora, per rimanere in tema, la maschera tipica di Ottana.
Era nata Boes.
Boes Mannos

Corrado Pibiri

Condividiamo questo importante aggiornamento circa l’impossibilità di scalare a Monte Tuvu, in Gallura.
26/06/2026

Condividiamo questo importante aggiornamento circa l’impossibilità di scalare a Monte Tuvu, in Gallura.

Con grande dispiacere, si comunica la chiusura dell'area di Monte tuvu, nel nord Sardegna, precisamente zona Ajentu.
Il transito non è più permesso, salvo autorizzazione del proprietario!!

Si ricorda che le aree d'arrampicata spesso si trovano in proprietà privata, dove e doveroso utilizzare il massimo rispetto, a partire dei parcheggi, uso di droni, cani, urla, fuochi, bivacchi e corsi di arrampicata; dove i gruppi numerosi fanno la differenza
Climbing Sardinia

📗 Aggiornamento per i nostri istruttori!📍Marche 📆 22/24 maggio 2026Prosegue anche quest’anno l’attività di aggiornamento...
17/06/2026

📗 Aggiornamento per i nostri istruttori!
📍Marche
📆 22/24 maggio 2026

Prosegue anche quest’anno l’attività di aggiornamento che coinvolge la nostra Scuola.
Dal 22 al 24 maggio Corrado Pibiri, Daniele Turco e Valentina Melis hanno partecipato al corso propedeutico in vista dei prossimi esami IA-IAL, organizzato dalla Scuola del Sud.
Corrado e Daniele hanno partecipato come docenti, mentre Valentina come discente.
Anche questa volta, si è trattato di un momento di confronto importante sotto tutti i punti di vista: teorico, pratico e tecnico.
Per svolgere questo corso ci siamo spostati nelle splendide Marche, facendo base ad Urbino e spostandoci nelle varie falesie della regione.
Grazie delle bella esperienza, ci rivediamo presto!

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🛠️🏔️Lavori di ammodernamento su “Chi non ha testa... ha gambe”. 📍Masua. Pilastro dell’Italia Liberata📃 Relazione alla fi...
13/04/2026

🛠️🏔️Lavori di ammodernamento su “Chi non ha testa... ha gambe”.
📍Masua. Pilastro dell’Italia Liberata
📃 Relazione alla fine ⬇️

Dopo averla ripetuta e aver sentito la G. A. Marco Bigatti, che con i suoi clienti la percorre spessissimo in tutte le stagioni, con Simone abbiamo deciso di dare una sistematina a questa bella via che, il prossimo Maggio, compirà 10 anni dalla sua apertura.
Nel 2016, legato in corda con Fabio Erriu, decisi che non avrei mai più usato materiale inox per attrezzare delle vie; i troppo ricorrenti incidenti, in ambiente marino, di rottura di siddetto materiale mi fecero optare per un deciso ritorno all’acciaio zincato.
Così la via “Chi non ha testa… ha gambe” venne interamente attrezzata con Fix zincati e testati 1000 ore in nebbia salina, della Friulsider, accoppiati con placchette zincate della Fixe.
Il ben noto problema del “pitting”, che si manifesta sugli acciai inox esposti in ambiente marino, non esiste proprio in questo tipo di acciaio.
Il “pitting” è stato, e lo è tuttora, responsabile di tanti incidenti, qualcuno con esiti purtroppo nefasti, con la rottura improvvisa dei tasselli pur sottoposti a carichi ridicoli. Talvolta anche meno di 100 Kg.
In parole semplici si tratta di una corrosione, dovuta alle correnti galvaniche, che deteriora il tassello al suo interno senza lasciar intravvedere nulla, all’esterno, anche all’occhio più esperto.
Queste problematiche, già ampiamente documentate in un mio articolo dal titolo “Il fallimento degli ancoraggi Inox”, mi risolsero per non più utilizzare attrezzature inox.
L’unico inconveniente dello zincato, se poi di problema si vuol parlare, è che qualche volta, ma non sempre, potrebbe manifestare una lieve patina di ruggine superficiale. Tale ruggine è passivante e non intacca assolutamente la struttura dell’acciaio.
La prova definitiva l’abbiamo avuta facendo appunto un po’ di manutenzione su questa via fortemente esposta agli agenti atmosferici in ambiente marino.
Solo per appagare il disturbo creato all’occhio di chi non gradisce altre protezioni che non siano lucide e splendenti, abbiamo sostituito quelle placchette un po’ ossidate con altrettante zincate nuove di pacca. Per toglierci ogni dubbio abbiamo provveduto anche a troncare qualche tassello, a prima vista “arrugginito”, avendo però la conferma che la struttura interna era semplicemente perfetta.
E’ proprio vero che “anche l’occhio vuole la sua parte”.
Oltre alle foto, che documentano lo stato dell’arte, alleghiamo la relazione originale della via e il suo tracciato.
INA Corrado Pibiri

RELAZIONE
Masua, pilastro dell'Italia Liberata
Chi non ha testa... ha gambe!

Corrado Pibiri, Fabio Erriu 19.05.2016, dal basso
145 m 5 lunghezze
Interamente attrezzata con fix zincati da 10. S4 su albero
NDA, 10 rinvii, fettucce, corde da 50 m

Itinerario a lungo respiro su roccia fantastica. Attacca pochi metri a sx di “A scuola dal basso” su per un pilastrino immediatamente a sx di un grottino. Alla fine del pilastrino si obliqua verso dx su una placca incredibilmente lavorata. S1 25 m 5c.
Verso sx, si superano due piccoli avancorpi e si fa sosta sotto uno strapiombo giallo. S2 30 m 5c.
Si esce per la fessura sulla dx dello strapiombo e si obliqua verso dx per facili gradoni fino alla sosta, sopra un ginepro, alla base di un diedro giallo. S3 25 m 6a, 4c.
Su per il bellissimo diedro e, dopo aver superato i due ginepri, si esce sulla dx. Dritti per la paretina e, superato un facile avancorpo, si va a sx verso la sosta su un grosso ginepro. S4 30 m 6a
Si prosegue per la parete verticale di stupendo calcare, articolato e talvolta un po' aggressivo. S5 35 m 5c.

Discesa
Visto l'andamento dell'itinerario, le soste non sono state attrezzate per le calate che potrebbero rivelarsi non semplici e pericolose. Si consiglia pertanto la facile discesa a piedi.
Dall'area di slego, sulla cresta, ci si rivolge verso dx e dopo pochi metri si raggiunge la piazzola dove escono “L'Italia liberata” e “Le Grand Mammut” ; si segue l'evidente sentiero che in appena 20/25 minuti riporta alla base delle pareti.



Corrado Pibiri

Indirizzo

Via Delle Rane 27
Cagliari
09134

Orario di apertura

19:00 - 20:30

Telefono

070 667877

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