13/04/2026
🛠️🏔️Lavori di ammodernamento su “Chi non ha testa... ha gambe”.
📍Masua. Pilastro dell’Italia Liberata
📃 Relazione alla fine ⬇️
Dopo averla ripetuta e aver sentito la G. A. Marco Bigatti, che con i suoi clienti la percorre spessissimo in tutte le stagioni, con Simone abbiamo deciso di dare una sistematina a questa bella via che, il prossimo Maggio, compirà 10 anni dalla sua apertura.
Nel 2016, legato in corda con Fabio Erriu, decisi che non avrei mai più usato materiale inox per attrezzare delle vie; i troppo ricorrenti incidenti, in ambiente marino, di rottura di siddetto materiale mi fecero optare per un deciso ritorno all’acciaio zincato.
Così la via “Chi non ha testa… ha gambe” venne interamente attrezzata con Fix zincati e testati 1000 ore in nebbia salina, della Friulsider, accoppiati con placchette zincate della Fixe.
Il ben noto problema del “pitting”, che si manifesta sugli acciai inox esposti in ambiente marino, non esiste proprio in questo tipo di acciaio.
Il “pitting” è stato, e lo è tuttora, responsabile di tanti incidenti, qualcuno con esiti purtroppo nefasti, con la rottura improvvisa dei tasselli pur sottoposti a carichi ridicoli. Talvolta anche meno di 100 Kg.
In parole semplici si tratta di una corrosione, dovuta alle correnti galvaniche, che deteriora il tassello al suo interno senza lasciar intravvedere nulla, all’esterno, anche all’occhio più esperto.
Queste problematiche, già ampiamente documentate in un mio articolo dal titolo “Il fallimento degli ancoraggi Inox”, mi risolsero per non più utilizzare attrezzature inox.
L’unico inconveniente dello zincato, se poi di problema si vuol parlare, è che qualche volta, ma non sempre, potrebbe manifestare una lieve patina di ruggine superficiale. Tale ruggine è passivante e non intacca assolutamente la struttura dell’acciaio.
La prova definitiva l’abbiamo avuta facendo appunto un po’ di manutenzione su questa via fortemente esposta agli agenti atmosferici in ambiente marino.
Solo per appagare il disturbo creato all’occhio di chi non gradisce altre protezioni che non siano lucide e splendenti, abbiamo sostituito quelle placchette un po’ ossidate con altrettante zincate nuove di pacca. Per toglierci ogni dubbio abbiamo provveduto anche a troncare qualche tassello, a prima vista “arrugginito”, avendo però la conferma che la struttura interna era semplicemente perfetta.
E’ proprio vero che “anche l’occhio vuole la sua parte”.
Oltre alle foto, che documentano lo stato dell’arte, alleghiamo la relazione originale della via e il suo tracciato.
INA Corrado Pibiri
RELAZIONE
Masua, pilastro dell'Italia Liberata
Chi non ha testa... ha gambe!
Corrado Pibiri, Fabio Erriu 19.05.2016, dal basso
145 m 5 lunghezze
Interamente attrezzata con fix zincati da 10. S4 su albero
NDA, 10 rinvii, fettucce, corde da 50 m
Itinerario a lungo respiro su roccia fantastica. Attacca pochi metri a sx di “A scuola dal basso” su per un pilastrino immediatamente a sx di un grottino. Alla fine del pilastrino si obliqua verso dx su una placca incredibilmente lavorata. S1 25 m 5c.
Verso sx, si superano due piccoli avancorpi e si fa sosta sotto uno strapiombo giallo. S2 30 m 5c.
Si esce per la fessura sulla dx dello strapiombo e si obliqua verso dx per facili gradoni fino alla sosta, sopra un ginepro, alla base di un diedro giallo. S3 25 m 6a, 4c.
Su per il bellissimo diedro e, dopo aver superato i due ginepri, si esce sulla dx. Dritti per la paretina e, superato un facile avancorpo, si va a sx verso la sosta su un grosso ginepro. S4 30 m 6a
Si prosegue per la parete verticale di stupendo calcare, articolato e talvolta un po' aggressivo. S5 35 m 5c.
Discesa
Visto l'andamento dell'itinerario, le soste non sono state attrezzate per le calate che potrebbero rivelarsi non semplici e pericolose. Si consiglia pertanto la facile discesa a piedi.
Dall'area di slego, sulla cresta, ci si rivolge verso dx e dopo pochi metri si raggiunge la piazzola dove escono “L'Italia liberata” e “Le Grand Mammut” ; si segue l'evidente sentiero che in appena 20/25 minuti riporta alla base delle pareti.
Corrado Pibiri