07/02/2018
Oggi è la giornata nazionale contro il bullismo.
Non c'è molto da aggiungere se non che i genitori devono farsi un esame di coscienza.
Nel nostro istituto è attiva l'email
[email protected]
Qui potete segnalarci qualsiasi cosa.
Vi lascio con la storia di un nostro ragazzo.
Parlerò del bullismo come riferimento della mia vita, da vittima e da bullo.
In quei attimi in cui la vittima è stata presa di mira da un bullo, inizia a vivere giorni di paura senza mai sapere cosa accadrà l'indomani.
Quando si è bullizzati, la vittima tende a rinchiudersi in se stesso, a isolarsi e la maggior parte delle volte che una persona sceglie di suicidarsi è perché è troppo il dolore che ha subito.
Alcuni si limitano ad usare forme di masochismo ovvero provocarsi del dolore fisico e anche se non servirà a nulla, ti ci abitui al dolore, ma alle volte lo stesso dolore potrà portare quella persona ad essere più forte...
Per la mia vita io ho sofferto molto alle medie da più bulli, fino a che non mi trasformai io stesso in uno di loro.
Posso dire molto chiaramente che il bullo si comporta da tale perché vuole attirare l'attenzione, vuole dire "ehi esisto anch'io", e questo lo dirà nei modi sbagliati perché forse da piccolo avrà subito la stessa cosa.
Il bullismo lo si può sconfiggere in mille modi, senza punizioni o dolore, con affetto e giuste attenzioni.
Esistono vari tipi di bulli.
Quelli che per farsi accettare dal gruppo sfruttano la propria forza contro quelli più deboli, quelli che per mostrare il loro finto testosterone provocano dolore altrui e, poi c'è il mio caso... coloro che si sono sentiti esclusi dal mondo intero, che hanno provato odio per loro stessi e per gli altro, quelli che hanno sopportato e sopportato fino a che non sono esplosi prendendo di mira i più deboli come hanno loro hanno fatto con me.
Oggi è la giornata del bullismo. Per mie esperienze vorrei diffondere il messaggio che il bullismo non si crea dal nulla, il bullismo si vive e si soffre.
Provo ancora i sensi di colpa nel pensare di aver causato problemi ad altre persone. Credetemi, son passati anni ma non ho ancora trovato la forza per scusarmi con chi è stato o stata una mia vittima.
Nonostante ciò il messaggio che voglio far arrivare ai miei lettori è quello di costruire una società basata sul l'affetto sul rispetto e sulla condivisione di sorrisi. Per far in modo che quello che ho vissuto e ahimè, fatto vivere, non capiti mai più.
Giuseppe Mulas